La coppia EUR/USD su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1686, su di 0,13% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1613, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1792, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,09% per toccare 0,8829 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,01% per toccare 131,32.

La coppia GBP/USD su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore della Sterlina Inglese é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia GBP/USD é scambiata a 1,3236, su di 0,23% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,3103, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,3364, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore della Sterlina Inglese é stato su rispetto all'Euro e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,09% per toccare 0,8829 e la coppia GBP/JPY che sale di 0,05% per toccare 148,70.

Inatteso calo dello 0,4% dei prezzi all’importazione USA a giugno

Investing.com - I prezzi all’importazione USA sono inaspettatamente scesi a giugno, mentre i prezzi all’esportazione sono aumentati leggermente più del previsto, secondo i dati ufficiali di questo venerdì.

Nel report del Bureau of Labor Statistics USA si legge che i prezzi all’importazione sono scesi al tasso destagionalizzato dello 0,4% il mese scorso.

Gli economisti si aspettavano un incremento dello 0,1%.

I prezzi all’importazione sono saliti dello 0,9% a maggio, dato rivisto da una stima iniziale dello 0,6%.

Su base annua, i prezzi all’importazione hanno registrato un aumento del 4,3% a giugno, in linea con le aspettative e con la lettura del mese prima.

Intanto, i prezzi all’esportazione sono saliti al tasso destagionalizzato dello 0,3% ad aprile.

Gli analisti si aspettavano un +0,2%.

Il mese precedente, i prezzi sono saliti dello 0,6%.

I prezzi all’esportazione sono aumentati del 5,3% il mese scorso rispetto ad un anno fa, meno del 5,7% stimato.

I prezzi hanno registrato un incremento del 4,9% a maggio.

Ferrari in testa con i dazi di Trump che spaventano meno. Stabile Fiat

Investing.com - Seconda seduta di corsa per la rossa in una giornata positiva per Piazza Affari che sembra aver superato le paure dei dazi dei giorni scorsi.

Il titolo Ferrari (MI:RACE) resta in testa al Ftse Mib con una crescita superiore al 2% dopo la chiusura di ieri a +1,93%.

Resta incerto il titolo Fiat (MI:FCHA), più esposto della rossa ai timori per i dazi sul settore automobilistico minacciati da Trump

Il 25 luglio è previsto un incontro tra il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e Donald Trump sul tema dei dazi

"Se l'Europa non negozia in buona fede, farò qualcosa con i milioni di auto che arrivano negli Stati Uniti con dazi a livello zero o quasi", ha minacciato Trump

Greggio giù malgrado l’avviso sulla capacità di scorte, attesi dati USA

Investing.com - Il prezzo del greggio scende negli scambi della mattinata europea di questo venerdì, i timori per la guerra commerciale tra Cina e USA e il ritorno del greggio libico sul mercato hanno fatto passare in secondo piano l’avvertimento circa una carenza delle scorte globali nonostante l’aumento della produzione dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio.

I future del greggio West Texas Intermediate scambiati a New York sono in calo di 16 centesimi, o dello 0,23%, a 70,17 dollari al barile alle 4:12 ET (8:12 GMT).

Intanto, i future del greggio Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, scendono di 73 centesimi, o dello 0,98%, a 73,72 dollari al barile.

La National Oil Corp libica ha annunciato mercoledì che saranno riaperti quattro terminali di esportazione consentendo il ritorno di 850.000 barili al giorno di greggio sul mercato, mettendo fine allo stallo che aveva bloccato la maggior parte della produzione del paese.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia, però, ha alzato le previsioni su una carenza delle scorte di greggio globali ieri, mettendo in guardia su una riduzione della capacità potenziale tra l’aumento della produzione dai paesi del Golfo del Medio Oriente e dalla Russia.

“L’aumento della produzione da parte dei paesi del Golfo in Medio Oriente e della Russia, sebbene sia benaccetto, arriva a spese della capacità di scorte mondiale, che potrebbe essere arrivata al limite”, si legge nel report dell’agenzia parigina.

L’Arabia Saudita ha alzato la produzione di 430.000 barili al giorno a giugno, ha dichiarato l’AIE. Questo, tuttavia, è stato compensato in parte dal calo delle esportazioni iraniane, con i trader europei che hanno ridotto le importazioni in vista delle sanzioni USA su Tehran, che entreranno in vigore a novembre.

“A giugno, le esportazioni di greggio iraniane sono scese di circa 230.000 barili al giorno, sebbene da un livello relativamente alto a maggio, in quanto gli acquisti europei sono crollati di circa il 50%”, ha reso noto l’agenzia.

La disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina rimane sotto i riflettori. Il Segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin ieri ha reso noto che lui e il governo sono “disponibili” a delle discussioni ma che la Cina dovrà prima accettare delle riforme economiche più vaste.

“Se la Cina vuole apportare dei cambiamenti strutturali, io e il governo saremo disponibili”, ha affermato ieri Mnuchin. “Non difendiamo i dazi. Difendiamo un commercio equo”.

Il Vice Ministro del Commercio cinese Wang Shouwen sempre ieri ha dichiarato: “Se abbiamo un problema commerciale, ne dovremmo discutere”.

