I futures del Greggio in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Lunedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Settembre sono scambiati a 67,33 dollari americani per barile, valore che scende di 3,75% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 66,70 dollari e la resistenza a 74,26 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,19% per essere scambiato a 94,26 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Settembre, é sceso di 4,21% per essere scambiato a 72,16 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 4,83 dollari per barile.

I futures del Gas Naturale in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Lunedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Agosto sono scambiati a 2,768 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che sale di 0,58% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,736 dollari e la resistenza a 2,832 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,17% per essere scambiato a 94,28 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Settembre, é sceso di 3,95% per essere scambiato a 67,19 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Agosto, é sceso di 3,19% per essere scambiato a 2,0654 dollari per gallone.

Wall Street stabile, il prezzo del greggio pesa sugli utili

Investing.com - Invariati gli scambi a Wall Street questo lunedì, l’aumento del prezzo del greggio pesa sulle notizie sugli utili.

L’indice S&P 500 scende di 2 punti e mezzo o dello 0,09% a 2.798,65 alle 9:50 ET (13:50 GMT) mentre l’indice Dow composite va giù di 14 punti, o dello 0,06% a 25.005,06 e l’indice NASDAQ Composite legato al settore tech è in calo di mezzo punto, o dello 0,01%, a 7.825,53.

Prosegue la pubblicazione degli utili trimestrali questo lunedì. Blackrock (NYSE:BLK) ha riportato utili migliori del previsto ma ha reso noto che gli afflussi stanno rallentando per via dell’incertezza degli investitori. Il colosso finanziario è crollato dell’1,25% dopo la campanella di apertura. Bank of America (NYSE:BAC) schizza dell’1,73% sulla scia dei risultati finanziari che hanno superato le attese. Netflix (NASDAQ:NFLX) pubblicherà il report dopo la chiusura dei mercati. Il gigante dello streaming rimbalza dell’1,44%.

Nel frattempo, Amazon.com (NASDAQ:AMZN) sale dello 0,73% ed Apple (NASDAQ:AAPL) va su dello 0,55% mentre JPMorgan (NYSE:JPM) schizza dell’1,49%.

Sugli utili pesano le compagnie energetiche, con il prezzo del greggio in calo in un clima di apprensione per le scorte. Il Segretario al Tesoro Steve Mnuchin ha dichiarato che alcuni importatori di greggio potrebbero ottenere delle esenzioni per continuare a comprare greggio iraniano, nonostante le sanzioni imposte dagli Stati Uniti al paese.

Exxon (NYSE:XOM) crolla dell’1,01% mentre Chevron (NYSE:CVX) segna un tonfo dell’1,15%.

In Europa le borse sono negative. Il tedesco DAX sale di 23 punti, o dello 0,19%, il francese CAC 40 scende di 10 punti, o dello 0,19%, mentre il londinese FTSE 100 va giù di 65 punti, o dello 0,85%. L’indice paneuropeo Euro Stoxx 50 scende di mezzo punto, o dello 0,02%, mentre lo spagnolo IBEX 35 è in salita di 16 punti, o dello 0,17%.

Tra le materie prime, i future dell’oro salgono dello 0,03% a 1.241,60 dollari l’oncia troy ed i future del greggio crollano del 2,46% a 68,23 dollari al barile. L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,22% a 94,23.

Bank of America, Boeing, UPS su nei pre-market, impennata di JB Hunt Transport

Investing.com - Titoli azionari sotto i riflettori negli scambi pre-market di questo lunedì:

Bank of America (NYSE:BAC) rimbalza dell’1,33% alle 8:19 ET (12:19 GMT) dopo aver riportato un’impennata del 43% degli utili diluiti per azione nel secondo trimestre a 0,63 dollari, più degli 0,57 dollari previsti.

Il titolo di Boeing (NYSE:BA) sale dello 0,62%: la compagnia ha annunciato di aver ottenuto un ordine di 14 aerei cargo per un valore di 4,7 miliardi di dollari durante il primo giorno del Farnborough Airshow.

JB Hunt Transport Services (NASDAQ:JBHT) schizza del 6,71% dopo aver riportato utili e profitti migliori del previsto.

Il titolo di BlackRock (NYSE:BLK) è in salita dello 0,05%: la compagnia ha pubblicato utili del secondo trimestre che hanno superato le aspettative, ma il presidente ed amministratore delegato Laurence Fink ha ammesso il “rallentamento dei flussi che ha colpito l’intero settore, insieme all’incertezza degli investitori nell’attuale ambiente di mercato”.

General Electric (NYSE:GE) sale dello 0,43% sulla scia delle parole di David Joyce, a capo della divisione aviazione, che prevede di ottenere 15 miliardi di dollari da contratti durante il Farnborough Airshow, secondo quanto riportato da Marketwatch.

Keurig Dr Pepper (NYSE:KDP) balza del 2,06% dopo che Bank of America Merrill Lynch (NYSE:BAC) ha ripreso la copertura con un consiglio “buy”.

Il titolo di United Parcel Service (NYSE:UPS) schizza dell’1,12% dopo che UBS ha alzato il rating da “neutral” a “buy”, abbassando invece quello sul rivale FedEx (NYSE:FDX) da “buy” a “neutral”. FedEx scende dello 0,61%.

