Ferragamo a +8% su ritorno ipotesi di vendita

Investing.com - Forti acquisti su Salvatore Ferragamo (MI:SFER) che guadagna oltre l’8% a metà mattinata, mentre il Ftse Mib perde gran parte dei guadagna di inizio seduta e lo spread torna intorno quota 300.

Il titolo del gruppo del lusso sta attirando gli investitori dopo la scomparsa della presidente onoraria della casa fiorentina, Wanda Ferragamo, avvenuta venerdì scorso all’età di 96.

Gli investitori stanno scommettendo su una possibile vendita del gruppo, possibilità già circolata nei mesi scorsi. Con il venire meno della moglie del fondatore Salvatore Ferragamo, infatti, l’ipotesi torna ad essere all’ordine del giorno, in quanto Wanda Ferragamo si era sempre dichiarata contraria.

La prospettiva viene confermata dagli analisti di Jefferies, secondo i quali ora si aprirebbero scenari potenzialmente interessanti, in quanto il resto dei membri della famiglia potrebbe sostenere l’idea della vendita o della fusione. L’agenzia ha un target price sul titolo a 19 euro.

Fiat corre a +5% dopo vendita Magneti Marelli

Investing.com - Riprende a correre a Piazza Affari il titolo Fiat (MI:FCHA), che dopo la sospensione iniziale per eccesso di rialzo viene riammessa agli scambi e viaggia con un guadagno superiore al 5%.

Ieri la società ha comunicato di aver sottoscritto l’accordo per la vendita di Magneti Marelli, la holding di componentistica per autoveicoli. Ad acquisire uno dei gioielli del gruppo è stata la giapponese CK Holdings, del gruppo Calsonic Kansei Corporation, uno dei principali fornitori giapponesi di componentistica per autoveicoli, controllata dal fondo Kkr.

L’operazione è stata conclusa per un valore di 6,2 miliardi di euro e dovrebbe concludersi nel corso della prima metà del 2019, dopo l’approvazione da parte delle autorità regolatorie e altre condizioni di chiusura.

“Si tratta di un’opportunità ideale per accelerare la crescita futura di Magneti Marelli”, ha dichiarato il CEO di Fca, Mike Manley. La scelta è arrivata “dopo aver esaminato attentamente una serie di opzioni per consentire a Magneti Marelli di esprimere tutto il suo potenziale nella prossima fase del suo sviluppo”, ha spiegato Manely.

Dollaro in calo, euro in salita; riflettori puntati sull’Italia

Investing.com - Il dollaro scende contro il paniere delle valute questo lunedì, mentre l’euro sale ancora con l’Italia che si prepara a vedere respinto il suo piano di bilancio 2019 dall’Unione Europea in quanto viola gli obiettivi di prestito.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,10% a 95,28 alle 03:50 ET (07:50 GMT).

Il sentimento dei mercati è stato incoraggiato dalla notizia che le borse cinesi hanno segnato l’impennata più forte degli ultimi tre anni nella notte, dopo che il governo ha promesso di supportare l’economia, duramente colpita dallo scontro commerciale tra Washington e Pechino.

Tuttavia gli investitori rimangono cauti per via degli attriti tra il governo italiano e l’UE riguardo alla bozza di bilancio 2019 proposta da Roma, che la Commissione Europea ha definito una violazione senza precedenti delle norme fiscali dell’Unione.

Ieri Reuters ha riportato che Roma si aspetta che domani la CE chieda di rivedere il bilancio, ma il governo ha promesso di attenersi ai suoi piani di spesa.

L’agenzia di rating Moody’s ha abbassato il rating sul credito italiano venerdì, nei timori per il previsto aumento del deficit di bilancio del paese, ma ha mantenuto un rating stabile, segnale che non sarà imminente un nuovo taglio.

Il cambio EUR/USD sale dello 0,23% a 1,1540: la decisione di Moody’s ha allentato i timori per la prospettiva di tagli più pesanti che avrebbero portato i bond del paese in territorio “junk”.

L’euro sale anche contro lo yen, con la coppia EUR/JPY su dello 0,42% a 130,14.

Anche il dollaro sale contro lo yen, con la coppia USD/JPY a 112,72, in salita dello 0,16% sulla giornata.

La sterlina è pressoché invariata contro il dollaro, con il cambio GBP/USD a 1,3082 mentre persiste lo stallo nelle trattative sulla Brexit tra l’opposizione britannica alla proposta UE sul confine territoriale con l’Irlanda del Nord.