Nel corso della giornata, i trader attendono gli ultimi dati di Baker Hughes sulla produzione statunitense. Il numero degli impianti di trivellazione USA attivi è salito di cinque unità a 863 la settimana scorsa.

Sebbene si tratti del primo aumento in tre settimane, il numero degli impianti USA attivi (indicatore della produzione futura) è molto superiore al livello di un anno fa di 763 unità, in quanto le compagnie energetiche hanno alzato la produzione in concomitanza agli sforzi dell’OPEC di ridurre la produzione globale nell’ultimo anno e mezzo.

I future della benzina scendono dello 0,79% a 2,0572 dollari al gallone alle 4:13 ET (8:13 GMT) mentre il combustibile da riscaldamento scende dello 0,81% a 2,1060 dollari al gallone.

I future del gas naturale scendono dello 0,04% a 2,796 dollari per milione di BTU.

I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione Europea

I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione Europea di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Agosto sono scambiati a 2,798 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 0,04% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,780 dollari e la resistenza a 2,865 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,37% per essere scambiato a 94,92 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Agosto, é sceso di 0,36% per essere scambiato a 70,08 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Agosto, é sceso di 0,81% per essere scambiato a 2,1059 dollari per gallone.

I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Venerdì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.244,90 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,14% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.241,40 dollari e la resistenza a 1.262,30 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,14% per essere scambiato a 94,70 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é sceso di 0,11% per essere scambiato a 15,960 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é sceso di 0,11% per essere scambiato a 2,773 dollari per libbra.

I futures del Greggio in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Agosto sono scambiati a 70,28 dollari americani per barile, valore che scende di 0,07% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 69,25 dollari e la resistenza a 74,67 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,02% per essere scambiato a 94,59 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Settembre, é sceso di 0,48% per essere scambiato a 74,09 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 3,81 dollari per barile.

La coppia USD/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 112,72, su di 0,18% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 110,31, il piú basso di lunedì, e resistenza a 112,73, la piú alta di oggi.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato su rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,07% per toccare 1,1663 e la coppia GBP/USD che scende di 0,22% per toccare 1,3176.

La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano giovedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1671, giù di 0,02% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1650, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1792, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,03% per toccare 0,8838 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,44% per toccare 131,32.

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Giovedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.247,10 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,22% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.241,40 dollari e la resistenza a 1.262,30 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,07% per essere scambiato a 94,55 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é salito di 1,06% per essere scambiato a 15,985 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é salito di 1,29% per essere scambiato a 2,779 dollari per libbra.

CA e Zogenix schizzano nei pre-market, giù Broadcom e L Brands, in salita Walmart

Investing.com - Titoli azionari sotto i riflettori negli scambi pre-market di questo giovedì:

Il titolo di CA (CA) schizza alle stelle con +18,3% alle 8:23 ET (12:23 GMT) in seguito alla conferma da parte di Broadcom (NASDAQ:AVGO) dell’acquisizione della compagnia per 44,50 dollari ad azione, o 18,9 miliardi di dollari. Broadcom crolla del 9,7%.

Walmart (NYSE:WMT) sale dello 0,5% sulla scia della notizia di Nikkei secondo cui la compagnia starebbe cercando acquirenti per la sua catena di supermercati nipponica Seiyu.

Delta Air Lines (NYSE:DAL) balza dell’1,7% dopo aver riportato utili per azione diluiti rivisti trimestrali di 1,77 dollari, più degli 1,74 dollari attesi. Il titolo resta in salita malgrado la compagnia aerea abbia abbassato le previsioni sugli utili per l’intero anno fiscale ad un range compreso tra 5,35 e 5,70 dollari ad azione, per via di un aumento previsto di 2 miliardi di dollari di spese per il carburante.

Il titolo di L Brands (NYSE:LB) registra un tonfo del 7,8% dopo aver riportato un aumento del 3% delle vendite su base comparabile nelle cinque settimane terminate il 7 luglio, meno del 5% del mese prima.

Zogenix subisce un’impennata di ben il 21% dopo aver annunciato risultati positivi per la fase finale del test del farmaco usato nel trattamento dell’epilessia.

Trump inasprisce lo scontro commerciale contro Cina ed Europa

Investing.com - Tutti gli occhi sono puntati sul peggioramento della diatriba commerciale questa settimana, gli investitori cercano di capire se il botta e risposta tra Stati Uniti e Cina finirà con delle trattative o con una vera e propria guerra commerciale tra le due potenze economiche mondiali.

Il governo Trump ha alzato la posta in gioco nella disputa commerciale con la Cina, minacciando dazi del 10% su altri 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi martedì e spingendo sempre di più le due potenze economiche mondiali sull’orlo di una guerra commerciale senza esclusione di colpi.

I dazi non entreranno subito in vigore ma vedranno un processo di revisione di due mesi, con udienze tra il 20-23 agosto.

Washington ha proposto questi altri dazi dopo che gli sforzi per negoziare una soluzione al conflitto sono falliti, secondo quanto hanno dichiarato dei funzionari del governo.

