I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Mercoledì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Aprile sono scambiati a 1.328,70 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,19% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.327,70 dollari e la resistenza a 1.364,40 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,10% per essere scambiato a 89,73 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,47% per essere scambiato a 16,360 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,25% per essere scambiato a 3,178 dollari per libbra.

La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano martedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2337, giù di 0,56% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2321, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,2557, la piú alta di venerdì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,53% per toccare 0,8814 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,11% per toccare 132,40.

I futures del Gas Naturale in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Martedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Marzo sono scambiati a 2,628 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che sale di 2,74% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,530 dollari e la resistenza a 2,660 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,57% per essere scambiato a 89,59 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Aprile, é sceso di 0,70% per essere scambiato a 61,98 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Marzo, é sceso di 1,19% per essere scambiato a 1,9331 dollari per gallone.

Banche in calo con Carige che ritraccia. Creval, rimbalzano i diritti

Investing.com - Giornata complicata per i titoli finanziari di Piazza Affari con l’indice di settore, il FTSE Italia All Share Banks, che cede lo 0,30%, perdite maggiori rispetto al Ftse Mib.

Viaggia nell’incertezza il titolo Banca Carige (MI:CRGI), in flessione dell’1% dopo che ieri aveva chiuso con una crescita dell’8,22% a seguito della notizia di un nuovo azionista, Raffaele Mincione, che ha acquistato il 5,4% del capitale.

Stabile Banca Piccolo Credito Valtellinese (MI:PCVI) (Creval) nel secondo giorno dell’aumento di capitale dopo il crollo di ieri a -6,96%. In recupero i diritti che balzano del 19,22% a 3,04 euro dopo la flessione del 66% alla vigilia. I diritti saranno scambiabili in Borsa fino al prossimo 2 marzo ed esercitabili per sottoscrivere le nuove azioni fino all’8 marzo prossimo.

Tra le altre banche, prosegue il negativo di Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS) che cede oltre l’1%, Intesa Sanpaolo (MI:ISP) (-0,88%) nel corso dell’emissione di nuove obbligazioni denominate in yen.

Male anche Ubi Banca (MI:UBI), in perdita dello 0,83% nonostante la fiducia accordata da Mediobanca (MI:MDBI) relativamente al processo di derisking, “non complicato2. Gli analisti dell’istituto hanno confermato sul titolo la raccomandazione outperform con prezzo obiettivo a 5 euro, grazie anche alla previsione del livello di Npe ratio lordo al di sotto del 10% giudicato raggiungibile.

“Riteniamo che Ubi debba vendere solo 2,5 miliardi di Npl lordi pari al 20% dell’ammonttare dei crediti in sofferenza attuali, per raggingere il rapporto Npe lordo del 9% nel 2019”, spiegano dall’istituto.

Il dollaro mantiene i guadagni contro i rivali

Investing.com - Il dollaro mantiene i guadagni contro le altre principali valute questo martedì, sebbene i rialzi dovrebbero restare limitati dai timori per il deficit statunitense.

Il sentimento sul biglietto verde resta vulnerabile poiché il deficit degli Stati Uniti dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito all’annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

Sul dollaro di recente pesano le prospettive di un inasprimento più veloce della politica monetaria al di fuori degli Stati Uniti, evento che ridurrebbe le differenze tra la politica monetaria della Federal Reserve e quella delle altre banche centrali.

I trader attendono i verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve, previsti per domani, per avere indicazioni sui futuri aumenti dei tassi.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,49% a 89,52 alle 05:15 ET (09:15 GMT), il massimo dal 14 febbraio.

Giù lo yen e il franco svizzero, con la coppia USD/JPY su dello 0,50% a 107,12 e il cambio USD/CHF in salita dello 0,58% a 0,9346.

L’euro è in calo, con la coppia EUR/USD giù dello 0,54% a 1,2340, mentre il cambio GBP/USD è stabile a 1,4000.

I dati di questa mattina hanno rivelato che l’indice ZEW sul sentimento economico tedesco è sceso a 17,8 questo mese da 20,4 di gennaio, rispetto alle previsioni di un calo a 16,5.

Il dollaro australiano e quello neozelandese sono in calo, con la coppia AUD/USD giù dello 0,24% a 0,7894 ed il cambio NZD/USD che scende dello 0,22% a 0,7355.

Il cambio USD/CAD sale dello 0,28% a 1,2597.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo martedì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo martedì 20 febbraio:

1. Borse globali al ribasso, torna l’agitazione

I titoli azionari globali sono al ribasso, l’agitazione del selloff della scorsa settimana scatenata dai timori per l’inflazione e per l’aumento dei costi di prestito torna a farsi strada sui mercati.

I mercati asiatici scendono, anche se molte borse della regione sono rimaste chiuse per il Capodanno Lunare. L’indice sudcoreano Kospi e l’indice nipponico Nikkei 225 registrano le performance peggiori, con crolli rispettivamente dell’1,1% e dell’1%.

In Europa, i titoli sono al ribasso negli scambi di metà mattina, dopo la ripresa di tre giorni conclusasi nella seduta precedente. Il londinese FTSE 100 segna il calo maggiore dopo gli utili deludenti di HSBC (LON:HSBA) e BHP (LON:BLT).

Intanto, i future USA sono al ribasso, con i trader di ritorno dal lungo weekend di festa che attendono gli utili di colossi della vendita come Walmart (NYSE:WMT) e Home Depot (NYSE:HD) prima della campanella.

I future Dow scendono di quasi 200 punti, o dello 0,8%, mentre i future S&P 500 vanno giù di 21 punti, o dello 0,8%. I future Nasdaq 100 sono in calo di 55 punti, o dello 0,8%.

Wall Street è rimasta chiusa ieri per il Giorno del Presidente.

