I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Martedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.245,80 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,09% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.242,60 dollari e la resistenza a 1.266,80 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,01% per essere scambiato a 93,93 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é salito di 0,10% per essere scambiato a 15,770 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,23% per essere scambiato a 3,007 dollari per libbra.

La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano lunedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1769, giù di 0,04% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1728, il piú basso di venerdì, e resistenza a 1,1849, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,34% per toccare 0,8822 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,04% per toccare 133,66.

I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Lunedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.246,60 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,14% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.244,40 dollari e la resistenza a 1.271,80 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,03% per essere scambiato a 93,81 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,37% per essere scambiato a 15,765 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 1,02% per essere scambiato a 3,009 dollari per libbra.

I future del gas naturale schizzano dal minimo di 9 mesi a inizio settimana

Investing.com - I future del gas naturale iniziano la settimana con un balzo questo lunedì, ma il prezzo resta vicino al minimo di nove mesi, con i trader che continuano a tenere d’occhio le previsioni meteorologiche invernali per valutare la domanda del combustibile.

Il gas naturale USA schizza di 5,7 centesimi, o del 2,1%, a 2,829 dollari per milione di BTU alle 9:00 ET (14:00 GMT). Ha toccato il minimo dal 2 marzo di 2,747 dollari giovedì scorso.

La materia prima è crollata del 9,4% la scorsa settimana, registrando il calo settimanale maggiore dal periodo terminato il 3 febbraio, nelle previsioni di una minore domanda per il riscaldamento fino a fine dicembre.

Il prezzo del gas naturale nelle ultime settimane ha seguito l’andamento delle previsioni meteorologiche con i trader che cercano di valutarne l’impatto sulla domanda di inizio inverno per il riscaldamento.

Il prezzo del gas naturale di solito sale in vista dell’inverno dal momento che il clima più freddo fa aumentare la domanda per i riscaldamenti. Il periodo che va da novembre a marzo rappresenta il picco della domanda per il gas USA.

Gli operatori dei mercati attendono i dati sulle scorte settimanali di giovedì che si prevede possano mostrare un calo tra 57 e 69 miliardi di piedi cubici nella settimana terminata l’8 dicembre.

La settimana precedente le scorte sono scese di 2 miliardi di piedi cubici, contro i 147 miliardi di piedi cubici dell’anno precedente, mentre la media quinquennale per questo periodo dell’anno è pari a un calo di circa 78 miliardi.

Il totale delle scorte di gas naturale ammonta a 3,695 mila miliardi di piedi cubici secondo la U. S. Energy Information Administration. Il dato è inferiore di 264 miliardi di piedi cubici, quasi il 6,6%, rispetto ai livelli dello stesso periodo dello scorso anno e di 36 miliardi di piedi cubici, quasi l’1%, rispetto alla media quinquennale per questo periodo dell’anno.

Gli analisti prevedono che la quantità di gas nei magazzini terminerà il periodo che va da aprile ad ottobre a 3,8 mila miliardi di piedi cubici per via soprattutto dell’aumento delle esportazioni di gas naturale liquefatto. Il dato sarebbe al di sotto del record dello scorso anno di 4,0 mila miliardi di piedi cubici e della media quinquennale di 3,9 mila miliardi di piedi cubici.

Il greggio recupera le perdite ma i timori per le scorte limitano i rialzi

Investing.com - Il prezzo del greggio recupera le perdite questo lunedì, ma resta sotto pressione nei timori che l’aumento della produzione USA possa minare gli sforzi dell’OPEC per supportare il mercato riducendo le scorte in eccesso.

Il contratto del greggio West Texas Intermediate con consegna a gennaio sale di 11 centesimi, o dello 0,19%, a 57,47 dollari al barile alle 08:52 ET (13:52 GMT) dal minimo di 56,92 dollari.

Il greggio Brent con consegna a febbraio sull’ICE Futures Exchange di Londra si attesta a 63,60 dollari al barile, staccandosi dal minimo precedente di 62,99 dollari.

Il prezzo resta sulla difensiva in seguito ai dati di Baker Hughes di venerdì secondo cui il numero degli impianti di trivellazione attivi negli Stati Uniti è salito di due unità a 751 nella settimana terminata l’8 dicembre, il massimo da settembre.

Si tratta del terzo aumento settimanale consecutivo. Un aumento del numero di impianti indica un incremento della produzione petrolifera statunitense.