Goldman Sachs (NYSE:GS) sale dello 0,26%: il New York Times ha reso noto che l’azienda probabilmente nominerà l’attuale presidente David Solomon come prossimo amministratore delegato all’inizio di questa settimana.

Il titolo di Lockheed Martin (NYSE:LMT) va su dello 0,79% dopo che il Pentagono ha annunciato un “accordo verbale” per l’acquisto della prossima serie di jet da combattimento F-35. Secondo il Wall Street Journal, il contratto prevede l’acquisto di 141 jet, probabilmente del valore di oltre 12 miliardi di dollari, nel terzo trimestre.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo lunedì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo lunedì 16 luglio:

1. Trump incontrerà Putin ad Helsinki

Il Presidente USA Donald Trump e il Presidente russo Vladimir Putin terranno il loro primo incontro ad Helsinki questa mattina.

Per i due leader è previsto un faccia a faccia di 90 minuti che comincerà alle 13:20 ora locale (6:20 ET) e a cui prenderanno parte con loro solo i rispettivi interpreti.

Saranno poi raggiunti dagli assistenti per un vertice di due ore ed un pranzo di lavoro presso il Palazzo Presidenziale.

I leader concluderanno la loro visita in Finlandia con una conferenza stampa congiunta alle 16:50 ora locale (9:50 ET).

Gli analisti di geopolitica prevedono che Putin possa invitare Trump ad ammorbidire le sanzioni imposte all’Ucraina, mentre Trump ha reso noto che farà pressioni a Putin su tutto, dal presunto intervento nelle elezioni USA del 2016 alla guerra in Siria. Tuttavia, nessuna delle parti prevede che il summit di un giorno possa portare ad importanti svolte politiche dati i rapporti tesi tra USA e Russia.

Il vertice concluderà la controversa visita in Europa di Trump, durante la quale ha rimproverato gli alleati NATO per gli impegni di spesa ed ha criticato pubblicamente la strategia della Brexit del Primo Ministro britannico Theresa May, per poi descrivere l’Unione Europea come un “nemico” degli Stati Uniti in un’intervista a CBS News.

2. Bank of America e Netflix danno il via ad una settimana piena di report sugli utili

Questa settimana sono previsti i report sugli utili di circa 60 compagnie dell’indice S&P 500 e di 7 dell’indice Dow in quella che sarà la prima grande settimana della stagione degli utili del secondo trimestre.

Gli analisti hanno reso noto di prevedere un altro trimestre positivo, con una crescita degli utili pari a circa il 21%, secondo i dati di Thomson Reuters.

Tuttavia, la stagione è offuscata dalle tensioni commerciali e dal loro impatto sugli utili delle compagnie, con gli analisti che probabilmente seguiranno con attenzione le dichiarazioni per capire se le aziende parleranno delle conseguenze delle politiche commerciali di Donald Trump sui piani di spesa futuri, sui costi alla produzione e sulla redditività.

Bank of America (NYSE:BAC) e BlackRock pubblicheranno i report prima della campanella di apertura oggi. Il colosso del tech Netflix (NASDAQ:NFLX) rilascerà invece i risultati dopo la chiusura.

3. Vendite al dettaglio USA sotto i riflettori

Il calendario economico di questo lunedì prevede i dati economici più seguiti della settimana.

Il Dipartimento per il Commercio USA pubblicherà i dati sulle vendite al dettaglio di giugno alle 8:30 ET, che dovrebbero supportare ulteriormente l’idea che l’economia sia solida.

È previsto un aumento dello 0,4% per il mese scorso. Escluso il settore automobilistico, le vendite dovrebbero essere salite dello 0,4%.

L’aumento delle vendite al dettaglio nel tempo corrisponde ad un rafforzamento della crescita economica, mentre un dato debole indica un’economia in calo. La spesa dei consumatori rappresenta il 70% della crescita economica USA.

Sono in agenda per oggi anche i dati sull’attività manifatturiera nello stato di New York e la lettura sulle scorte delle imprese a giugno.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende a 94,30.

Sul mercato dei bond, i prezzi dei Buoni del Tesoro USA scendono, spingendo il rendimento al rialzo: il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni USA, di riferimento, sale al 2,94%.

4. Wall Street aprirà al massimo di 5 mesi

I future dei titoli azionari USA puntano ad aprire la settimana al rialzo, con i principali indici destinati ad un’apertura al massimo di cinque mesi, mentre gli investitori si concentrano sulla stagione degli utili.

Alle 5:25 ET, i future Dow blue-chip salgono di 44 punti, o dello 0,2%, a 25.047, i future S&P 500 sono in salita di 3 punti, o dello 0,1%, a 2.805, mentre i future Nasdaq 100 legati al settore tech vanno su di 15 punti, o dello 0,2%, a 7.408.

I titoli azionari USA sono saliti venerdì, con l’indice S&P 500 al massimo di oltre cinque mesi nelle aspettative di una crescita solida degli utili delle compagnie statunitensi malgrado la minaccia di una guerra commerciale globale.

In Europa, la maggior parte delle borse sono pressoché invariate negli scambi sottotono di metà mattina, con i vari settori che si muovono in direzioni diverse.

I mercati asiatici hanno chiuso al ribasso, sulla scia dei dati economici cinesi da cui è emerso che la seconda economia mondiale potrebbe stare rallentando.