La Cina ha accusato gli Stati Uniti di bullismo avvertendo che risponderà a sua volta, ma non ha reso immediatamente noto come.

Si tratta dell’ultimo sviluppo delle crescenti tensioni commerciali tra le due potenze mondiali.

La scorsa settimana, Washington ha applicato dazi del 25% su 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi e Pechino ha immediatamente risposto con dazi della stessa portata sulle esportazioni USA in Cina.

Investitori e trader temono che la minaccia di un aumento dei dazi USA e le contromisure adottate dagli altri paesi possano mettere a repentaglio la crescita globale e pesare sul sentimento.

Intanto, in Europa, il Presidente Donald Trump ha preso parte al summit dei leader della NATO a Bruxelles, dove ha ribadito l’impegno degli USA nella NATO e si è preso il merito di un accordo che secondo lui aumenterà “significativamente” le spese militari nei 29 paesi membri.

Trump ha smentito le voci secondo cui avrebbe minacciato di tirarsi fuori dall’alleanza ma ha comunque affermato che “probabilmente potrebbe” farlo senza l’approvazione del congresso. Tuttavia, ha spiegato che una tale decisione non sarebbe necessaria visti gli accordi raggiunti in seguito ai due giorni di vertice a Bruxelles, durante i quali ha assunto un tono “molto fermo” nei confronti degli alleati.

I commenti del Presidente seguono le notizie secondo cui avrebbe nuovamente rimproverato i leader della NATO questa mattina per quella che ha descritto come mancanza di impegno finanziario per la difesa militare degli alleati europei dell’America.

Per vedere le altre vignette settimanali di Investing.com, visita la pagina: http://it.investing.com/analysis/comics

La capacità di produzione di greggio globale potrebbe essere al limite per l’AIE

Investing.com - La capacità di produzione di greggio globale potrebbe essersi “spinta al limite”, secondo le ultime previsioni di questo giovedì dell’Agenzia Internazionale per l’Energia.

L’organizzazione parigina ha dichiarato nel suo report mensile che non c’è “alcun segnale di un aumento della produzione da altre parti che possa allentare i timori di un mercato teso”.

La produzione petrolifera dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio e della Russia è salita al massimo di quattro mesi a giugno, aumentando di 180.000 barili al giorno a 31,87 milioni di barili al giorno, secondo l’AIE.

L’agenzia ha alzato le stime per il 2018 sulla domanda di greggio OPEC di 100.000 barili al giorno a 32 milioni di barili al giorno, riducendo invece quelle per il 2019 di 100.000 barili al giorno a 31,4 milioni di barili al giorno.

L’AIE ha anche abbassato le previsioni sulle scorte non-OPEC di 70.000 barili al giorno a 60,2 milioni di barili al giorno, confermando invece quelle per il 2019 a 62 milioni di barili al giorno.

A giugno, l’OPEC ha deciso di alzare la produzione di circa un milione di barili al giorno tra le pressioni degli Stati Uniti affinché il prezzo scenda. Mentre i membri dell’OPEC dovranno aggiungere circa 700.000 barili al giorno, i fornitori non-OPEC con a capo la Russia produrranno il resto.

L’aumento delle sanzioni USA contro l’Iran, paese membro dell’OPEC, potrebbero ridurre le sue esportazioni di oltre 1,2 milioni di barili al giorno, spiega l’AIE. Il Presidente USA Donald Trump ha invitato le nazioni a smettere di comprare greggio dall’Iran entro il 4 novembre o dovranno pagarne le conseguenze. Trump si è tirato indietro dall’accordo internazionale sul nucleare con Tehran a maggio.

Dopo il report, i future del greggio WTI salgono dello 0,75% a 70,90 dollari al barile alle 4:21 ET (8:21 GMT).

I future del Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, sono scambiati a 74,72 dollari al barile, con un balzo dell’1,80%.

Dollaro ad un nuovo massimo di sei mesi contro lo yen

Investing.com - Il dollaro sale ad un nuovo massimo di sei mesi contro lo yen questo giovedì ed è stabile contro il paniere delle valute grazie all’ultimo report positivo sull’inflazione USA che ha alimentato le aspettative di altri due aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve quest’anno.

Il cambio USD/JPY sale dello 0,35% a 112,37 alle 03:39 ET (07:39 GMT), il massimo dal 10 gennaio, dopo il rimbalzo dell’1% della seduta precedente.

I prezzi alla produzione USA hanno registrato l’aumento annuo maggiore degli ultimi sei anni e mezzo a giugno, secondo quanto reso noto ieri dal Dipartimento per il Lavoro, andandosi ad aggiungere ai segnali di forza dell’economia.

Gli investitori attendono i dati di oggi sull’indice sui prezzi al consumo statunitensi.

I dati economici incoraggianti hanno contribuito a ridimensionare i timori per le tensioni commerciali internazionali. Il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina è infatti peggiorato ieri, quando Washington ha minacciato di applicare dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

Il botta e risposta dei dazi ha scatenato i timori che le due principali economie mondiali possano arrivare ad una guerra commerciale senza esclusione di colpi, che secondo gli investitori potrebbe pesare sulla crescita globale.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è stabile vicino al massimo di una settimana di 94,44, dopo essere salito dello 0,67% ieri.