La coppia EUR/USD su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1514, su di 0,52% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1433, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1623, la piú alta di martedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,22% per toccare 0,8817 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,83% per toccare 129,58.

La coppia USD/JPY su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 112,55, su di 0,31% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 111,62, il piú basso di lunedì, e resistenza a 112,73, la piú alta di giovedì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,52% per toccare 1,1514 e la coppia GBP/USD che sale di 0,48% per toccare 1,3081.

I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Europea

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Europea di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Novembre sono scambiati a 69,39 dollari americani per barile, valore che sale di 1,08% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 68,47 dollari e la resistenza a 72,70 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,10% per essere scambiato a 95,62 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Dicembre, é salito di 1,17% per essere scambiato a 80,22 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 10,83 dollari per barile.

I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione Europea

I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione Europea di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Novembre sono scambiati a 3,183 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 0,47% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 3,173 dollari e la resistenza a 3,340 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,01% per essere scambiato a 95,73 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Novembre, é salito di 0,32% per essere scambiato a 68,87 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Novembre, é salito di 0,42% per essere scambiato a 2,3045 dollari per gallone.

Bancari a picco con spread sopra 330 punti. Mps a -6%

Investing.com - Altra giornata negativa a Piazza Affari con il Ftse Mib che cede l’1,44% dopo poco più di un’ora di seduta, scendendo sotto quota 19 mila.

Il differenziale Btp – Bund continua a crescere arrivando a 338 punti, tra i massimi dal marzo 2013. Il rendimento del Btp decennale cresce fino al 3,78%, livello che non si segnalava dai primi mesi del 2014.

Come spesso accade quando lo spread si surriscalda, sono le banche a farne le spese, con l’indice di settore, il FTSE Italia All Share Banks in crollo a -3,12%.

Titolo tra i peggiori dei finanziari troviamo Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS) che dopo una sospensione per eccesso di ribasso in apertura, riprende gli scambi arrivando a perdere il 6%.

Seguono in forte perdita Banca Carige (MI:CRGI) e Ubi Banca (MI:UBI) a -5%, Banco Bpm (MI:BAMI) che perde il 4%, Unicredit (MI:CRDI) e Bper Banca (MI:EMII) in flessione di circa il 3%, mentre Intesa Sanpaolo (MI:ISP), Banca Popolare di Sondrio (MI:BPSI), Banca Generali (MI:GASI) e FinecoBank (MI:FBK) a -2%

Ieri era stata inviata al governo italiano la lettera molto attesa proveniente dall’Unione europea e firmata dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici e dal vicepresidente della commissione Valdis Dombrovskis.

La comunicazione viene definita “obbligata” e “cautelativa” dalla stessa Ue, dato che gli indicatori economici contenuti nella Nota di aggiornamento al DEF (deficit al 2,4% e PIL all'1,5%) sono molto divergenti dalle previsioni europee e dagli obiettivi fissati dal Patto di stabilità europeo.

A questo punto, la finanziaria potrebbe essere bocciata, altrimenti “darebbe spazio ad altri "sforamenti" del percorso di rientro sui Conti pubblici, secondo le parole del Presidente Jean Claude Juncker, che ha parlato di "reazioni virulente in altri paesi dell'Eurozona".

L’Italia ora avrà tempo fino a mezzogiorno di lunedì per rispondere ai rilievi sul progetto di legge di bilancio, dopo che nella lettera si parlava di deviazione “senza precedenti” nei conti pubblici dalle regole del patto di stabilità.

Utili SAP, ricavi trimestrali battono le previsioni

Investing.com - SAP ha rilasciato gli utili del terzo trimestre che hanno battuto le previsioni degli analisti in questo Giovedì, con i ricavi mancano le previsioni degli esperti.

Il gruppo ha rilasciato anche gli utili per azione, che hanno toccato €1,14 con i ricavi che sono arrivati a €6,02B. Gli analisti interrogati da Investing.com si attendevano un utile per azione di €1,09 e un ricavo di €6B. Il confronto viene fatto con gli EPS del trimestre precedente, arrivati a €1,01 con ricavi di €5,59B dello stesso periodo precedente . Gli utili per azione riportati dall'azienda erano di €0,98 e i ricavi di €6,01B nel trimestre precedente.

Nel corso di quest'anno, le azioni SAP sono in crescita del 1%, sovraperformando il DAX, il quale prosegue in calo del 10% fino al momento della scrittura.

Gli utili di .