2. Il dollaro continua a staccarsi dal minimo di 3 anni; rendimento dei bond a 10 anni al 2,92%

Il dollaro sale contro il paniere delle valute, allontanandosi ancora dal minimo di tre anni della scorsa settimana.

L’indice del dollaro, che replica l’andamento della valuta statunitense contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,5% a 89,55, sopra il minimo di tre anni di venerdì di 88,15.

Nonostante il rialzo, sulle prospettive per il dollaro pesano i timori che l’aumento del deficit fiscale USA possa danneggiare l’economia.

Intanto, il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni sale al 2,92%, non lontano dal massimo di quattro anni della settimana scorsa. Il mercato USA dei bond ieri è rimasto chiuso per festa.

Nel corso della giornata, il Dipartimento per il Tesoro terrà le aste dei buoni a 3 e 6 mesi e le vendite di quelli a 4 settimane e 2 anni, evento che metterà alla prova la propensione dei mercati verso i debiti USA con il rendimento che sale.

3. Rendimento dei bond della zona euro in salita, aumentano le speculazioni sulla BCE

Il rendimento dei bond governativi della zona euro è in salita, tra le speculazioni su chi sarà il prossimo presidente della Banca Centrale Europea in un momento in cui la politica monetaria rappresenta la minaccia maggiore per il mercato dei bond.

Ieri i ministri delle finanze della zona euro hanno scelto il Ministro per l’Economia spagnolo Luis de Guindos per succedere all’attuale vice presidente della Banca Centrale Europea Vitor Constancio a maggio.

La decisione probabilmente farà aumentare le possibilità che il Governatore della Bundesbank tedesco Jens Weidmann diventi capo della BCE al posto di Mario Draghi nel 2019 e potrebbe avere una posizione più interventista per quanto riguarda la politica monetaria della BCE.

Il rendimento dei bond governativi a 10 anni tedeschi, i bond di riferimento per la regione, sale di 2 punti base allo 0,75%, avvicinandosi al massimo pluriennale dello 0,808% toccato all’inizio del mese.

I bond governativi francesi seguono a ruota, con i costi di prestito a 10 anni del paese che schizzano dell’1%.

4. Il Bitcoin supera il livello di 11.000 dollari

Il prezzo del Bitcoin supera la soglia di 11.500 dollari per la prima volta da gennaio: la valuta digitale continua a riprendersi dai forti selloff di inizio mese.

Il Bitcoin schizza del 4% a 11.315 dollari, dopo aver segnato il massimo dal 29 gennaio di 11.666 dollari in precedenza. Il prezzo ha visto un incredibile rimbalzo dal minimo di quattro mesi di circa 6.000 dollari del 6 febbraio.

Le altre principali criptovalute sono miste, con l’Ethereum, la seconda più importante valuta digitale al mondo per capitalizzazione di mercato, che crolla dell’1,5% a 932,45 dollari.

La terza principale criptovaluta, il Ripple, segna un crollo del 3% a 1,0919 dollari.

Il Litecoin balza invece del 7% a 239,10 dollari.

5. Mercato del greggio misto, il greggio USA e il Brent vanno in direzioni opposte

Il mercato del greggio è diviso, con il greggio USA spinto dai flussi minori dal Canada mentre il Brent internazionale scende.

I future del greggio USA West Texas Intermediate salgono dello 0,5%, a 61,86 dollari al barile, mentre i future del Brent sono scambiati a 64,94 dollari al barile, con un crollo dell’1,1%.

Secondo i trader, l’aumento del prezzo del WTI è una conseguenza della riduzione del flusso dell’oleodotto canadese Keystone, con la fornitura canadese negli Stati Uniti che è diminuita.

Al di fuori del nord America, il Brent scende sulla scia del calo delle borse asiatiche e del dollaro forte.

La sterlina si rafforza nell’ottimismo per la Brexit

Investing.com - La sterlina recupera le perdite precedenti questo martedì in un rinnovato clima di ottimismo per la Brexit, dopo la notizia che il Parlamento Europeo starebbe delineando un piano per dare al Regno Unito un accesso “privilegiato” al mercato unico.

Il cambio GBP/USD è scambiato a 1,4002 alle 05:12 ET (10:12 GMT) in salita dal minimo precedente di 1,3931.

La sterlina è stata spinta dalla notizia di Business Insider secondo cui il Parlamento Europeo starebbe preparando una risoluzione “dettagliata” in 60 paragrafi per chiedere una maggiore flessibilità nelle trattative future sulla relazione con il Regno Unito.

Il parlamento vorrebbe che l’Unione Europea negoziasse un “accordo di associazione” che potrebbe garantire al Regno Unito un accesso “privilegiato” al mercato unico e l’appartenenza alle agenzie UE.

La risoluzione rappresenta una svolta rispetto alla posizione del responsabile UE per le trattative sulla Brexit.

La notizia ha contribuito a ridurre i timori per la prospettiva di una “hard Brexit”.

L’euro scende al minimo giornaliero contro la sterlina dopo la notizia, con la coppia EUR/GBP giù dello 0,55% a 0,8813 da 0,8870 segnato prima.

L’indice ZEW sul sentimento economico tedesco scende a febbraio

Investing.com - Il sentimento degli investitori tedeschi è peggiorato questo mese, secondo i dati di questo martedì.

L’Istituto di ricerca economica ZEW ha reso noto che l’indice sul sentimento economico è sceso a 17,8 da 20,4 di gennaio. Si tratta comunque di una lettura superiore al dato di 16,5 previsto.

Inoltre, l’indice che misura la valutazione delle attuali condizioni economiche da parte degli investitori è sceso a 92,3 da 95,2 del mese scorso. Era stato previsto un calo a 93,9.