L’euro sale, con la coppia EUR/USD su dello 0,12% a 1,1687, rimanendo però al di sotto del massimo di tre settimane e mezzo di lunedì di 1,1790.

La sterlina è in lieve rialzo, con il cambio GBP/USD a 1,3215, mentre gli investitori attendono la pubblicazione del libro bianco sulla Brexit da parte del governo britannico in cui viene abbozzato il futuro rapporto che il paese preferirebbe avere con l’Unione Europea.

Il dollaro canadese è invariato vicino al massimo di una settimana e mezzo, con la coppia USD/CAD a 1,3201, in seguito alla decisione di ieri della banca centrale del paese di alzare i tassi di interesse per via di un mercato lavorativo forte e dell’inflazione in linea con l’obiettivo.

Il dollaro australiano legato al commercio sale, con il cambio AUD/USD su dello 0,22% a 0,7384.

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Giovedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.243,80 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,05% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.241,40 dollari e la resistenza a 1.262,30 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,04% per essere scambiato a 94,52 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é salito di 0,11% per essere scambiato a 15,835 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é salito di 0,62% per essere scambiato a 2,768 dollari per libbra.

I futures del Greggio in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Agosto sono scambiati a 70,69 dollari americani per barile, valore che scende di 4,61% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 70,03 dollari e la resistenza a 74,90 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,70% per essere scambiato a 94,51 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Settembre, é sceso di 6,12% per essere scambiato a 74,03 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 3,34 dollari per barile.

I futures del Gas Naturale in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Agosto sono scambiati a 2,828 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che sale di 1,43% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,780 dollari e la resistenza a 2,894 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,69% per essere scambiato a 94,50 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Agosto, é sceso di 4,87% per essere scambiato a 70,50 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Agosto, é sceso di 4,79% per essere scambiato a 2,1154 dollari per gallone.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo mercoledì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo mercoledì 11 luglio:

1. Trump peggiora il conflitto con la Cina con la minaccia di 200 miliardi di dollari di dazi

Il governo Trump ha alzato la posta in gioco nella disputa commerciale con la Cina, minacciando dazi del 10% su altri 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi ieri e spingendo sempre di più le due potenze economiche mondiali sull’orlo di una vera e propria guerra commerciale.

I dazi non entreranno subito in vigore ma vedranno un processo di revisione di due mesi, con udienze tra il 20-23 agosto.

Washington ha proposto questi altri dazi dopo che gli sforzi per negoziare una soluzione al conflitto sono falliti, secondo quanto hanno dichiarato dei funzionari del governo.

La Cina ha accusato gli Stati Uniti di bullismo avvertendo che risponderà a sua volta, ma non ha reso noto come.

Si tratta dell’ultimo sviluppo delle crescenti tensioni commerciali tra le due potenze mondiali. La scorsa settimana, Washington ha applicato dazi del 25% su 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi e Pechino ha immediatamente risposto con dazi della stessa portata sulle esportazioni USA in Cina.

Investitori e trader temono che la minaccia di un aumento dei dazi USA e le contromisure adottate dagli altri paesi possano mettere a repentaglio la crescita globale e pesare sul sentimento.

2. Trump arriva al summit della NATO e rimprovera la Germania

Nel frattempo, Trump è arrivato in Europa per partecipare al summit dei leader dei paesi NATO a Bruxelles, dove dovrebbe ribadire la richiesta agli altri paesi di spendere di più per la difesa.

Sebbene non sia sull’agenda ufficiale, i leader europei dovrebbero parlare a Trump dei timori commerciali, dicono i diplomatici.

Trump si è impegnato a mantenere la promessa di proteggere le industrie statunitensi da quella che secondo lui è una concorrenza sleale da parte dell’Unione Europea.

Intervenendo ad una conferenza stampa davanti ai rappresentanti della NATO prima dei due giorni di vertice, Trump ha rimproverato la Germania, affermando che una raffica di accordi sul petrolio e sul gas hanno dato alla Russia troppa influenza sulla principale economia del continente.

In particolare, ha citato il progetto del gasdotto Nord Stream 2 definendolo “‘inappropriato”‘.

“‘La Germania è completamente controllata dalla Russia … Avrà tra il 60% e il 70% della sua energia dalla Russia ed un nuovo gasdotto e ditemi voi se vi sembra appropriato, perché per me non lo 蔑, ha affermato Trump prima di criticare Berlino per non essere riuscito ad aumentare significativamente le spese per la difesa.

3. I nuovi colpi sferrati nella guerra commerciale trascinano al ribasso le borse globali

I mercati azionari globali sono al ribasso, con il selloff degli asset legati al rischio dopo l’ultimo peggioramento dell’attrito commerciale arrivato dalla Casa Bianca.

Sulle borse asiatiche ha pesato fortemente la notizia e i mercati cinesi sono stati i più colpiti. L’indice Shanghai Composite crolla dell’1,8% mentre l’indice blue-chip CSI300 segna un tonfo dell’1,7%.