Oro in salita, borse asiatiche al ribasso dopo i dati cinesi deludenti

Investing.com - Il prezzo dell’oro sale questo venerdì, mentre le borse asiatiche sono in discesa sulla scia dei dati deludenti sul PIL cinese del terzo trimestre.

I future dell’oro con consegna a dicembre sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange scendono dello 0,08%, a 1.226,4 dollari l’oncia troy alle 1:19 ET (05:19 GMT).

L’economia cinese è cresciuta del 6,5% nel terzo trimestre rispetto all’anno scorso, il tasso più debole dalla crisi finanziaria globale, deludendo le aspettative di una crescita del 6,6%.

“Con i mercati azionari asiatici che continuano a dirigersi verso il basso e l’aumento dei rischi geopolitici come il rialzo dei tassi di interesse della Fed, i timori per il bilancio italiano e lo scontro commerciale USA-Cina, le borse sono ancora altalenanti e non si sono stabilizzate per niente”, afferma Ronan Manly, analista dei metalli preziosi di BullionStar a Singapore.

“Questa combinazione di fattori dovrebbe supportare il prezzo dell’oro”.

L’Arabia Saudita, i rapporti USA-Cina, l’Unione Europea e l’aumento del rendimento dei bond USA sono considerati vento a favore per il prezzo dell’oro.

Il prezzo dell’oro è tornato ai 1.200 dollari ad agosto, riconfermando la sua posizione come asset rifugio scelto dagli investitori con poca propensione al rischio. Da allora, è rimasto più o meno intorno a quel livello. L’impennata del rendimento dei bond USA ai massimi pluriennali ha inoltre ridotto la forza del dollaro, incoraggiando l’oro.

Malgrado i recenti guadagni, il metallo giallo è crollato di circa il 10% dal suo picco di aprile, con gli investitori che hanno preferito il dollaro visto lo scontro commerciale tra USA e Cina e l’aumento dei tassi di interesse statunitensi.

I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Novembre sono scambiati a 68,83 dollari americani per barile, valore che sale di 0,26% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 68,50 dollari e la resistenza a 72,70 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,03% per essere scambiato a 95,69 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Dicembre, é salito di 0,16% per essere scambiato a 79,42 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 10,59 dollari per barile.

La coppia AUD/USD su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Australiano é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia AUD/USD é scambiata a 0,7103, su di 0,06% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,7089, il piú basso di oggi, e resistenza a 0,7160, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Australiano é stato su rispetto all'Euro e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/AUD che perde 0,01% per toccare 1,6130 e la coppia AUD/JPY che sale di 0,23% per toccare 79,84.

La coppia USD/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 112,23, su di 0,03% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 111,62, il piú basso di lunedì, e resistenza a 112,73, la piú alta di giovedì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,03% per toccare 1,1457 e la coppia GBP/USD che sale di 0,02% per toccare 1,3021.

La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano giovedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1456, giù di 0,40% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1450, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1623, la piú alta di martedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e giù rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,33% per toccare 0,8799 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,83% per toccare 128,51.

Alcoa rimbalza nei pre-market; impennata di Endocyte, su Travelers e Philip Morris

Investing.com - Titoli azionari sotto i riflettori negli scambi pre-market di questo giovedì:

Alcoa (NYSE:AA) schizza del 4,58% alle 8:20 ET (12:20 ET): la compagnia ha riportato utili trimestrali migliori del previsto grazie all’aumento dei prezzi dell’alluminio.

Il titolo di Endocyte (NASDAQ:ECYT) va alle stelle con +50,51% dopo che Novartis (NYSE:NVS) ha accettato di acquisire la compagnia per 2,1 miliardi di dollari, o 24 dollari ad azione, in denaro.

Travelers (NYSE:TRV) sale dello 0,44% sulla scia dei risultati trimestrali migliori del previsto ed aver superato le aspettative.

Il titolo di Philip Morris (NYSE:PM) rimbalza del 2,29% con i risultati del terzo trimestre che hanno battuto le stime.

Il titolo di Helios and Matheson Analytics (NASDAQ:HMNY) cola a picco con -17,5%: la CNBC ha riportato che il Procuratore Generale di New York Barbara Underwood ha aperto un’indagine per capire se il proprietario di MoviePass abbia imbrogliato gli investitori circa il suo stato di salute finanziaria.

Constellation Brands (NYSE:STZ) scende dello 0,62% in seguito all’annuncio delle dimissioni dell’Amministratore Delegato Rob Sands il prossimo marzo.