Il prezzo dell’oro continua a scendere per il dollaro forte

Investing.com - Il prezzo dell’oro si indebolisce ancora questo martedì, tra il dollaro più forte e la riduzione della richiesta di investimenti rifugio.

Sul Comex, i future dell’oro crollano dell’1,07% a 1.341,7 dollari l’oncia troy alle 02:00 ET (06:00 GMT), il minimo dal 14 febbraio.

Il biglietto verde resta supportato nonostante le preoccupazioni per il deficit degli Stati Uniti, che dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito all’annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

Sul dollaro di recente pesano le prospettive di un inasprimento più veloce della politica monetaria al di fuori degli Stati Uniti, evento che ridurrebbe le differenze tra la politica monetaria della Federal Reserve e quella delle altre banche centrali.

I trader attendono i verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve, previsti per domani, per avere indicazioni sui futuri aumenti dei tassi.

L’oro risente dell’andamento dei tassi USA e del dollaro. Un dollaro forte rende l’oro più costoso per i titolari di altre valute, mentre l’aumento dei tassi USA fa salire il costo degli investimenti senza rendimento come i lingotti.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,28% a 89,33.

Sempre sul Comex, i future dell’argento crollano dell’1,27% a 16,50 dollari l’oncia troy.

Prezzo del greggio misto ma supportato

Investing.com - I prezzi del greggio sono misti questo martedì, la riduzione delle scorte in Canada sostiene il greggio statunitense, mentre il contratto del Brent segna un calo nonostante l’ottimismo per il riequilibrio del mercato che continua a supportare la materia prima.

I future del greggio West Texas Intermediate schizzano di 65 centesimi, o dell’1,06% a 62,20 dollari al barile alle 03:25 ET (07:25 GMT), staccandosi dal massimo di due settimane di 62,64 dollari registrato nella notte.

Il contratto USA è stato incoraggiato dalla riduzione del flusso dell’oleodotto Keystone in Canada, che funziona a capacità ridotta dalla fine dello scorso anno per via di una perdita.

Intanto, il greggio Brent con consegna ad aprile sull’ICE Futures Exchange di Londra va giù di 23 centesimi, o dello 0,35%, a 65,44 dollari al barile, dopo aver segnato il massimo di oltre una settimana di 65,90 dollari ieri.

Il prezzo si è rafforzato quando il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu domenica ha dichiarato che Israele potrebbe agire anche contro l’Iran, non solo contro gli alleati in Medio Oriente, dopo gli incidenti al confine in Siria.

La materia prima resta sostenuta anche dagli sforzi globali per la riduzione della produzione.

L’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC), insieme ad alcuni paesi non-OPEC con a capo la Russia, a dicembre ha deciso di proseguire con i tagli alla produzione di greggio fino alla fine del 2018.

L’accordo per tagliare la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno è stato siglato lo scorso inverno dall’OPEC, dalla Russia e da altri nove produttori. Il patto sarebbe dovuto scadere nel marzo 2018 ed era già stato prorogato.

Tuttavia, i timori che l’aumento della produzione USA possano vanificare gli sforzi compiuti dall’OPEC per ridurre le scorte in esubero hanno sistematicamente limitato i rialzi del prezzo di recente.

Intanto, i future della benzina scendono dello 0,48% a 1,773 dollari al gallone, mentre i future del gas naturale rimbalzano del 2,74% a 2,628 dollari per milione di BTU.

I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Martedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Aprile sono scambiati a 1.343,30 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,95% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.342,60 dollari e la resistenza a 1.364,40 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,24% per essere scambiato a 89,29 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 1,15% per essere scambiato a 16,520 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,37% per essere scambiato a 3,196 dollari per libbra.

Il prezzo dell’oro resta in calo, scambi sottotono

Investing.com - Il prezzo dell’oro resta in calo negli scambi sottotono di questo lunedì, il dollaro è ancora supportato anche se nuovi timori per la politica USA potrebbero pesare su altri rialzi del biglietto verde.

I volumi degli scambi resteranno limitati con i mercati USA chiusi per il Giorno del Presidente.

Sul Comex, i future dell’oro scendono dello 0,47% a 1.349,8 dollari l’oncia troy alle 08:15 ET (12:15 GMT), staccandosi dal massimo di tre settimane e mezzo di venerdì di 1.364,4 dollari.

Il biglietto verde si è rafforzato quando venerdì i dati hanno rivelato che le nuove costruzioni USA sono salite al massimo di oltre un anno a gennaio e che le concessioni edilizie sono schizzate al massimo dal 2007.

Il report positivo ha fatto passare in secondo piano l’apprensione per il deficit degli Stati Uniti, che dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito al recente annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

Tuttavia, gli investitori sono cauti sul dollaro in un clima di agitazione politica negli Stati Uniti dopo che il Procuratore speciale Robert Mueller nel fine settimana ha accusato 13 cittadini russi e tre compagnie russe di aver interferito nelle elezioni presidenziali USA.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,08% a 89,10.

L’oro risente dell’andamento del dollaro. Un dollaro forte rende l’oro più costoso per i titolari di altre valute.

Sul Comex, i future dell’argento scendono dello 0,43% a 16,64 dollari l’oncia troy.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo lunedì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo lunedì 19 febbraio:

1. Prosegue l’impennata delle borse globali, scambi ridotti per festa

I mercati azionari globali danno il via alla settimana con nuovi rialzi, la propensione verso i titoli azionari resta alta sulla scia del recente terremoto che ha scatenato i timori per l’inflazione e l’aumento dei tassi di prestito.

I mercati azionari asiatici hanno chiuso al rialzo, con un balzo di quasi il 2% dell’indice Nikkei 225 e dell’1% per il sudcoreano Kospi, anche se molte borse della regione sono rimaste chiuse per il Capodanno Lunare.