L’economia cinese è cresciuta del 6,7% nel secondo trimestre dell’anno, in lieve calo rispetto al primo trimestre ma in linea con le aspettative degli analisti. Si teme però che sui prossimi trimestri possa pesare l’aumento degli scontri commerciali con gli Stati Uniti.

L’indice Shanghai Composite è sceso dello 0,5%.

5. Greggio in calo, i mercati tengono d’occhio l’aumento delle scorte

Il prezzo del greggio inizia la settimana in discesa, l’attenzione dei mercati passa ai possibili aumenti delle scorte, malgrado gli ormai sei giorni di sciopero indetto dal sindacato degli operai norvegesi sugli impianti di trivellazione offshore di greggio e gas.

Il greggio USA West Texas Intermediate scende di 50 centesimi, o dello 0,7% a 69,45 dollari al barile.

I future del greggio Brent vanno giù di 20 centesimi, o dello 0,3%, a 75,13 dollari al barile.

Entrambi i riferimenti hanno registrato bruschi cali la scorsa settimana, nella riduzione delle aspettative di una carenza di greggio globale dopo che i porti libici hanno ripreso le esportazioni. Ciò dovrebbe comportare un ritorno di circa 850.000 barili al giorno di greggio sui mercati internazionali.

Il dollaro oscilla vicino al massimo di 6 mesi, persistono i timori commerciali

Investing.com - Il dollaro rimane stabile non lontano dal massimo di sei mesi contro il paniere delle altre principali valute questo lunedì, con i timori commerciali al centro della scena in seguito alla pubblicazione dei dati deboli sulla crescita cinese.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è invariato a 94,45 alle 03:37 ET (07:37 GMT).

I progressi nelle trattative commerciali tra Unione Europea e Cina hanno contribuito ad allentare i timori degli investitori per l’aumento delle tensioni commerciali internazionali.

Il Primo Ministro Li Keqiang stamane ha sottolineato la necessità di sostenere il libero commercio ed il multilateralismo, in seguito alle trattative con l’UE mirate a raggiungere un commercio più equilibrato tra le due economie.

Tuttavia i commenti sono stati preceduti dai dati da cui è emerso che l’economia cinese è rallentata come previsto nel secondo trimestre, segnale che l’attrito commerciale con gli USA potrebbe stare pesando sulla crescita.

Il PIL cinese è salito al tasso annuo del 6,7% nel trimestre terminato a giugno, in calo dal 6,8% del primo trimestre.

Nel weekend, il Presidente USA Donald Trump ha allarmato i leader europei quando ha dichiarato che l’UE è un “nemico” viste le relazioni commerciali con gli Stati Uniti.

Il dollaro sale contro lo yen, tradizionale valuta rifugio, con la coppia USD/JPY su dello 0,11% a 112,49.

Gli investitori attendono i dati USA sulle vendite al dettaglio di giugno, previsti nel corso della giornata.

Sempre oggi, il Fondo Monetario Internazionale pubblicherà le ultime previsioni economiche mondiali.

L’euro è pressoché invariato, con il cambio EUR/USD a 1,1689, rimanendo al di sopra del minimo di quasi due settimane di 1,1612 di venerdì.

Stabile la sterlina, con la coppia GBP/USD a 1,3234, mentre gli investitori continuano a tenere d’occhio gli attuali sviluppi sulla Brexit in attesa di altri voti decisivi al Parlamento britannico questa settimana, con il Primo Ministro Theresa May che si ritrova ad affrontare la ribellione dei favorevoli ad una linea dura sull’uscita dall’UE.

Oro in salita, il dollaro scende in vista del vertice tra Trump e Putin

Investing.com - Il prezzo dell’oro è in ripresa questo lunedì, dopo essere sceso a quasi il minimo del 2018 la scorsa settimana, mentre il dollaro si indebolisce in vista del primo incontro ufficiale tra il Presidente USA Donald Trump e il Presidente russo Vladimir Putin ad Helsinki nel corso della giornata.  

Trump ha ridimensionato le aspettative circa l’imminente incontro, affermando in un’intervista a CBS News ieri che lo affronterà “con basse aspettative”.

I future dell’oro con consegna ad agosto sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange salgono dello 0,27%, a 1.244,60 dollari l’oncia troy alle 1:45 ET (05:45 GMT).

L’ indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 94,41, in calo dello 0,03% sulla giornata.  

Il metallo prezioso è sotto pressione in queste settimane poiché gli investitori preferiscono il dollaro per via dell’impatto dello scontro commerciale USA-Cina.

La valuta statunitense gioca un ruolo fondamentale nel determinare la direzione dell’oro, dal momento che un dollaro forte rende il metallo prezioso più costoso per i titolari di valute estere.

Il biglietto verde è salito la scorsa settimana a causa delle tensioni commerciali tra le due potenze economiche mondiali e della forte inflazione negli Stati Uniti. Se la valuta dovesse restare forte, l’oro continuerà ad indebolirsi.

Il persistere dell’apprensione per la guerra commerciale e il report positivo sull’inflazione hanno incoraggiato il dollaro la scorsa settimana. Il biglietto verde è salito venerdì, quando i dati sui prezzi al consumo USA hanno mostrato un incremento delle pressioni inflazionare che renderebbero possibile un quarto aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve quest’anno.

La Cina ha rilasciato una serie di dati sul secondo trimestre questa mattina, da cui è emersa una crescita del 6,7% del PIL, il tasso più lento dal 2016 ma che corrisponde alle aspettative dei mercati.