Intanto, in Europa i mercati vanno giù di oltre l’1% negli scambi di metà mattina, con tutti i settori in rosso. I titoli legati alle materie prime e alle auto, considerati i settori più a rischio in una guerra commerciale, hanno trascinato i ribassi. Tra gli indici nazionali, in Germania l’indice DAX legato alle esportazioni registra un tonfo dell’1,2%, mentre il britannico FTSE crolla dell’1,3%.

A Wall Street, i future dei titoli azionari USA puntano ad un’apertura in forte discesa. Alle 5:30 ET, i future Dow blue-chip scendono di 220 punti, o dello 0,9%, i future S&P 500 sono in calo di 22 punti, o dello 0,8%, mentre i future Nasdaq 100 legati al settore tech crollano di 69 punti, o dell’1%.

4. Dollaro in salita contro i principali rivali

Il dollaro sale contro il paniere delle valute, la minaccia USA di altri dazi su 200 miliardi di dollari di beni cinesi ha scatenato un’ondata di vendite degli asset più rischiosi rispetto a valute meno vulnerabili.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,3% a 94,18.

Sul mercato dei bond, i prezzi dei Buoni del Tesoro USA salgono, spingendo il rendimento al ribasso: il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni USA, di riferimento, scende al 2,84%.

Il calendario economico sarà leggero, con i dati sui prezzi alla produzione di giugno alle 8:30 ET che saranno l’unico report economico degno di nota.

5. Crollo del prezzo del greggio, attesi i dati sulle scorte USA

Il prezzo del greggio è sotto forte pressione, con il Brent che crolla di oltre un dollaro mentre gli investitori assimilano gli ultimi sviluppi del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina e la notizia che gli USA potrebbero prendere in considerazione l’idea di un’esenzione dalle sanzioni che entreranno di nuovo in vigore sulle esportazioni di greggio iraniano.

I future del greggio Brent vanno giù di 1,70 dollari, quasi il 2,2%, a 77,16 dollari al barile. Il greggio USA scende di 56 centesimi, o dello 0,8%, a 73,55 dollari.

La U.S. Energy Information Administration rilascerà il report settimanale ufficiale sulle scorte relativo alla settimana terminata il 6 luglio oggi alle 10:30 ET nelle aspettative di un calo di 4,4 milioni di barili.

I dati forniranno inoltre nuove indicazioni su quanto velocemente continueranno a salire i livelli della produzione della nazione. La produzione USA (grazie all’estrazione da scisto) si attesta al massimo storico di 10,9 milioni di barili al giorno.

Alla chiusura dei mercati ieri, l’American Petroleum Institute ha dichiarato che le scorte di greggio statunitensi sono scese di 6,8 milioni di barili la scorsa settimana.

Rame al minimo di un anno nei timori per gli attriti commerciali USA-Cina

Investing.com - Il prezzo del rame crolla questo mercoledì, toccando il minimo di un anno nell’ambito del vasto selloff dei metalli industriali scatenato dai timori che la seconda ondata di dazi USA sulle importazioni cinesi possa pesare sulla domanda dei metalli, soprattutto se la crescita cinese dovesse esserne colpita.

I future del rame con consegna a settembre crollano del 2,98% a 2,753 dollari la libbra alle 04:51 ET (08:51 GMT) dopo essere scesi al minimo di 2,717 dollari nella notte, il minimo dal 19 luglio 2017.

Il prezzo del metallo industriale è sceso quando gli Stati Uniti hanno annunciato che applicheranno altri 200 miliardi di dollari di dazi sulle importazioni cinesi, inasprendo il conflitto commerciale tra Washington e Pechino.

Il rappresentante commerciale USA Robert Lighthizer ha affermato che gli Stati Uniti sono intervenuti perché la Cina non ha prestato attenzione ai precedenti avvertimenti per bloccare le pratiche commerciali scorrette.

La notizia di nuovi dazi ha alimentato la paura di una guerra commerciale, riportandola al centro della scena solo pochi giorni dopo l’applicazione dei dazi USA del 25% su 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi, a cui Pechino ha risposto con misure uguali.

Il botta e risposta dei dazi ha scatenato i timori che le due principali economie mondiali possano arrivare ad una guerra commerciale senza esclusione di colpi, che secondo gli investitori potrebbe pesare sulla crescita globale.

Il prezzo del rame, materiale ampiamente utilizzato nella manifattura e nell’edilizia, è crollato di quasi il 6,44% sul mese in corso e del 16% finora quest’anno, dal momento che gli investitori sono concentrati sulla minaccia commerciale.

Intanto, i future dello zinco segnano un tonfo del 2,13% a 2.569,75 dollari, allontanandosi dal minimo della notte di 2.503,00 dollari, il minimo da metà giugno del 2017.

I future del nichel crollano del 3,25% al minimo di quasi 10 settimane di 13.712,50 dollari, mentre i future dell’alluminio scendono dello 0,97% vicino al minimo di tre mesi di 2.067,00 dollari.