In Europa, le borse salgono per la quarta seduta consecutiva, spinte dalla forza vista oltreoceano.
Intanto, i future dei titoli USA sono in salita ma i trader sono in vacanza per il Giorno del Presidente.

Gli indici Dow e S&P 500 sono schizzati del 4,3% la scorsa settimana, registrando i risultati migliori, rispettivamente, dal 2016 e dal 2013. L’indice Nasdaq ha subito un’impennata del 5,3%, segnando l’aumento settimanale maggiore dal 2011.

2. Il dollaro resta sopra il minimo di tre anni

Il dollaro ritrova slancio dopo il tonfo della scorsa settimana e riesce a restare al di sopra del minimo di tre anni contro il paniere delle valute.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale a circa 89,10, dopo la ripresa di venerdì seguita al crollo a 88,15, il minimo dal dicembre 2014.

Sulla valuta statunitense pesano una serie di fattori quest’anno, tra cui i timori che Washington possa optare per una strategia che prevede un dollaro debole e la sensazione che il vantaggio del rendimento rispetto alle altre valute si stia riducendo mentre altri paesi iniziano a ridimensionare la politica monetaria allentata.

Sul biglietto verde influiscono inoltre i timori che i grossi sgravi fiscali per le aziende e l’aumento delle spese governative possano avere un impatto negativo sul deficit fiscale statunitense, che dovrebbe gonfiarsi fino a mille miliardi di dollari nel 2019.

Intanto, il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni si attesta al 2,87%. Il mercato USA dei bond questo lunedì è chiuso per festa.

I riflettori dei mercati finanziari globali questa settimana saranno puntati sui verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve nella speranza di avere maggiori dettagli sulla tempistica degli aumenti dei tassi di interesse USA previsti per quest’anno.

3. Il Bitcoin supera il livello di 11.000 dollari

Il prezzo del Bitcoin torna sopra gli 11.000 dollari per la prima volta in quattro settimane, continuando a riprendersi dai forti selloff di inizio mese.

Il Bitcoin schizza del 7% a 10.977 dollari, dopo aver segnato il massimo dal 30 gennaio di 11.250 dollari ieri. Il prezzo ha visto un incredibile rimbalzo dal minimo di quattro mesi di circa 6.000 dollari del 6 febbraio.

Anche le altre principali criptovalute sono in salita, con l’Ethereum, la seconda più importante valuta digitale al mondo per capitalizzazione di mercato, che segna un’impennata del 4% a 944,70 dollari.

La terza principale criptovaluta, il Ripple, schizza dell’8,5% a 1,1308 dollari.

Il Litecoin balza invece del 5% a 223,10 dollari.

4. Prezzo del greggio al massimo di due settimane

I future del greggio salgono al massimo di quasi due settimane, con la materia prima che riprende da dove ha lasciato la scorsa settimana mentre gli investitori valutano gli sforzi dell’OPEC di ridurre le scorte in esubero sul mercato rispetto ai segnali di aumento della produzione USA.

I future del greggio West Texas Intermediate (WTI) salgono dello 0,7% a 61,98 dollari al barile, il massimo dal 7 febbraio, mentre i future del greggio Brent si attestano a 65,11 dollari al barile, in salita dello 0,4%.

Il greggio WTI è schizzato del 4,2% la scorsa settimana, mentre il Brent del 3,3%. I rialzi per entrambi i riferimenti si registrano dopo cali settimanali consecutivi.

5. I Ministri europei sceglieranno il nuovo vice della BCE

I ministri delle finanze della zona euro terranno delle importanti discussioni a Bruxelles, che potrebbero portare ad un cambiamento significativo all’interno della Banca Centrale Europea (BCE).

I ministri discuteranno di chi dovrebbe diventare il prossimo vice-presidente della BCE, con due candidati al ruolo. Si tratta di uno dei quattro cambiamenti all’interno del direttivo della BCE, composto da solo sei membri, che avverranno entro la fine del prossimo anno.

I due principali candidati al ruolo ricoperto da Vitor Constancio come vice-presidente della BCE sono Luis de Guindos, Ministro per l’Economia spagnolo, e Philip Lane, governatore della banca centrale irlandese.

Dollaro invariato contro i rivali, scambi ridotti

Investing.com - Il dollaro è pressoché invariato contro le altre principali valute questo lunedì, i dati positivi di venerdì sul settore immobiliare USA continuano a supportare il biglietto verde nonostante i nuovi timori per la politica del paese.

I volumi degli scambi resteranno limitati con i mercati USA chiusi per il Giorno del Presidente.

Il biglietto verde si è rafforzato quando venerdì i dati hanno rivelato che le nuove costruzioni USA sono salite al massimo di oltre un anno a gennaio e che le concessioni edilizie sono schizzate al massimo dal 2007.

Il report positivo ha fatto passare in secondo piano l’apprensione per il deficit degli Stati Uniti, che dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito al recente annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

Sul dollaro di recente pesano le prospettive di un inasprimento più veloce della politica monetaria al di fuori degli Stati Uniti, evento che ridurrebbe le differenze tra la politica monetaria della Federal Reserve e quella delle altre banche centrali.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è stabile a 89,08 alle 05:15 ET (09:15 GMT).

Lo yen scende, con il cambio USD/JPY su dello 0,38% a 106,60, staccandosi dal minimo di 15 mesi di 105,55, mentre la coppia USD/CHF è stabile a 0,9275.

L’euro è in salita, con la coppia EUR/USD su dello 0,10% a 1,2416, mentre il cambio GBP/USD scende dello 0,08% a 1,4017.

Positivo il dollaro australiano, con la coppia AUD/USD in salita dello 0,23% a 0,7923, mentre il cambio NZD/USD è invariato a 0,7382.

Intanto, la coppia USD/CAD resta stabile a 1,2550.