La produzione industriale è cresciuta del 6% su base annua a giugno, meno del 6,5% previsto. Le vendite al dettaglio sono invece aumentate del 9% su base annua a giugno, molto più dell’8,8% che ci si aspettava. La crescita più lenta della produzione industriale potrebbe fornire un possibile supporto alla richiesta del metallo giallo come investimento rifugio, hanno spiegato gli analisti questa mattina.

La coppia USD/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese lunedì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 112,49, su di 0,10% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 110,77, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 112,80, la piú alta di venerdì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato su rispetto all'Euro e giù rispetto alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,01% per toccare 1,1685 e la coppia GBP/USD che sale di 0,02% per toccare 1,3239.

La coppia EUR/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese lunedì.

La coppia EUR/JPY é scambiata a 131,43, su di 0,08% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 129,92, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 131,53, la piú alta di venerdì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto al Dollaro Americano e su rispetto alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,02% per toccare 1,1684 e la coppia EUR/GBP che sale di 0,01% per toccare 0,8830.

La coppia EUR/USD su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1686, su di 0,13% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1613, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1792, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,09% per toccare 0,8829 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,01% per toccare 131,32.

La coppia GBP/USD su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore della Sterlina Inglese é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia GBP/USD é scambiata a 1,3236, su di 0,23% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,3103, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,3364, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore della Sterlina Inglese é stato su rispetto all'Euro e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,09% per toccare 0,8829 e la coppia GBP/JPY che sale di 0,05% per toccare 148,70.

Inatteso calo dello 0,4% dei prezzi all’importazione USA a giugno

Investing.com - I prezzi all’importazione USA sono inaspettatamente scesi a giugno, mentre i prezzi all’esportazione sono aumentati leggermente più del previsto, secondo i dati ufficiali di questo venerdì.

Nel report del Bureau of Labor Statistics USA si legge che i prezzi all’importazione sono scesi al tasso destagionalizzato dello 0,4% il mese scorso.

Gli economisti si aspettavano un incremento dello 0,1%.

I prezzi all’importazione sono saliti dello 0,9% a maggio, dato rivisto da una stima iniziale dello 0,6%.

Su base annua, i prezzi all’importazione hanno registrato un aumento del 4,3% a giugno, in linea con le aspettative e con la lettura del mese prima.

Intanto, i prezzi all’esportazione sono saliti al tasso destagionalizzato dello 0,3% ad aprile.

Gli analisti si aspettavano un +0,2%.

Il mese precedente, i prezzi sono saliti dello 0,6%.

I prezzi all’esportazione sono aumentati del 5,3% il mese scorso rispetto ad un anno fa, meno del 5,7% stimato.

I prezzi hanno registrato un incremento del 4,9% a maggio.

Ferrari in testa con i dazi di Trump che spaventano meno. Stabile Fiat

Investing.com - Seconda seduta di corsa per la rossa in una giornata positiva per Piazza Affari che sembra aver superato le paure dei dazi dei giorni scorsi.

Il titolo Ferrari (MI:RACE) resta in testa al Ftse Mib con una crescita superiore al 2% dopo la chiusura di ieri a +1,93%.

Resta incerto il titolo Fiat (MI:FCHA), più esposto della rossa ai timori per i dazi sul settore automobilistico minacciati da Trump

Il 25 luglio è previsto un incontro tra il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e Donald Trump sul tema dei dazi

"Se l'Europa non negozia in buona fede, farò qualcosa con i milioni di auto che arrivano negli Stati Uniti con dazi a livello zero o quasi", ha minacciato Trump

Greggio giù malgrado l’avviso sulla capacità di scorte, attesi dati USA

Investing.com - Il prezzo del greggio scende negli scambi della mattinata europea di questo venerdì, i timori per la guerra commerciale tra Cina e USA e il ritorno del greggio libico sul mercato hanno fatto passare in secondo piano l’avvertimento circa una carenza delle scorte globali nonostante l’aumento della produzione dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio.

I future del greggio West Texas Intermediate scambiati a New York sono in calo di 16 centesimi, o dello 0,23%, a 70,17 dollari al barile alle 4:12 ET (8:12 GMT).

Intanto, i future del greggio Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, scendono di 73 centesimi, o dello 0,98%, a 73,72 dollari al barile.

La National Oil Corp libica ha annunciato mercoledì che saranno riaperti quattro terminali di esportazione consentendo il ritorno di 850.000 barili al giorno di greggio sul mercato, mettendo fine allo stallo che aveva bloccato la maggior parte della produzione del paese.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia, però, ha alzato le previsioni su una carenza delle scorte di greggio globali ieri, mettendo in guardia su una riduzione della capacità potenziale tra l’aumento della produzione dai paesi del Golfo del Medio Oriente e dalla Russia.

“L’aumento della produzione da parte dei paesi del Golfo in Medio Oriente e della Russia, sebbene sia benaccetto, arriva a spese della capacità di scorte mondiale, che potrebbe essere arrivata al limite”, si legge nel report dell’agenzia parigina.

L’Arabia Saudita ha alzato la produzione di 430.000 barili al giorno a giugno, ha dichiarato l’AIE. Questo, tuttavia, è stato compensato in parte dal calo delle esportazioni iraniane, con i trader europei che hanno ridotto le importazioni in vista delle sanzioni USA su Tehran, che entreranno in vigore a novembre.