Tra i metalli preziosi, i future dell’oro sono in calo dello 0,3% a 1.251,60 dollari, mentre i future dell’argento scendono dello 0,51% a 16,005 dollari e i future del platino vanno giù dello 0,22% a 844,30 dollari.

I futures del Greggio in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Martedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Agosto sono scambiati a 74,06 dollari americani per barile, valore che sale di 0,28% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 72,14 dollari e la resistenza a 74,90 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,09% per essere scambiato a 93,88 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Settembre, é salito di 0,91% per essere scambiato a 78,78 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 4,72 dollari per barile.

I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Martedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.255,80 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,30% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.247,80 dollari e la resistenza a 1.262,40 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,10% per essere scambiato a 93,89 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é sceso di 0,27% per essere scambiato a 16,095 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é sceso di 0,60% per essere scambiato a 2,833 dollari per libbra.

Juventus, titolo torna a volare in attesa del vertice Perez-Mendes

Investing.com - Si riaccendono le speranze per l’arrivo a Torino di Cristiano Ronaldo e il titolo Juventus (MI:JUVE) cerca il recupero dopo la chiusura di ieri a -3,36%. Oggi le azioni bianconere guadagnano oltre il 3% a metà seduta con la quotazione che supera gli 0,85 euro di inizio contrattazioni.

C’è grande attesa per l’incontro che in programma oggi tra il presidente del Real Madrid Florentino Perez e l’agente del campione portoghese, Jorge Mendes, per definire il prezzo del cartellino sul quale l’accordo non è stato ancora trovato.

Da giorni si parla di una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni, anche se Perez vorrebbe far salire il prezzo. La volontà di Ronaldo di lasciare i blancos, però, potrebbe permettere all’agente del calciatore di convincere il patro del Real a cifre non lontane dal budget juventino, non superiore ai 120/130 milioni.

Una volta trovato l’accordo tra Mendez e Perez, la Juventus farebbe l’offerta decisiva, forte anche dell’accordo che sembrerebbe già raggiunto col calciatore per un contratto di 30 milioni netti annui fino al 2022.

L’operazione Ronaldo verrà coperta grazie all’intervento di Fiat (MI:FCHA), Fca Group, altri sponsor e tramite la cessione di calciatori importanti quali Higuain e Rugani, probabile destinazione Chelsea di Sarri, e di alcuni giovani come Mandragora, Favilli, Cerri e altre promesse.

Nel frattempo, il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, questa mattina ha preso un aereo privato per la Grecia dove incontrerà Cristiano Ronaldo insieme all'ad Beppe Marotta, facendo scatenare ancora di più le voci di un imminente annuncio.

Inoltre, già l’allenatore bianconero, Massimiliano Allegri, sarebbe intervenuto per cercare di convincere Ronaldo a trasferirsi a Torino. La Gazzetta dello Sport ha svelato una lunga telefonata tra i due per parlare, inoltre, di piani tattici futuri con il portoghese centravanti e al centro del futuro progetto.

La produzione manifatturiera britannica sale a maggio

Investing.com - La produzione del settore manifatturiero britannico è cresciuta dello 0,4% a maggio rispetto al mese prima, secondo i dati pubblicati questo martedì dall’Ufficio Nazionale di Statistica britannico.

Era stata prevista una crescita dello 0,9%.

La produzione industriale è scesa dello 0,4% a maggio, rispetto al mese prima, in confronto all’aumento dello 0,5% stimato.

Su base annua, la produzione manifatturiera è salita dell’1,1% a maggio, rispetto al rimbalzo dell’1,9% previsto.

Ad aprile, la produzione è aumentata dello 0,9% rispetto all’anno prima, dato rivisto al ribasso da un incremento iniziale dell’1,4%.

Su base annua, la produzione industriale è salita dello 0,8% a maggio.

Gli analisti si aspettavano un aumento dell’1,9%.
La lettura segue l’aumento dell’1,6% di aprile, dato rivisto al ribasso da una stima iniziale dell’1,8%.

In un secondo report si legge che il deficit commerciale britannico si è ridotto a 12,36 miliardi di sterline dal dato precedente di 12,40 miliardi di sterline.

Ci si aspettava una lettura pari a 12,0 miliardi di sterline.

Il deficit commerciale non-UE è sceso a 3,49 miliardi di sterline, rispetto ai 3,70 miliardi previsti.

Sterlina in salita, attesi dati sul PIL britannico

Investing.com - La sterlina è salita questo martedì, nonostante il clima di incertezza per la Brexit in seguito alle dimissioni di David Davis e Boris Johnson, mentre gli investitori attendono i dati sulla crescita che potrebbero lasciare aperta la possibilità di un aumento dei tassi ad agosto da parte della Banca d’Inghilterra.

Il cambio GBP/USD si attesta a 1,3274 alle 03:53 ET (07:53 GMT) dopo aver toccato il minimo di 1,3224 nella notte.

La sterlina rimane sulla difensiva dopo le dimissioni di Boris Johnson da Segretario degli Esteri britannico ieri, il terzo ministro a lasciare il governo in ventiquattro ore piuttosto che appoggiare i piani del Primo Ministro Theresa May di una Brexit “morbida”.