Tenaris, apertura a +3% dopo dazi Usa su import acciaio da Asia

Investing.com - Sprint di inizio settimana per Tenaris con il Ftse Mib che apre incerto.

Tenaris (MI:TENR) balza in testa al principale indice di Piazza Affari toccando un +3%.

A spingere in alto Tenaris è l’invito del Dipartimento del Commercio Usa al controllo dei prezzi su acciaio e alluminio.

I dazi riguarderanno in particolare il continente asiatico, con la Corea del Sud particolarmente colpita.

La Corea del Sud subirà da un dazio del 53% sulle loro esportazioni di acciaio.

La nazione asiatica è l’unico alleato degli Usa a comparire in una lista di 12 nazioni colpite dalla decisione.

Prezzo del greggio supportato dalle tensioni in Medio Oriente

Investing.com - Il prezzo del greggio sale questo lunedì, supportato dalle tensioni in Medio Oriente e dai tagli alle scorte globali, anche se persistono i timori per l’aumento della produzione statunitense.

Il contratto del greggio West Texas Intermediate con consegna a marzo sale di 53 centesimi, o dello 0,86%, al massimo di oltre una settimana di 62,08 dollari al barile alle 03:40 ET (07:40 GMT).

Intanto, il greggio Brent con consegna ad aprile sull’ICE Futures Exchange di Londra va su di 35 centesimi, o dello 0,54%, al massimo di una settimana di 65,19 dollari al barile.

Il prezzo si è rafforzato quando il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu sabato ha dichiarato che Israele potrebbe agire anche contro l’Iran, non solo contro gli alleati in Medio Oriente, dopo gli incidenti al confine in Siria.

Il prezzo del greggio è stato supportato inoltre dalle parole della scorsa settimana del ministro per l’energia degli Emirati Arabi Uniti Suhail al-Mazroui, secondo cui i produttori petroliferi, guidati dall’Arabia Saudita e dalla Russia, intendono abbozzare un accordo su un’alleanza a lungo termine mirata tagliare la produzione entro la fine di quest’anno.

L’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC), insieme ad alcuni paesi non-OPEC con a capo la Russia, a dicembre ha deciso di proseguire con i tagli alla produzione di greggio fino alla fine del 2018.

L’accordo per tagliare la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno è stato siglato lo scorso inverno dall’OPEC, dalla Russia e da altri nove produttori. Il patto sarebbe dovuto scadere nel marzo 2018 ed era già stato prorogato.

Tuttavia, i timori che l’aumento della produzione USA possano vanificare gli sforzi compiuti dall’OPEC per ridurre le scorte in esubero hanno sistematicamente limitato i rialzi del prezzo di recente.

Baker Hughes, agenzia di General Electric (NYSE:GE), venerdì ha reso noto che il numero di impianti di trivellazione attivi negli Stati Uniti è salito di 7 unità a 798 la scorsa settimana, il massimo dall’aprile del 2015.

Intanto, i future della benzina salgono dello 0,31% a 1,756 dollari al gallone, mentre i future del gas naturale rimbalzano del 2,07% a 2,611 dollari per milione di BTU.

La coppia EUR/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese lunedì.

La coppia EUR/JPY é scambiata a 131,97, su di 0,08% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 131,58, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 133,43, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto al Dollaro Americano e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,19% per toccare 1,2429 e la coppia EUR/GBP che sale di 0,22% per toccare 0,8848.

La coppia USD/JPY giù durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più basso rispetto allo Yen Giapponese domenica.

La coppia USD/JPY é scambiata a 106,19, giù di 0,01% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 105,53, il piú basso di venerdì, e resistenza a 108,78, la piú alta di martedì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,12% per toccare 1,2420 e la coppia GBP/USD che sale di 0,07% per toccare 1,4038.

Le cinque cose da seguire sul calendario economico questa settimana

Investing.com - Questa settimana gli operatori dei mercati si concentreranno sui verbali dell’ultimo vertice della Federal Reserve, in attesa di indizi sul futuro della politica monetaria e sui prossimi aumenti dei tassi.

Negli USA saranno attesi i dati sulle vendite di case esistenti. Lunedì i mercati USA saranno chiusi per la festività del President’s Day.

Nel Regno Unito si attendono i dati sulla crescita economica del paese, per capire quale sia lo stato di salute dell’economia e se esiste la possibilità di un aumento dei tassi di interesse quest’anno.

Gli operatori dei mercati si concentreranno sui dati preliminari riguardanti l’inflazione della zona euro, alla ricerca di indicazioni sulla riduzione dei programmi di acquisti in corso.

Il Giappone rilascerà i dati commerciali e sull’inflazione, che saranno seguiti con attenzione alla ricerca di segnali di conferma della ripresa nella seconda economia mondiale.

Inizia a diffondersi la notizia che le principali banche centrali presto inizieranno ad inasprire le politiche e ad alzare i tassi ad un ritmo più elevato del previsto, vista l’impennata dell’inflazione ed il selloff dei bond globali, con il rendimento in salita in USA, Europa e Asia.

In vista della prossima settimana, Investing.com ha compilato una lista dei cinque principali eventi che potrebbero influenzare i mercati.

1. Verbali del vertice FOMC

Gli investitori presteranno particolare attenzione al rilascio dei verbali dell’ultimo vertice FOMC attesi per mercoledì alle 2:00PM ET (18:00GMT).

Il 31 gennaio la banca centrale statunitense ha deciso di lasciare invariati i tassi, nell’ultimo vertice sotto la leadership di Janet Yellen; la banca ha lasciato intendere che l‘inflazione salirà quest’anno. Queste dichiarazioni fanno pensare che i tassi continueranno a salire sotto la guida del nuovo presidente della banca, Jerome Powell.

Oltre ai verbali del FOMC, i mercati attendono diversi interventi dalla Fed questa settimana.