“A giugno, le esportazioni di greggio iraniane sono scese di circa 230.000 barili al giorno, sebbene da un livello relativamente alto a maggio, in quanto gli acquisti europei sono crollati di circa il 50%”, ha reso noto l’agenzia.

La disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina rimane sotto i riflettori. Il Segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin ieri ha reso noto che lui e il governo sono “disponibili” a delle discussioni ma che la Cina dovrà prima accettare delle riforme economiche più vaste.

“Se la Cina vuole apportare dei cambiamenti strutturali, io e il governo saremo disponibili”, ha affermato ieri Mnuchin. “Non difendiamo i dazi. Difendiamo un commercio equo”.

Il Vice Ministro del Commercio cinese Wang Shouwen sempre ieri ha dichiarato: “Se abbiamo un problema commerciale, ne dovremmo discutere”.

Nel corso della giornata, i trader attendono gli ultimi dati di Baker Hughes sulla produzione statunitense. Il numero degli impianti di trivellazione USA attivi è salito di cinque unità a 863 la settimana scorsa.

Sebbene si tratti del primo aumento in tre settimane, il numero degli impianti USA attivi (indicatore della produzione futura) è molto superiore al livello di un anno fa di 763 unità, in quanto le compagnie energetiche hanno alzato la produzione in concomitanza agli sforzi dell’OPEC di ridurre la produzione globale nell’ultimo anno e mezzo.

I future della benzina scendono dello 0,79% a 2,0572 dollari al gallone alle 4:13 ET (8:13 GMT) mentre il combustibile da riscaldamento scende dello 0,81% a 2,1060 dollari al gallone.

I future del gas naturale scendono dello 0,04% a 2,796 dollari per milione di BTU.

I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione Europea

I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione Europea di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Agosto sono scambiati a 2,798 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 0,04% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,780 dollari e la resistenza a 2,865 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,37% per essere scambiato a 94,92 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Agosto, é sceso di 0,36% per essere scambiato a 70,08 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Agosto, é sceso di 0,81% per essere scambiato a 2,1059 dollari per gallone.

I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Venerdì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.244,90 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,14% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.241,40 dollari e la resistenza a 1.262,30 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,14% per essere scambiato a 94,70 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é sceso di 0,11% per essere scambiato a 15,960 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é sceso di 0,11% per essere scambiato a 2,773 dollari per libbra.

I futures del Greggio in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Agosto sono scambiati a 70,28 dollari americani per barile, valore che scende di 0,07% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 69,25 dollari e la resistenza a 74,67 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,02% per essere scambiato a 94,59 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Settembre, é sceso di 0,48% per essere scambiato a 74,09 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 3,81 dollari per barile.

La coppia USD/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 112,72, su di 0,18% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 110,31, il piú basso di lunedì, e resistenza a 112,73, la piú alta di oggi.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato su rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,07% per toccare 1,1663 e la coppia GBP/USD che scende di 0,22% per toccare 1,3176.

La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano giovedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1671, giù di 0,02% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1650, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1792, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,03% per toccare 0,8838 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,44% per toccare 131,32.

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Giovedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.247,10 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,22% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.241,40 dollari e la resistenza a 1.262,30 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,07% per essere scambiato a 94,55 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é salito di 1,06% per essere scambiato a 15,985 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é salito di 1,29% per essere scambiato a 2,779 dollari per libbra.

CA e Zogenix schizzano nei pre-market, giù Broadcom e L Brands, in salita Walmart

Investing.com - Titoli azionari sotto i riflettori negli scambi pre-market di questo giovedì:

Il titolo di CA (CA) schizza alle stelle con +18,3% alle 8:23 ET (12:23 GMT) in seguito alla conferma da parte di Broadcom (NASDAQ:AVGO) dell’acquisizione della compagnia per 44,50 dollari ad azione, o 18,9 miliardi di dollari. Broadcom crolla del 9,7%.

Walmart (NYSE:WMT) sale dello 0,5% sulla scia della notizia di Nikkei secondo cui la compagnia starebbe cercando acquirenti per la sua catena di supermercati nipponica Seiyu.

Delta Air Lines (NYSE:DAL) balza dell’1,7% dopo aver riportato utili per azione diluiti rivisti trimestrali di 1,77 dollari, più degli 1,74 dollari attesi. Il titolo resta in salita malgrado la compagnia aerea abbia abbassato le previsioni sugli utili per l’intero anno fiscale ad un range compreso tra 5,35 e 5,70 dollari ad azione, per via di un aumento previsto di 2 miliardi di dollari di spese per il carburante.

Il titolo di L Brands (NYSE:LB) registra un tonfo del 7,8% dopo aver riportato un aumento del 3% delle vendite su base comparabile nelle cinque settimane terminate il 7 luglio, meno del 5% del mese prima.

Zogenix subisce un’impennata di ben il 21% dopo aver annunciato risultati positivi per la fase finale del test del farmaco usato nel trattamento dell’epilessia.

Trump inasprisce lo scontro commerciale contro Cina ed Europa

Investing.com - Tutti gli occhi sono puntati sul peggioramento della diatriba commerciale questa settimana, gli investitori cercano di capire se il botta e risposta tra Stati Uniti e Cina finirà con delle trattative o con una vera e propria guerra commerciale tra le due potenze economiche mondiali.