Le richieste di disoccupazione USA scendono di 5.000 unità

Investing.com - Il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana è sceso più del previsto, secondo i dati ufficiali di questo giovedì.

Secondo il Dipartimento per il Lavoro, il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana terminata il 13 ottobre è sceso di 5.000 unità ad un dato destagionalizzato di 210.000 unità, non lontano dal minimo di 49 anni di 202.000 unità registrato il mese scorso.

Gli analisti avevano previsto un calo a 211.000 unità per la scorsa settimana.

Il dato della settimana precedente è stato rivisto ad un aumento di 1.000 unità in più rispetto a quelle precedentemente riportate.

La media mobile su quattro settimane è salita a 211.750 unità la scorsa settimana. La media mensile è un indicatore più accurato dell’andamento del lavoro poiché riduce la volatilità dei dati settimanali.

Le richieste di disoccupazione continua, che misurano il numero di persone che ricevono sussidi dopo una settimana iniziale di aiuti, ammontano a 1,64 milioni, il minimo dall’agosto 1973.

Utili Philip Morris, ricavi trimestrali battono le previsioni

Investing.com - Philip Morris ha rilasciato gli utili del terzo trimestre che hanno battuto le previsioni degli analisti in questo Giovedì, con i ricavi mancano le previsioni degli esperti.

Il gruppo ha rilasciato anche gli utili per azione, che hanno toccato $1,44 con i ricavi che sono arrivati a $7,50B. Gli analisti interrogati da Investing.com si attendevano un utile per azione di $1,29 e un ricavo di $7,17B. Il confronto viene fatto con gli EPS del trimestre precedente, arrivati a $1,27 con ricavi di $7,47B dello stesso periodo precedente . Gli utili per azione riportati dall'azienda erano di $1,41 e i ricavi di $7,73B nel trimestre precedente.

Nel corso di quest'anno, le azioni Philip Morris sono in calo del 20.09%, sottoperformando il S&P 500, il quale prosegue in crescita del 4% fino al momento della scrittura.

Philip Morris resta in linea con le aziende principali del settore Consumi non Ciclici nel corso di questo mese

Il Giovedì, PepsiCo ha rilasciato gli utili per azione del quarto trimestre, che sono risultati essere di $, e i ricavi comunicati sono di $, con le previsioni che si aspettavano EPS per $1,49 mentre i ricavi sono risultati di $19,55B.

Gli utili di Constellation Brands B rilasciati il Mercoledì, hanno mancato le aspettative degli analisti, con gli EPS del terzo trimestre arrivati a $, e i ricavi arrivati a $. Gli analisti interrogati da Investing.com si aspettavano che gli utili per azione arrivassero a $2,16, mentre i ricavi sono risultati essere di $1,92B.

Mps, voci coinvolgimento Poste Italiane non scaldano titolo. Banche giù

Investing.com - Con lo spread che resta sopra i 300 punti e il Ftse Mib che vira in negativo, a Piazza Affari i titoli finanziari soffrono più degli settori, con l’indice FTSE Italia All Share Banks che sottoperforma quello principale di Milano cedendo oltre l’1%.

Ancora peggiore la performance di Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS), in flessione dell’1,37, con le azioni che scendono sotto quota 1,7 euro, ancora ai minimi storici dopo il ritorno in borsa.

Gli investitori sembrano ignorare le ipotesi diffuse oggi da MF che lancia l’ipotesi Poste Italiane (MI:PST) nel futuro dell’istituto senese.

A metà 2019, infatti, il Tesoro (azionista di maggioranza di Mps) dovrà presentare all’Unione europea un piano per l’uscita dal capitale della banca e BancoPosta potrebbe essere coinvolta nei piani del governo, visto l’attività di raccolta del risparmio della struttura giudicata “coerente con l’obiettivo di dar vita a una banca degli italiani”.

Sempre secondo il quotidiano finanziario, “la prima mossa sarà probabilmente una rivisitazione della governance, con quale passaggio di consegne in consiglio di amministrazione”.

Proprio in risposta a ipotesi di cambio al vertice di Mps, l’Ad di Ubi Banca (MI:UBI), Victor Massiah, aveva smentito che l’istituto senese possa essere nel suo futuro. “Io ho un amore incondizionato per Ubi”, aveva dichiarato a margine della riunione dell’esecutivo dell’Abi.