Attese anche le dichiarazioni del Presidente della Fed di New York William Dudley e della Presidente della Fed di Cleveland Loretta Mester. Entrambi parteciparanno ai lavori del Forum di Politica Monetaria degli Stati Uniti, che si terrà a New York questo venerdì.

La probabilità di un aumento dei tassi in occasione del vertice del 20-21 marzo è intorno all’82%, secondo lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com.

Una serie recente di dati USA migliori del previsto hanno alimentato le aspettative verso ulteriori aumenti dei tassi, fino a quattro, superando i tre attualmente previsti.

2. Dati sul settore immobiliari USA

L’Associazione degli Immobiliaristi statunitensi rilascerà i dati sulle vendite di case esistenti mercoledì alle 10AM ET (15:00GMT).

Si prevede un aumento dello 0,9% a 5,62M dai 5,57M di dicembre.

Attesi inoltre i dati sulle richieste di sussidio USA e i dati Markit sull’attività del settore manufatturiero e di quello dei servizi.

A Wall Street, i mercati resteranno chiusi per il
President’s Day. Rilasceranno gli utili questa settimana i colossi della distribuzione Walmart (NYSE:WMT) e Home Depot (NYSE:HD), entrambi all’apertura di martedì.

Il Dow e l’S&P 500 sono saliti del 4,3% la scorsa settimana, segnando le migliori performance rispettivamente dal 2016 e dal 2013. Il Nasdaq è schizzato del 5,3%, segnando l’aumento settimanale maggiore dal 2011.

Le notizie da Washington continueranno a dominare il sentimento dei mercati. Gli operatori resteranno concentrati sugli sviluppi relativi alle indagini sul ruolo della Russia nella campagna elettorale di Trump.

3. Regno Unito - Seconda lettura del PIL 4° trimestre

L’Ufficio Nazionale di Statistica britannico rilascerà la seconda stima sul prodotto interno lordo del 4° trimestre giovedì alle 09:30GMT (4:30AM ET).

Si prevede un aumento dello 0,5% nel trimestre settembre-dicembre.

Su base annua, l’economia britannica dovrebbe registrare una crescita dell’1,5%, invariata dalla lettura precedente.

Mercoledì sono attesi i dati mensili sulla disoccupazione, alla ricerca di indicazioni sugli effetti della Brexit sull’economia.

Sebbene la Gran Bretagna sia un po’ indietro rispetto alla ripresa globale, la situazione è migliore di quella prevista dopo il voto del 2016 con il quale il paese ha deciso di lasciare l’UE.

La BoE ha lasciato invariati i tassi questo mese, ma ha lasciato intenderla possibilità di un aumento migliore del previsto.

La BoE terrà l’Udienza sull’Inflazione mercoledì, durante la quale il Governatore Mark Carney e i suoi colleghi discuteranno dei recenti sviluppi davanti alla Commissione al Tesoro.

4. Indice PMI flash per la zona euro

La zona euro pubblicherà i dati preliminari sull’attività manifatturiera e su quella del settore dei servizi relativi al mese di febbraio alle 09:00GMT (4:00AM ET) di mercoledì, nelle aspettative di un modesto calo.

Prima dei dati PMI della zona euro, Francia e Germania rilasceranno i loro report rispettivamente alle 08:00GMT e 08:30GMT.

Sempre in Germania sono attesi il report dell’Istituto IFO e dell’Istituto ZEW.

Inoltre, la Banca Centrale Europea rilascerà i verbali dell’ultimo vertice di politica di gennaio nella giornata di giovedì.
La BCE ha dichiarato che manterrà il programma di acquisti da 2,5 miliardi di euro in corso finché sarà necessario, aggiungendo che “ci sono pochissime probabilità” di un intervento sui tassi per quest’anno.

Nonostante le dichiarazioni, gli operatori credono che il programma di stimolo dell’area si avvicina alla sua conclusione.

La BCE ha ridotto gli acquisti da 60 miliardi di euro a 30 miliardi di euro, ma ha esteso il programma fino a fine settembre 2018, a causa dell’inflazione sotto tono.

5. Dati sull’inflazione in Giappone

L’ufficio di statistica nipponico rilascerà i dati sull’inflazione alle 8:50PM ora di Tokyo di venerdì (giovedì 23.50 GMT).

Si prevede una lettura positiva, in salita dello 1,3% su base annua, il tredicesimo aumento consecutivo.

La banca centrale ha inoltre rinviato la tempistica per il raggiungimento dell’obiettivo di inflazione al 2%, alimentando le aspettative che la banca non riesca a tenere il passo con le altre controparti nel ridurre il massiccio programma di stimolo.

Di recente, sono emerse indicazioni che alimentano le aspettative che la Banca del Giappone potrebbe prepararsi a ridimensionare il suo programma di allentamento monetario, scatenando le speculazioni che potrebbe seguire l’esempio della Fed e della BCE per la normalizzazione della politica monetaria prima del previsto.

Resta aggiornato su tutti gli eventi economici di questa settimana consultando il nostro calendario: http://it.investing.com/economic-calendar/

La coppia USD/JPY su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 106,20, su di 0,08% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 105,55, il piú basso di oggi, e resistenza a 108,95, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato su rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,79% per toccare 1,2405 e la coppia GBP/USD che scende di 0,49% per toccare 1,4028.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo venerdì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo venerdì 16 febbraio:

1. Il dollaro oscilla vicino al minimo di 3 anni

Il dollaro scende vicino al minimo di tre anni contro le altre principali valute questo venerdì, nei timori per le politiche statunitensi, in particolare per l’aumento del deficit.

Il biglietto verde è andato sotto pressione tra le preoccupazioni per il deficit degli Stati Uniti, che dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito all’annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

Alle 5:50 ET (10:50 GMT), l’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,08% a 88,53, staccandosi dal minimo di 3 anni di 88,16 segnato nella notte.