Il governo Trump ha alzato la posta in gioco nella disputa commerciale con la Cina, minacciando dazi del 10% su altri 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi martedì e spingendo sempre di più le due potenze economiche mondiali sull’orlo di una guerra commerciale senza esclusione di colpi.

I dazi non entreranno subito in vigore ma vedranno un processo di revisione di due mesi, con udienze tra il 20-23 agosto.

Washington ha proposto questi altri dazi dopo che gli sforzi per negoziare una soluzione al conflitto sono falliti, secondo quanto hanno dichiarato dei funzionari del governo.

La Cina ha accusato gli Stati Uniti di bullismo avvertendo che risponderà a sua volta, ma non ha reso immediatamente noto come.

Si tratta dell’ultimo sviluppo delle crescenti tensioni commerciali tra le due potenze mondiali.

La scorsa settimana, Washington ha applicato dazi del 25% su 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi e Pechino ha immediatamente risposto con dazi della stessa portata sulle esportazioni USA in Cina.

Investitori e trader temono che la minaccia di un aumento dei dazi USA e le contromisure adottate dagli altri paesi possano mettere a repentaglio la crescita globale e pesare sul sentimento.

Intanto, in Europa, il Presidente Donald Trump ha preso parte al summit dei leader della NATO a Bruxelles, dove ha ribadito l’impegno degli USA nella NATO e si è preso il merito di un accordo che secondo lui aumenterà “significativamente” le spese militari nei 29 paesi membri.

Trump ha smentito le voci secondo cui avrebbe minacciato di tirarsi fuori dall’alleanza ma ha comunque affermato che “probabilmente potrebbe” farlo senza l’approvazione del congresso. Tuttavia, ha spiegato che una tale decisione non sarebbe necessaria visti gli accordi raggiunti in seguito ai due giorni di vertice a Bruxelles, durante i quali ha assunto un tono “molto fermo” nei confronti degli alleati.

I commenti del Presidente seguono le notizie secondo cui avrebbe nuovamente rimproverato i leader della NATO questa mattina per quella che ha descritto come mancanza di impegno finanziario per la difesa militare degli alleati europei dell’America.

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La capacità di produzione di greggio globale potrebbe essere al limite per l’AIE

Investing.com - La capacità di produzione di greggio globale potrebbe essersi “spinta al limite”, secondo le ultime previsioni di questo giovedì dell’Agenzia Internazionale per l’Energia.

L’organizzazione parigina ha dichiarato nel suo report mensile che non c’è “alcun segnale di un aumento della produzione da altre parti che possa allentare i timori di un mercato teso”.

La produzione petrolifera dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio e della Russia è salita al massimo di quattro mesi a giugno, aumentando di 180.000 barili al giorno a 31,87 milioni di barili al giorno, secondo l’AIE.

L’agenzia ha alzato le stime per il 2018 sulla domanda di greggio OPEC di 100.000 barili al giorno a 32 milioni di barili al giorno, riducendo invece quelle per il 2019 di 100.000 barili al giorno a 31,4 milioni di barili al giorno.

L’AIE ha anche abbassato le previsioni sulle scorte non-OPEC di 70.000 barili al giorno a 60,2 milioni di barili al giorno, confermando invece quelle per il 2019 a 62 milioni di barili al giorno.

A giugno, l’OPEC ha deciso di alzare la produzione di circa un milione di barili al giorno tra le pressioni degli Stati Uniti affinché il prezzo scenda. Mentre i membri dell’OPEC dovranno aggiungere circa 700.000 barili al giorno, i fornitori non-OPEC con a capo la Russia produrranno il resto.

L’aumento delle sanzioni USA contro l’Iran, paese membro dell’OPEC, potrebbero ridurre le sue esportazioni di oltre 1,2 milioni di barili al giorno, spiega l’AIE. Il Presidente USA Donald Trump ha invitato le nazioni a smettere di comprare greggio dall’Iran entro il 4 novembre o dovranno pagarne le conseguenze. Trump si è tirato indietro dall’accordo internazionale sul nucleare con Tehran a maggio.

Dopo il report, i future del greggio WTI salgono dello 0,75% a 70,90 dollari al barile alle 4:21 ET (8:21 GMT).

I future del Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, sono scambiati a 74,72 dollari al barile, con un balzo dell’1,80%.

Dollaro ad un nuovo massimo di sei mesi contro lo yen

Investing.com - Il dollaro sale ad un nuovo massimo di sei mesi contro lo yen questo giovedì ed è stabile contro il paniere delle valute grazie all’ultimo report positivo sull’inflazione USA che ha alimentato le aspettative di altri due aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve quest’anno.

Il cambio USD/JPY sale dello 0,35% a 112,37 alle 03:39 ET (07:39 GMT), il massimo dal 10 gennaio, dopo il rimbalzo dell’1% della seduta precedente.

I prezzi alla produzione USA hanno registrato l’aumento annuo maggiore degli ultimi sei anni e mezzo a giugno, secondo quanto reso noto ieri dal Dipartimento per il Lavoro, andandosi ad aggiungere ai segnali di forza dell’economia.

Gli investitori attendono i dati di oggi sull’indice sui prezzi al consumo statunitensi.