Tra gli altri titoli di Piazza Affari resta in forte perdita Banca Piccolo Credito Valtellinese (MI:PCVI) (Creval), che cede il 3,59%. Nei giorni scorsi era stato cambiato il vertice della banca, con la nomina del nuovo presidente Luigi Lovaglio, e quella dei vice presidenti Alessandro Trotter e Stefano Caselli.

Seguono in rosso FinecoBank (MI:FBK) e Banco Bpm (MI:BAMI) che cedono oltre il 2%, Banca Popolare di Sondrio (MI:BPSI), Banca Mediolanum (MI:BMED) e Unicredit (MI:CRDI), in flessione superiore all’1%.

Spread resta sopra 300 con i btp ai massimi dal febbraio 2014

Invsting.com - Resta alta l’attenzione sullo spread che non accenna a scendere sotto quota 300, dopo aver toccato 311 punti. Ieri le dichiarazioni del commissario Oettinger avevano spinto in alto il differenziale Btp-Bund e provocato la chiusura negativa del Ftse Mib a -1,29%.

Oggi il principale indice di Piazza Affari resta positivo a +0,44% nel corso della mattina con la maggior parte dei titoli in verde. Mentre apre negativo l’obbligazionario italiano con il tasso del decennale italiano che sale a 3,588%, rispetto al 3,551% della chiusura di ieri, restando ai massimi dal febbraio 2014.

Il Premier Giuseppe Conte ha cercato di gettare acqua sul fuoco delle polemiche circa la finanziaria italiana, definendo “prevedibili” le critiche provenienti dalla Ue.

"Mi rendo perfettamente conto non è questa la manovra che si aspettavano dalla commissione. È comprensibile che ci siano delle reazioni. Mi aspetto delle osservazioni critiche. Valuteremo", ha detto il premier.

Dollaro in calo, i verbali della Fed non escludono altri aumenti dei tassi

Investing.com - Il dollaro si stacca dal massimo di una settimana e mezzo contro il paniere delle valute questo giovedì, ma rimane supportato dai verbali del vertice di settembre della Federal Reserve da cui emerge l’intenzione della banca di proseguire con gli aumenti dei tassi nei prossimi mesi.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende a 95,31 alle 03:58 ET (07:58 GMT) dopo essere salito dello 0,63% nella seduta precedente.

Nei verbali si legge che i policymaker sono stati unanimi per quanto riguarda l’aumento dei tassi a settembre ed in generale prevedono che ulteriori aumenti saranno necessari per impedire che l’economia si surriscaldi, mentre qualcuno ha suggerito di portare i costi di prestito in territorio restrittivo.

Nei verbali non sono state menzionate le recenti critiche del Presidente Donald Trump circa il ritmo degli aumenti dei tassi, ma si è sottolineato che gli sgravi fiscali introdotti da Trump potrebbero surriscaldare l’economia e che il suo scontro commerciale con la Cina potrebbe pesare sulla crescita economica.

Martedì, Trump ha definito la Fed la sua “principale minaccia” perché sta alzando i tassi troppo velocemente.

I mercati azionari globali sono andati in selloff dopo l’impennata del rendimento dei Buoni del Tesoro USA al massimo dal 2011 avvenuta la scorsa settimana, nelle aspettative che la Fed continui ad alzare i tassi di interesse, erodendo il valore dei titoli azionari.

Il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni USA si è attestato al 3,209% dopo essere schizzato al massimo di una settimana ieri.

L’euro è pressoché invariato contro il biglietto verde, con la coppia EUR/USD a 1,1508.

Stabile la sterlina, con il cambio GBP/USD a 1,3111 dopo aver toccato il minimo di una settimana di 1,3076 nella notte.

La sterlina resta sotto pressione dopo che il mediatore per la Brexit dell’Unione Europea Michel Barnier ieri ha affermato che c’è bisogno di altro tempo per arrivare ad un accordo.

Il cambio USD/JPY si attesta a 112,60 dopo essere salito dello 0,34% ieri.

I dati della notte hanno rivelato che le esportazioni nipponiche sono scese per la prima volta dal 2016 a settembre, alimentando i timori per l’impatto dello scontro commerciale USA-Cina sulla crescita globale.

Nel frattempo, lo yuan cinese scende al minimo dal gennaio 2017 nella notte dopo che il Tesoro USA ha evitato di definire la Cina una manipolatrice di valute.

Giù l’oro; dollaro su dopo i verbali del FOMC che indicano altri aumenti dei tassi

Investing.com - Il prezzo dell’oro scende mentre il dollaro guadagna terreno questo giovedì sulla scia dei verbali dell’ultimo vertice del Federal Open Market Committee che hanno alimentato le aspettative di un inasprimento della politica monetaria USA.