Il dollaro si avvia comunque a segnare un crollo settimanale del 2% contro i rivali, oscillando vicino al minimo dal dicembre 2014.

I trader seguiranno da vicino i dati che saranno rilasciati nel corso della seduta. Alle 8:30 ET (13:30 GMT) sono attesi infatti i dati di gennaio sulle nuove costruzioni, le concessioni edili, i prezzi all’importazione e all’esportazione.

Alle 10:00 (15:00 GMT), l’Università del Michigan pubblicherà il report preliminare sul sentimento dei consumatori di febbraio.

2. I titoli azionari USA salgono per la sesta seduta consecutiva

Le borse globali si avviano a segnare la settimana migliore in sei anni questo venerdì, dopo due settimane consecutive in rosso.

Dopo la chiusura di Wall Street nella migliore salita dal 2011 per cinque giorni consecutivi, i future USA puntano a proseguire l’impennata questo venerdì, con gli investitori in attesa della serie di dati economici previsti per oggi e degli utili delle compagnie.

Prima della campanella di apertura oggi, saranno rilasciati i report di Coca-Cola (NYSE:KO), Kraft Heinz (NASDAQ:KHC), Campbell Soup (NYSE:CPB) e Deere & Company (NYSE:DE).

Alle 5:51 ET (10:51 GMT) i future Dow blue chip salgono di 34 punti, o dello 0,14%, i future S&P 500 vanno su di 5 punti, o dello 0,18% mentre i future Nasdaq 100 salgono di 20 punti, o dello 0,29%.

Intanto, le borse europee si avviano a segnare ottimi guadagni settimanali negli scambi di metà mattina di questo venerdì, interrompendo le tre settimane di discesa con gli aggiornamenti sugli utili che continuano a stupire.

In Giappone, l’indice Nikkei 225 ha chiuso la giornata con un balzo dell’1,2% poiché il Primo Ministro ha confermato la nomina del Governatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda per il secondo mandato. Le borse cinesi sono rimaste chiuse per il Capodanno Lunare.

3. Kuroda nominato ufficialmente per un secondo mandato come governatore della BoJ

Il Primo Ministro Shinzo Abe ha nominato Haruhiko Kuroda alla guida della Banca del Giappone per altri cinque anni e il governo ha passato la nomina al parlamento questo venerdì.

Come vice governatori sono stati nominati Masayoshi Amamiya, membro della banca centrale, e il professore universitario Masazumi Wakatabe.

Il ruolo dovrà essere confermato da entrambe le camere del parlamento.

Le nomine garantiscono una stabilità alla terza economia mondiale ed implicano che lo stimolo monetario aggressivo resterà in vigore per il momento.

4. Il greggio sta per segnare un balzo settimanale del 4% in vista dei dati sulla produzione di petrolio di scisto USA

Il prezzo del greggio sale questo venerdì, grazie al dollaro debole e alle voci di questa settimana secondo cui l’OPEC e la Russia sono intenzionati a lavorare su un’alleanza a lungo termine per riportare in equilibrio le scorte globali.

Tuttavia, i timori che l’aumento della produzione USA possano vanificare gli sforzi compiuti dall’OPEC per ridurre le scorte in esubero hanno sistematicamente limitato i rialzi del prezzo di recente.

La U.S. Energy Information Administration (EIA) ha reso noto infatti mercoledì che la produzione petrolifera statunitense ha raggiunto il massimo storico di 10,27 milioni di barili al giorno, superando quella dell’Arabia Saudita, il principale produttore OPEC.

Nel corso della giornata, gli investitori avranno maggiori dettagli sulla produzione di petrolio da scisto USA con il report settimanale di Baker Hughes sul numero di impianti di trivellazione attivi.

I future del greggio USA salgono dello 0,24% a 61,49 dollari alle 5:52 ET (10:52 GMT), mentre il greggio Brent va su dello 0,37% a 64,57 dollari.

5. La SEC blocca la vendita del Chicago Stock Exchange agli investitori cinesi

I regolatori statunitensi ieri hanno bloccato la vendita politicamente importante del Chicago Stock Exchange (CHX) ad un gruppo guidato da investitori cinesi, affermando che l’assenza di informazioni sui potenziali acquirenti ostacola la possibilità di controllare adeguatamente la piazza dopo l’accordo.

La decisione della Securities and Exchange Commission (SEC) mette fine ad una battaglia di due anni per ottenere l’approvazione per la vendita e mette in evidenza quanto sia più ostile l’ambiente per i compratori cinesi sotto il governo del Presidente USA Donald Trump.

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Europea

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Europea di Venerdì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Aprile sono scambiati a 1.362,20 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,51% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.316,30 dollari e la resistenza a 1.364,40 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,00% per essere scambiato a 88,47 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é salito di 0,35% per essere scambiato a 16,855 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 0,42% per essere scambiato a 3,259 dollari per libbra.

Il dollaro oscilla vicino al minimo di 3 anni, attesi dati sul settore immobiliare

Investing.com - Il dollaro oscilla vicino al minimo di tre anni contro le altre principali valute questo venerdì, i timori per il deficit USA pesano sul biglietto verde mentre gli investitori attendono la pubblicazione dei dati sul settore immobiliare del paese previsti nel corso della giornata.

Il biglietto verde si è indebolito in un clima di apprensione per il deficit degli Stati Uniti, che dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito all’annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

Il dollaro si era inizialmente rafforzato sulla scia dei dati di mercoledì del Dipartimento per il Commercio secondo cui i prezzi al consumo sono saliti più del previsto a gennaio, dello 0,5%, spingendo il rendimento dei bond USA.

I dati di ieri hanno mostrato che l’indice sui prezzi alla produzione USA è salito in linea con le aspettative dello 0,4% il mese scorso.