I dati economici incoraggianti hanno contribuito a ridimensionare i timori per le tensioni commerciali internazionali. Il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina è infatti peggiorato ieri, quando Washington ha minacciato di applicare dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

Il botta e risposta dei dazi ha scatenato i timori che le due principali economie mondiali possano arrivare ad una guerra commerciale senza esclusione di colpi, che secondo gli investitori potrebbe pesare sulla crescita globale.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è stabile vicino al massimo di una settimana di 94,44, dopo essere salito dello 0,67% ieri.

L’euro sale, con la coppia EUR/USD su dello 0,12% a 1,1687, rimanendo però al di sotto del massimo di tre settimane e mezzo di lunedì di 1,1790.

La sterlina è in lieve rialzo, con il cambio GBP/USD a 1,3215, mentre gli investitori attendono la pubblicazione del libro bianco sulla Brexit da parte del governo britannico in cui viene abbozzato il futuro rapporto che il paese preferirebbe avere con l’Unione Europea.

Il dollaro canadese è invariato vicino al massimo di una settimana e mezzo, con la coppia USD/CAD a 1,3201, in seguito alla decisione di ieri della banca centrale del paese di alzare i tassi di interesse per via di un mercato lavorativo forte e dell’inflazione in linea con l’obiettivo.

Il dollaro australiano legato al commercio sale, con il cambio AUD/USD su dello 0,22% a 0,7384.

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Giovedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.243,80 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,05% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.241,40 dollari e la resistenza a 1.262,30 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,04% per essere scambiato a 94,52 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é salito di 0,11% per essere scambiato a 15,835 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é salito di 0,62% per essere scambiato a 2,768 dollari per libbra.

I futures del Greggio in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Agosto sono scambiati a 70,69 dollari americani per barile, valore che scende di 4,61% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 70,03 dollari e la resistenza a 74,90 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,70% per essere scambiato a 94,51 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Settembre, é sceso di 6,12% per essere scambiato a 74,03 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 3,34 dollari per barile.

I futures del Gas Naturale in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Agosto sono scambiati a 2,828 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che sale di 1,43% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,780 dollari e la resistenza a 2,894 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,69% per essere scambiato a 94,50 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Agosto, é sceso di 4,87% per essere scambiato a 70,50 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Agosto, é sceso di 4,79% per essere scambiato a 2,1154 dollari per gallone.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo mercoledì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo mercoledì 11 luglio:

1. Trump peggiora il conflitto con la Cina con la minaccia di 200 miliardi di dollari di dazi

Il governo Trump ha alzato la posta in gioco nella disputa commerciale con la Cina, minacciando dazi del 10% su altri 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi ieri e spingendo sempre di più le due potenze economiche mondiali sull’orlo di una vera e propria guerra commerciale.

I dazi non entreranno subito in vigore ma vedranno un processo di revisione di due mesi, con udienze tra il 20-23 agosto.

Washington ha proposto questi altri dazi dopo che gli sforzi per negoziare una soluzione al conflitto sono falliti, secondo quanto hanno dichiarato dei funzionari del governo.

La Cina ha accusato gli Stati Uniti di bullismo avvertendo che risponderà a sua volta, ma non ha reso noto come.

Si tratta dell’ultimo sviluppo delle crescenti tensioni commerciali tra le due potenze mondiali. La scorsa settimana, Washington ha applicato dazi del 25% su 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi e Pechino ha immediatamente risposto con dazi della stessa portata sulle esportazioni USA in Cina.

Investitori e trader temono che la minaccia di un aumento dei dazi USA e le contromisure adottate dagli altri paesi possano mettere a repentaglio la crescita globale e pesare sul sentimento.

2. Trump arriva al summit della NATO e rimprovera la Germania

Nel frattempo, Trump è arrivato in Europa per partecipare al summit dei leader dei paesi NATO a Bruxelles, dove dovrebbe ribadire la richiesta agli altri paesi di spendere di più per la difesa.

Sebbene non sia sull’agenda ufficiale, i leader europei dovrebbero parlare a Trump dei timori commerciali, dicono i diplomatici.

Trump si è impegnato a mantenere la promessa di proteggere le industrie statunitensi da quella che secondo lui è una concorrenza sleale da parte dell’Unione Europea.

Intervenendo ad una conferenza stampa davanti ai rappresentanti della NATO prima dei due giorni di vertice, Trump ha rimproverato la Germania, affermando che una raffica di accordi sul petrolio e sul gas hanno dato alla Russia troppa influenza sulla principale economia del continente.

In particolare, ha citato il progetto del gasdotto Nord Stream 2 definendolo “‘inappropriato”‘.

“‘La Germania è completamente controllata dalla Russia … Avrà tra il 60% e il 70% della sua energia dalla Russia ed un nuovo gasdotto e ditemi voi se vi sembra appropriato, perché per me non lo 蔑, ha affermato Trump prima di criticare Berlino per non essere riuscito ad aumentare significativamente le spese per la difesa.

3. I nuovi colpi sferrati nella guerra commerciale trascinano al ribasso le borse globali

I mercati azionari globali sono al ribasso, con il selloff degli asset legati al rischio dopo l’ultimo peggioramento dell’attrito commerciale arrivato dalla Casa Bianca.

Sulle borse asiatiche ha pesato fortemente la notizia e i mercati cinesi sono stati i più colpiti. L’indice Shanghai Composite crolla dell’1,8% mentre l’indice blue-chip CSI300 segna un tonfo dell’1,7%.