Le dimissioni di Johnson aumentano le probabilità che May possa affrontare un voto di sfiducia, che potrebbe mettere in dubbio il futuro del suo governo.

Tuttavia la sterlina ha trovato supporto nelle voci secondo cui May potrebbe evitare una sfida alla sua leadership, tenendo alta la speranza che non sia da escludere la possibilità di una Brexit meno dura.

La sterlina sale anche contro l’euro, con la coppia EUR/GBP giù dello 0,21% a 0,8843.

Gli investitori attendono i dati mensili sul PIL, da cui dovrebbe emergere che l’economia continua a riprendersi dal brusco rallentamento di inizio anno.

I dati solidi sulla crescita alimenterebbero le probabilità di un aumento dei tassi da parte della BoE in occasione del vertice di agosto.

Il Regno Unito pubblicherà anche i dati commerciali e quelli sulla produzione industriale e manifatturiera.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è stabile a 93,87.

Invariato l’euro, con la coppia EUR/USD a 1,1745 dopo essere salito al massimo di tre settimane di 1,1790 ieri.

Il dollaro sale contro lo yen, con la coppia USD/JPY su dello 0,23% a 111,09.

I timori per il peggioramento degli attriti commerciali USA-Cina si sono ridimensionati, sebbene i nuovi dazi siano entrati in vigore venerdì.

Greggio su nei timori per le possibili interruzioni di forniture

Investing.com - Il prezzo del greggio sale questo martedì, centinaia di operai petroliferi in Norvegia sciopereranno nel corso della giornata, alimentando i timori di possibili interruzioni delle forniture.

I future del greggio WTI  con consegna ad agosto sono scambiati a 74,25 dollari al barile alle 00:40 ET (04:40 GMT) su dello 0,57%. I future del greggio Brent con consegna a settembre, sulla borsa di Londra, salgono dello 0,58% a 78,52 dollari al barile.

Gli analisti affermano che lo sciopero probabilmente influirà sulla produzione in almeno un giacimento, quello di Knarr della Shell, e che potrebbe andare ad unirsi alle interruzioni da parte di altri produttori.

Intanto, il Ministro per l’Energia degli Emirati Arabi Uniti Suhail Al Mazrouei ha dichiarato che l’OPEC e i suoi alleati stanno “facendo il possibile” per compensare la carenza di greggio.

“Non è giusto dire che l’OPEC non sta facendo la sua parte”, ha affermato Al Mazrouei, presidente dell’OPEC, in un’intervista a Bloomberg questa mattina. “Ci sono cose fuori dal nostro controllo, come la geopolitica o la quantità della produzione dai giacimenti di scisto o da quelli delle sabbie bituminose in Canada”.

Al Mazrouei ha aggiunto che l’OPEC non dovrebbe accollarsene la colpa.

“L’OPEC da sola non può essere ritenuta responsabile di tutti i problemi che avvengono nel settore petrolifero, ma allo stesso tempo abbiamo reagito con le misure prese nell’ultimo vertice di giugno”.

Nelle ultime settimane, Trump ha accusato l’OPEC di aver fatto salire il prezzo del greggio ed ha invitato l’Arabia Saudita ad aumentare le scorte per compensare il calo delle esportazioni dall’Iran.

Il prezzo del greggio è andato sotto pressione nella seduta precedente sulla scia della notizia che le attività di Syncrude in Canada riprenderanno prima del previsto.

Ieri Suncor Energy ha reso noto infatti che il progetto delle sabbie bituminose Syncrude in Canada riprenderà in parte la produzione a luglio, prima di quanto annunciato precedentemente, per poi raggiungere la piena capacità a settembre, in seguito all’interruzione di energia il mese scorso che ha bloccato la produzione.

Ciò potrebbe far salire le scorte di greggio in Nord America proprio quando le scorte a Cushing, Oklahoma, l’hub di consegna dei future del greggio USA, sono crollate al minimo di 3 anni e mezzo.

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Martedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.259,80 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,02% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.253,60 dollari e la resistenza a 1.266,90 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,06% per essere scambiato a 93,86 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é salito di 0,19% per essere scambiato a 16,170 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é sceso di 0,17% per essere scambiato a 2,866 dollari per libbra.

I futures del Greggio in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Lunedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Agosto sono scambiati a 74,06 dollari americani per barile, valore che sale di 0,35% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 72,14 dollari e la resistenza a 74,90 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,07% per essere scambiato a 93,83 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Settembre, é salito di 1,48% per essere scambiato a 78,25 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 4,19 dollari per barile.

Bitcoin giù, alluvioni e ondate di caldo pesano sull’attività di mining

Investing.com - Il Bitcoin scende questo lunedì, le alluvioni in Cina e l’ondata di caldo in Europea pesano sulla capacità di mining globale.

Il Bitcoin si attesta a 6.715,80 dollari, giù dello 0,44% alle 9:09 ET (13:09 GMT) sul Bitfinex. Il Bitcoin ha faticato a guadagnare terreno negli ultimi mesi, registrando un tonfo di quasi il 70% rispetto al massimo di quasi 20.000 dollari di dicembre.