I future dell’oro con consegna a dicembre sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange scendono dello 0,08%, a 1.226,4 dollari l’oncia troy alle 01:19 ET (05:19 GMT).

“L’oro sta seguendo sia il dollaro che i titoli azionari, ma più il dollaro”, afferma Peter Fung, a capo delle operazioni commerciali di Wing Fung Precious Metals di Hong Kong.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,06% a 95,41 questo giovedì e segna un nuovo massimo di una settimana.

“Il dollaro sta recuperando il terreno perso nelle ultime 24 ore circa. E sembra dovuto più al mercato che ai dati USA (nella notte sono stati pubblicati solo i dati sulle nuove costruzioni e probabilmente sono stati influenzati dall’impatto dell’uragano), mentre i verbali del FOMC di questa mattina non hanno influito più di tanto”, spiega David de Garis, direttore ed economista senior della National Australia Bank, in una nota del mattino.

I recenti eventi geopolitici e i fattori macroeconomici come i timori per lo scontro commerciale USA-Cina e le tensioni per la scomparsa per un giornalista saudita di spicco sono stati considerati tra gli ostacoli che hanno bloccato il metallo prezioso a inizio mese.

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Giovedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Dicembre sono scambiati a 1.226,60 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,07% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.216,00 dollari e la resistenza a 1.232,90 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,06% per essere scambiato a 95,41 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Dicembre, é sceso di 0,33% per essere scambiato a 14,615 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Dicembre, é sceso di 0,47% per essere scambiato a 2,763 dollari per libbra.

I futures del Greggio in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Novembre sono scambiati a 69,97 dollari americani per barile, valore che scende di 2,71% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 69,44 dollari e la resistenza a 72,76 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,59% per essere scambiato a 95,34 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Dicembre, é sceso di 1,52% per essere scambiato a 80,17 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 10,20 dollari per barile.

I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Dicembre sono scambiati a 1.226,70 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,35% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.196,30 dollari e la resistenza a 1.232,90 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,47% per essere scambiato a 95,23 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Dicembre, é sceso di 0,38% per essere scambiato a 14,645 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Dicembre, é sceso di 0,13% per essere scambiato a 2,776 dollari per libbra.

“Manovra italiana verrà bocciata dalla Ue” secondo Oettinger

Investing.com - Una bocciatura per la manovra italiana starebbe per arrivare dall’Unione europea. A dirlo è il commissario europeo al bilancio, Guenther Oettinger, al quotidiano tedesco Spiegel online.

La manovra del governo, secondo le parole di Oettinger, non sarebbe in linea con le direttive europee e la notizia verrà riferita al Primo Ministro italiano in una lettera preparata dal Commissario economico, Pierre Moscovici che sarà recapitata a Roma giovedì o venerdì.

Moscovici non farà una controproposta, scrive Spiegel, ma si limiterà a rimandare alle violazioni dei dati di riferimento

La lettera verrà diffusa nei prossimi giorni anche per non far pensare che la Ue possa essere influenzata dai giudizi delle agenzie di rating attesi per la fine del mese

Oro vicino ai massimi plurimensili in attesa dei verbali della Fed

Investing.com - Il prezzo dell’oro è pressoché invariato questo mercoledì, gli investitori attendono i verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve per avere maggiori indicazioni sulle prossime mosse della banca.

Sul Comex, i future dell’oro salgono di 50 centesimi, meno dello 0,1%, a 1.231,30 dollari l’oncia troy alle 9:05 ET (13:05 GMT), restando vicini al minimo di due mesi e mezzo di 1.236,90 dollari di lunedì.

Intanto, l’oro spot si attesta a 1.227,61 dollari l’oncia, su di 2,40 dollari, o dello 0,2%.

La banca centrale USA ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto come previsto in occasione del vertice del 26 settembre, il terzo aumento dell’anno, ed ha adottato un tono più interventista eliminando la parola “accomodante” usata per descrivere la sua posizione di politica monetaria.

La probabilità di un aumento dei tassi a dicembre è pari a circa l’83%, secondo lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com, malgrado l’aumento delle tensioni commerciali con la Cina e delle pressioni derivanti dalle dichiarazioni della Casa Bianca.

Intanto, i future dell’argento salgono di 2,9 centesimi, o dello 0,2%, a 14,73 dollari l’oncia troy.