Intanto, in Europa i mercati vanno giù di oltre l’1% negli scambi di metà mattina, con tutti i settori in rosso. I titoli legati alle materie prime e alle auto, considerati i settori più a rischio in una guerra commerciale, hanno trascinato i ribassi. Tra gli indici nazionali, in Germania l’indice DAX legato alle esportazioni registra un tonfo dell’1,2%, mentre il britannico FTSE crolla dell’1,3%.

A Wall Street, i future dei titoli azionari USA puntano ad un’apertura in forte discesa. Alle 5:30 ET, i future Dow blue-chip scendono di 220 punti, o dello 0,9%, i future S&P 500 sono in calo di 22 punti, o dello 0,8%, mentre i future Nasdaq 100 legati al settore tech crollano di 69 punti, o dell’1%.

4. Dollaro in salita contro i principali rivali

Il dollaro sale contro il paniere delle valute, la minaccia USA di altri dazi su 200 miliardi di dollari di beni cinesi ha scatenato un’ondata di vendite degli asset più rischiosi rispetto a valute meno vulnerabili.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,3% a 94,18.

Sul mercato dei bond, i prezzi dei Buoni del Tesoro USA salgono, spingendo il rendimento al ribasso: il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni USA, di riferimento, scende al 2,84%.

Il calendario economico sarà leggero, con i dati sui prezzi alla produzione di giugno alle 8:30 ET che saranno l’unico report economico degno di nota.

5. Crollo del prezzo del greggio, attesi i dati sulle scorte USA

Il prezzo del greggio è sotto forte pressione, con il Brent che crolla di oltre un dollaro mentre gli investitori assimilano gli ultimi sviluppi del conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina e la notizia che gli USA potrebbero prendere in considerazione l’idea di un’esenzione dalle sanzioni che entreranno di nuovo in vigore sulle esportazioni di greggio iraniano.

I future del greggio Brent vanno giù di 1,70 dollari, quasi il 2,2%, a 77,16 dollari al barile. Il greggio USA scende di 56 centesimi, o dello 0,8%, a 73,55 dollari.

La U.S. Energy Information Administration rilascerà il report settimanale ufficiale sulle scorte relativo alla settimana terminata il 6 luglio oggi alle 10:30 ET nelle aspettative di un calo di 4,4 milioni di barili.

I dati forniranno inoltre nuove indicazioni su quanto velocemente continueranno a salire i livelli della produzione della nazione. La produzione USA (grazie all’estrazione da scisto) si attesta al massimo storico di 10,9 milioni di barili al giorno.

Alla chiusura dei mercati ieri, l’American Petroleum Institute ha dichiarato che le scorte di greggio statunitensi sono scese di 6,8 milioni di barili la scorsa settimana.

Rame al minimo di un anno nei timori per gli attriti commerciali USA-Cina

Investing.com - Il prezzo del rame crolla questo mercoledì, toccando il minimo di un anno nell’ambito del vasto selloff dei metalli industriali scatenato dai timori che la seconda ondata di dazi USA sulle importazioni cinesi possa pesare sulla domanda dei metalli, soprattutto se la crescita cinese dovesse esserne colpita.

I future del rame con consegna a settembre crollano del 2,98% a 2,753 dollari la libbra alle 04:51 ET (08:51 GMT) dopo essere scesi al minimo di 2,717 dollari nella notte, il minimo dal 19 luglio 2017.

Il prezzo del metallo industriale è sceso quando gli Stati Uniti hanno annunciato che applicheranno altri 200 miliardi di dollari di dazi sulle importazioni cinesi, inasprendo il conflitto commerciale tra Washington e Pechino.

Il rappresentante commerciale USA Robert Lighthizer ha affermato che gli Stati Uniti sono intervenuti perché la Cina non ha prestato attenzione ai precedenti avvertimenti per bloccare le pratiche commerciali scorrette.

La notizia di nuovi dazi ha alimentato la paura di una guerra commerciale, riportandola al centro della scena solo pochi giorni dopo l’applicazione dei dazi USA del 25% su 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi, a cui Pechino ha risposto con misure uguali.

Il botta e risposta dei dazi ha scatenato i timori che le due principali economie mondiali possano arrivare ad una guerra commerciale senza esclusione di colpi, che secondo gli investitori potrebbe pesare sulla crescita globale.

Il prezzo del rame, materiale ampiamente utilizzato nella manifattura e nell’edilizia, è crollato di quasi il 6,44% sul mese in corso e del 16% finora quest’anno, dal momento che gli investitori sono concentrati sulla minaccia commerciale.

Intanto, i future dello zinco segnano un tonfo del 2,13% a 2.569,75 dollari, allontanandosi dal minimo della notte di 2.503,00 dollari, il minimo da metà giugno del 2017.

I future del nichel crollano del 3,25% al minimo di quasi 10 settimane di 13.712,50 dollari, mentre i future dell’alluminio scendono dello 0,97% vicino al minimo di tre mesi di 2.067,00 dollari.

Tra i metalli preziosi, i future dell’oro sono in calo dello 0,3% a 1.251,60 dollari, mentre i future dell’argento scendono dello 0,51% a 16,005 dollari e i future del platino vanno giù dello 0,22% a 844,30 dollari.

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