L’aumento dell’inflazione potrebbe convincere la Federal Reserve ad aumentare i tassi di interesse più velocemente del previsto.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,12% a 88,36 alle 05:15 ET (09:15 GMT), poco più del minimo di tre settimane di 88,16 registrato nella notte.

Il cambio USD/JPY scende dello 0,11% a 105,99, il minimo dal novembre 2016, mentre la coppia USD/CHF è in calo dello 0,29% a 0,9197.

L’euro e la sterlina sono in salita, con la coppia EUR/USD su dello 0,23% a 1,2533, mentre il cambio GBP/USD è stabile a 1,4102.

Questa mattina, l’Ufficio Nazionale di Statistica britannico ha reso noto che le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,1%, deludendo le attese di un incremento dello 0,5%.

Il dollaro australiano e quello neozelandese sono in salita, con la coppia AUD/USD su dello 0,52% a 0,7985 ed il cambio NZD/USD che sale dello 0,31% a 0,7431.

Intanto, la coppia USD/CAD scende dello 0,25% a 1,2458.

I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione Europea

I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione Europea di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Marzo sono scambiati a 2,550 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 1,16% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,534 dollari e la resistenza a 2,642 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,25% per essere scambiato a 88,25 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Marzo, é salito di 0,75% per essere scambiato a 61,80 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Marzo, é salito di 0,99% per essere scambiato a 1,9104 dollari per gallone.

Prezzo dell’oro al massimo di 3 settimane e mezzo, giù il dollaro

Investing.com - Il prezzo dell’oro oscilla vicino al massimo di tre settimane e mezzo questo venerdì, i timori per il deficit USA dominano il sentimento del mercato spingendo il biglietto verde al ribasso.

Sul Comex, i future dell’oro vanno su dello 0,44% a 1.361,1 dollari l’oncia troy alle 03:00 ET (07:00 GMT), il massimo dal 25 gennaio.

Il biglietto verde si è indebolito in un clima di apprensione per il deficit degli Stati Uniti, che dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito all’annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

Il dollaro si era inizialmente rafforzato sulla scia dei dati di mercoledì del Dipartimento per il Commercio secondo cui i prezzi al consumo sono saliti più del previsto a gennaio, dello 0,5%, spingendo il rendimento dei bond USA.

I dati di ieri hanno rivelato che l’indice sui prezzi alla produzione USA è salito in linea con le aspettative dello 0,4% il mese scorso.

L’aumento dell’inflazione potrebbe convincere la Federal Reserve ad aumentare i tassi di interesse più velocemente del previsto.

L’oro risente dell’andamento dei tassi USA e del dollaro. Un dollaro debole rende l’oro meno costoso per i titolari di altre valute, mentre l’aumento dei tassi USA fa salire il costo degli investimenti senza rendimento come i lingotti.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,17% a 88,32, il minimo dal dicembre 2014.

Sul Comex, i future dell’argento salgono dello 0,50% a 16,88 dollari l’oncia troy.

Dollaro al minimo di 3 anni, emergono nuovi timori

Investing.com - Il dollaro scende al minimo di tre anni contro le altre principali valute questo venerdì, i nuovi timori per le politiche USA e in particolare l’aumento del deficit hanno fatto passare in secondo piano l’ottimismo alimentato dagli ultimi report economici statunitensi.

Il biglietto verde si è indebolito in un clima di apprensione per il deficit degli Stati Uniti, che dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito all’annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

Il biglietto verde si è inizialmente rafforzato sulla scia dei dati di mercoledì del Dipartimento per il Commercio secondo cui i prezzi al consumo sono saliti più del previsto a gennaio, dello 0,5%, spingendo il rendimento dei bond USA.

Dai dati di ieri è emerso che l’indice sui prezzi alla produzione USA è salito in linea con le aspettative dello 0,4% il mese scorso.

L’aumento dell’inflazione potrebbe convincere la Federal Reserve ad aumentare i tassi di interesse più velocemente del previsto.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,21% a 88,27 alle 02:00 ET (06:00 GMT), il minimo dal dicembre 2014.

Il cambio USD/JPY scende dello 0,31% a 105,79, il minimo dal novembre 2016, mentre la coppia USD/CHF è in calo dello 0,30% a 0,9196.

L’euro e la sterlina sono in salita, con la coppia EUR/USD su dello 0,27% a 1,2537, mentre il cambio GBP/USD sale dello 0,23% a 1,4128.

Positivi anche il dollaro australiano e quello neozelandese, con la coppia AUD/USD su dello 0,35% a 0,7972 ed il cambio NZD/USD che sale dello 0,22% a 0,7424.

Intanto, la coppia USD/CAD scende dello 0,16% a 1,2469.

La coppia EUR/USD su durante la sessione Asiatica

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2551, su di 0,38% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2234, il piú basso di lunedì, e resistenza a 1,2555, la piú alta di oggi.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,11% per toccare 0,8880 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,04% per toccare 132,75.

I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Marzo sono scambiati a 61,70 dollari americani per barile, valore che sale di 0,59% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 58,20 dollari e la resistenza a 61,71 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,19% per essere scambiato a 88,30 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Aprile, é salito di 0,39% per essere scambiato a 64,75 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 3,05 dollari per barile.

La coppia USD/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 106,17, su di 0,05% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 106,02, il piú basso di giovedì, e resistenza a 108,95, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato su rispetto all'Euro e giù rispetto alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,01% per toccare 1,2503 e la coppia GBP/USD che sale di 0,03% per toccare 1,4101.

La coppia EUR/USD su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano giovedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2508, su di 0,47% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2234, il piú basso di lunedì, e resistenza a 1,2510, la piú alta di oggi.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,27% per toccare 0,8872 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,35% per toccare 132,77.

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