Il platino scende dello 0,6% a 841,90 dollari, mentre il palladio va giù dello 0,1% a 1.072,50 dollari.

Il rame con consegna a dicembre sale di 7 centesimi, o dello 0,3%, a 2,787 dollari la libbra.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo mercoledì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo mercoledì 17 ottobre:

1. I future USA puntano ad un lieve calo

I future dei titoli azionari USA indicano un’apertura in lieve ribasso, riprendendo fiato dopo l’impennata di ieri, quando i principali indici sono schizzati di oltre il 2%.

Alle 5:40 ET, i future Dow blue-chip scendono di 91 punti, o dello 0,35%, i future S&P 500 sono in calo di 7 punti, o dello 0,25%, mentre i future Nasdaq 100 legati al settore tech vanno giù di 27 punti, o dello 0,4%.

Le borse USA hanno segnato la giornata migliore da marzo ieri, sulla scia della pubblicazione dei risultati trimestrali positivi da parte di alcune delle principali compagnie statunitensi che ha contribuito a riaccendere la propensione al rischio.

Per quanto riguarda gli utili, tra i report di oggi sono attesi quelli di Abbott Laboratories (NYSE:ABT) e US Bancorp (NYSE:USB), in mattinata, mentre Alcoa (NYSE:AA), United Rentals (NYSE:URI) e Kinder Morgan (NYSE:KMI) li pubblicheranno dopo la chiusura.

In Europa, la maggior parte delle borse cancella i guadagni precedenti e si attesta al ribasso, mentre è in corso il summit dell’Unione Europea sulle trattative sulla Brexit.

In Asia, i mercati azionari hanno chiuso positivamente. Rialzi di poco più dell’1% sono stati registrati in Giappone, Australia e Corea del Sud.

I mercati cinesi invece sono rimasti indietro, con l’indice di riferimento continentale Shanghai Composite su di solo lo 0,6%.

2. Impennata di Netflix dopo la crescita degli abbonati migliore del previsto

Netflix ha aggiunto altri 7 milioni di utenti streaming da luglio a settembre, un terzo in più rispetto alle previsioni di Wall Street, rassicurando gli investitori che erano preoccupati che la compagnia stesse affrontando un rallentamento della sua rapida crescita.

La cifra record di nuovi abbonati nel terzo trimestre porta la base utenti di Netflix a 137 milioni di persone in tutto il mondo, confermandolo come il primo servizio di video in abbonamento al mondo.

Il colosso dello streaming ha pubblicato gli utili del terzo trimestre alla chiusura dei mercati ieri.

Negli scambi pre-market, il titolo di Netflix (NASDAQ:NFLX), già schizzato di circa il 78% finora quest’anno, ha visto un’impennata dell’11,7% a 837,00 dollari, rispetto alla chiusura di ieri di 346,40 dollari.

3. I verbali del vertice del FOMC

Gli investitori sono in attesa della pubblicazione dei verbali dell’ultimo vertice della Federal Reserve, prevista alle 14:00 ET (18:00 GMT), per avere altre indicazioni sulle prospettive per la politica monetaria nei prossimi mesi.

La banca centrale USA ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto come previsto in occasione del vertice del 26 settembre, il terzo aumento dell’anno, ed ha adottato un tono più interventista eliminando la parola “accomodante” usata per descrivere la sua posizione di politica monetaria.

La probabilità di un aumento dei tassi a dicembre è pari a circa l’83%, secondo lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com.

Intanto, il Presidente Donald Trump ha ribadito la sua critica alla Fed, descrivendo la banca centrale USA come la ”principale minaccia” nei suoi confronti, in quanto sta “alzando i tassi troppo velocemente”.

Trump aveva precedentemente affermato che la Fed era “impazzita” ed ha attribuito il tonfo di Wall Street della scorsa settimana alla banca centrale statunitense.

4. Dati sul settore immobiliare USA

Per quanto riguarda i dati, il Dipartimento per il Commercio USA pubblicherà il report sulle concessioni edilizie alle 8:30 ET (12:30 GMT) che dovrebbe rivelare un aumento del 2,1% a 1,278 milioni di unità a settembre.

Le nuove costruzioni, invece, dovrebbero aver subìto l’impatto negativo dell’uragano Florence e gli analisti si aspettano un crollo del 4,5% a 1,22 milioni di unità.

La recente serie di dati positivi ha indicato che l’economia statunitense rimane forte, nonostante l’aumento dei tassi di interesse e le tensioni commerciali globali.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale a 94,90.