L’hashrate o capacità di cripto-mining è stata inferiore dal momento che le alluvioni a Sichuan, in Cina e l’ondata di caldo che ha investito l’Europa hanno reso inutilizzabili le mining farm. Le alluvioni hanno lasciato senza casa centinaia di migliaia di persone distruggendo le attrezzature per il mining.

I miner cinesi producono tra il 50% e il 70% dei Bitcoin mondiali, malgrado il governo cinese abbia vietato l’accesso alle piattaforme e alle piazze di criptovalute.

In generale tutte le criptovalute sono al ribasso, con la capitalizzazione di mercato scesa a 273 miliardi di dollari al momento della scrittura dai 280 miliardi di ieri.

L’Ethereum scende dello 0,86% a 481,06 dollari sul Bitfinex. Il Ripple, la terza principale valuta virtuale, segna un crollo dell’1,45% a 0,47740 dollari, mentre il Litecoin si attesta a 82,287 dollari, con un tonfo del 2,02%.

Tra le altre notizie, un funzionario francese non pensa che le monete virtuali debbano essere regolate.

Jean-Pierre Landau, a capo della task-force governativa per indagare sulla politica di regolamentazione delle criptovalute francese, ha affermato che gli enti regolatori dovrebbero essere cauti e non sbagliare ad identificare le valute alternative. Regolare le monete digitali potrebbe spingere gli innovatori ad eludere le norme, ha aggiunto.

“Il pericolo è triplice: congelare la rapida evoluzione della tecnologia nella legislazione, non riuscire a cogliere la vera natura dell’oggetto che intendiamo regolare e incitare l’innovazione ad evitare le norme. Al contrario, la regolamentazione dovrebbe essere tecnologicamente neutrale e, per diventare tale, dovrebbe rivolgersi agli attori e non ai prodotti stessi”, ha spiegato.

Procter&Gamble giù negli scambi pre-market, in salita Starbucks, Tesla e PayPal

Investing.com - Titoli azionari sotto i riflettori negli scambi pre-market di questo lunedì:

Procter & Gamble (PG) scende dello 0,6% alle 8:44 ET (12:44 GMT), dopo che Jefferies ha abbassato il rating della compagnia da “buy” a “hold” per via di una serie di difficoltà.

Il titolo di Starbucks (SBUX) sale dello 0,76%: il presidente uscente Howard Schultz ha minimizzato i timori circa un calo delle vendita in Cina definendolo un problema a breve termine. Schultz ha anche accennato alla possibilità di un accordo con Alibaba (BABA) per accelerare le vendite online nella regione, secondo una notizia di Reuters.

Tesla (TSLA) è in salita dello 0,97%: la compagnia ha alzato il prezzo delle Model S e delle Model X in Cina di 22.680-37.800 dollari (150.000-250.000 yuan), in conseguenza all’applicazione dei recenti dazi nell’ambito della guerra commerciale tra USA e Cina.

PayPal (PYPL) va su dello 0,77% dopo che l’amministratore delegato Dan Schulman ha reso noto che il sano bilancio della compagnia le consentirà di investire tra 1 e 3 miliardi di dollari l’anno sulle acquisizioni. In base ad un’intervista resa ad Handelsblatt, Schulman ha aggiunto che non esclude un accordo più grande se si dimostrasse essere strategico.

Groupon (GRPN) va alle stelle con +10,78% dopo che Recode ha riportato che la compagnia cerca un acquirente.

Il titolo di Toll Brothers (TOL) schizza del 3,19% in seguito alla pubblicazione di un articolo positivo su Barron’s, in cui si suggerisce che l’azienda “sembra essere significativamente sottovalutata”. L’articolo riporta i commenti positivi dell’analista di RBC Michael Dahl che ha un prezzo obiettivo di 46 dollari sul titolo e le parole dell’amministratore delegato Douglas Yearly secondo cui c’è un “distacco tra la nostra azienda e il prezzo delle azioni”, facendo riferimento al calo dai 52 dollari di inizio anno agli attuali 37 dollari.

Helen of Troy (HELE) registra un’impennata del 16,73% dopo aver riportato utili per azioni diluiti rivisti di 1,87 dollari, rispetto agli 1,46 dollari previsti.

Il titolo di CTi Biopharma (CTIC) cola a picco con -16,923%: la compagnia ha reso noto che il test di Fase 3 del suo farmaco per il linfoma non-Hodgkin di tipo B aggressivo non è arrivato a termine.

Pluristem (PSTI) rimbalza del 3,146% dopo che la compagnia ha dato il via ad una collaborazione strategica con Thermo Fisher Scientific (NYSE:TMO) “per incrementare la conoscenza fondamentale dell’industrializzazione della terapia cellulare e per migliorare il controllo di qualità dell’intero processo di produzione e distribuzione”.

Il titolo di Benitec Biopharma (BNTC) segna una straordinaria impennata del 124,5% dopo che l’azienda ha annunciato un contratto di licenza per il suo farmaco per la distrofia muscolare oculofaringea nonché una “ampia collaborazione con Axovant Sciences”. Il titolo di Axovant è schizzato del 16,4%.

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