Sul mercato dei bond, i prezzi dei Buoni del Tesoro USA rimangono stabili, con il rendimento dei bond a 10 anni di riferimento che resta al 3,165%.

5. Report sulle scorte di greggio dell’EIA

La U.S. Energy Information Administration rilascerà il report settimanale ufficiale sulle scorte relativo alla settimana terminata il 12 ottobre oggi alle 10:30 ET (14:30 GMT).

Alla chiusura dei mercati martedì, l’American Petroleum Institute ha dichiarato che le scorte di greggio statunitensi sono scese di 2,1 milioni di barili la scorsa settimana.

I dati dell’API hanno mostrato inoltre che le scorte di benzina sono scese di 3,4 milioni di barili, mentre quelle di prodotti raffinati sono diminuite di 246.000 barili.

I future del West Texas Intermediate (WTI) scendono di 17 centesimi a 71,75 dollari al barile.

I future del greggio Brent, il riferimento internazionale, sono scambiati a 81,38 dollari al barile, giù di 3 centesimi rispetto all’ultima chiusura.

Inflazione annua della zona euro confermata al 2,1% a settembre

Investing.com - I prezzi al consumo della zona euro di settembre non sono stati rivisti questo mercoledì, confermando le aspettative che la Banca Centrale Europea proceda con la chiusura del programma di acquisti di asset quest’anno.

L’agenzia di statistiche del blocco della moneta unica, l’Eurostat, ha reso noto infatti che l’indice sui prezzi al consumo è salito del 2,1% a settembre rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

I prezzi al consumo sono saliti dello 0,5% rispetto al mese prima.

L’inflazione core, che esclude i prezzi di energia, alimenti, alcol e tabacco, è salita al tasso annuo dello 0,9%.

Il dato core è aumentato dello 0,4% rispetto al mese prima.

La BCE punta ad un’inflazione di poco meno del 2%. La BCE si incontrerà la prossima settimana e dovrebbe mantenere i tassi di interesse invariati.

L’indice IPC britannico sale del 2,4% a settembre

Investing.com - I prezzi al consumo britannici a settembre sono saliti del 2,4% rispetto all’anno scorso, secondo quanto reso noto questo mercoledì dall’Ufficio Nazionale di Statistica britannico.

Il dato è inferiore alle aspettative di un rialzo del 2,6% ed all’aumento del 2,7% di agosto.

L’indice IPC core, che esclude alimenti, energetici, alcol e tabacco, è cresciuto ad un tasso destagionalizzato dell’1,9% il mese scorso, rispetto al 2,0% previsto ed al 2,1% di agosto.

Come prima reazione, la sterlina ha continuato a scendere per via della lettura più debole del previsto. Alle 4:47 AM (8:47 GMT), la coppia GBP/USD scende dello 0,29% a 1,3145 rispetto a 1,2153 segnato prima dei dati, mentre il cambio EUR/GBP si attesta a 0,8800 da 0,8794 segnato in precedenza.

Prima della pubblicazione, la sterlina era già sotto pressione con l’attenzione rivolta alle trattative sulla Brexit.

Il Primo Ministro britannico Theresa May incontrerà i leader dell’Unione Europea nel corso della giornata e si prevede che faccia un altro tentativo per compiere dei progressi sull’accordo sul confine irlandese, uno dei principali ostacoli nelle trattative.

Sono attesi però pochi progressi in occasione del summit UE di questa settimana, visto che nel weekend le trattative tra il Segretario britannico alla Brexit Dominic Raab e il mediatore UE Michel Barnier si sono concluse con uno stallo.

Le speculazioni indicano la possibilità di un vertice straordinario a novembre, un ulteriore tentativo per venirsi incontro sui dettagli, ma ancora non c’è stato alcun annuncio ufficiale riguardante questa riunione.

Secondo una notizia di questa mattina del Financial Times, Barnier avrebbe affermato di essere disponibile alla possibilità di un’estensione di un anno del periodo di transizione del Regno Unito, in cambio dell’accettazione, da parte del paese, di una barriera di protezione “a due livelli” per evitare un confine fisico in Irlanda del Nord.

I futures del Greggio in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Mercoledì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Novembre sono scambiati a 72,03 dollari americani per barile, valore che scende di 0,15% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 70,51 dollari e la resistenza a 72,76 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,11% per essere scambiato a 94,88 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Dicembre, é sceso di 0,07% per essere scambiato a 81,47 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 9,44 dollari per barile.

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