L’aumento della produzione statunitense minaccia di vanificare gli sforzi compiuti dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio e da un gruppo di produttori non OPEC, tra cui la Russia, di riportare il mercato in equilibrio attraverso un taglio della produzione.

L’OPEC e gli altri produttori hanno iniziato a ridurre la produzione nel gennaio 2017 ed hanno intenzione di proseguire per tutto il 2018.

Ieri, il ministro del petrolio del Kuwait Essam al-Marzouq ha dichiarato che l’OPEC e i suoi alleati prenderanno in considerazione prima di giugno l’idea di terminare prima i tagli.

Intanto, i future della benzina sono in salita dello 0,24% a 1,7179 dollari al gallone, mentre i future del gas naturale schizzano dell’1,8% a 2,822 dollari per milione di BTU.

Dollaro giù, il Bitcoin rimbalza dopo gli scambi di future

Investing.com - Il dollaro scende contro il paniere delle altre principali valute questo lunedì, ma resta supportato dalle aspettative di un aumento dei tassi di interesse, mentre il prezzo del Bitcoin schizza con l’inizio degli scambi dei future della valuta digitale.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,1% a 93,75 alle 06:40 ET (11:40 GMT).

La richiesta di dollaro continua ad essere supportata dal report migliore del previsto sull’occupazione statunitense di venerdì, che ha alimentato le aspettative di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve in occasione dell’imminente vertice.

L’economia USA ha aggiunto 228.000 nuovi posti di lavoro a novembre, più del previsto, secondo il Dipartimento per il Lavoro, ma dal report è emerso anche che la crescita dei compensi è rimasta debole.

La Fed dovrebbe alzare i tassi di interesse in occasione dei due giorni di vertice sulla politica monetaria che termineranno mercoledì, ma i dati deludenti sui compensi potrebbero pesare sul ritmo degli aumenti dei tassi in programma il prossimo anno.

Questa settimana sono previsti anche i vertici della Banca d’Inghilterra e della Banca Centrale Europea, che dovrebbero lasciare invariati i tassi.

Il dollaro scende contro lo yen, con la coppia USD/JPY in calo dello 0,09% a 113,38.

L’euro sale contro il dollaro, con il cambio EUR/USD su dello 0,13% a 1,1789, staccandosi dal minimo di tre settimane di venerdì di 1,1729.

La sterlina è in calo ma si allontana dal minimo giornaliero, con la coppia GBP/USD a 1,3383 dopo che il Primo Ministro britannico Theresa May ha accolto ”un nuovo sentimento di ottimismo” sulle trattative per la Brexit stamane.

May ha riferito al Parlamento che Regno Unito ed Unione Europea dovrebbero siglare un accordo in occasione del summit di questa settimana “per procedere insieme” alla discussione dei futuri legami commerciali.

Intanto, il prezzo del Bitcoin, la valuta digitale, schizza in seguito al lancio dei primi future di Bitcoin USA avvenuto ieri.

Sulla piazza statunitense Bitfinex, il Bitcoin si attesta a 16.206,00 dollari dopo essere rimbalzato al massimo di 16.710,00 dollari in precedenza.

Lo scambio dei future della criptovaluta è iniziato alle 18:00 ET ieri su una piazza gestita da Cboe Global Markets, meno di 10 giorni dopo aver ricevuto l’approvazione da parte della Commodity Futures Trading Commission.

CME Group (NASDAQ:CME), una piazza più grande, inizierà l’offerta dei contratti di future del Bitcoin il 18 dicembre.

L’impennata del Bitcoin è circondata da nuovi avvertimenti circa il fatto che possa trattarsi di una bolla speculativa.

Banco Bpm a -2%: attese offerte per NPL. Male anche gli altri bancari

Investing.com – Giornata negativa per Banco Bpm (MI:BAMI) con il titolo che tocca un -2%, restando tra i peggiori del Ftse Mib a metà mattinata.

Ieri il Sole 24 Ore scriveva della scadenza prevista per oggi per le offerte relativi ad un pacchetto di crediti deteriorati di Banco Bpm per un totale di 2 miliardi di euro.

Tra i soggetti interessati, ci sarebbero Banca Ifis, Deutsche Bank, l’istituto polacco Kruk, il fondo Anacap e altri 3 internazionali.

Il managment della banca sembrerebbe intenzionato a chiudere l’operazione per fine anno mentre si diffondono ipotesi di una possibile divisione in più tranche.

Intanto, gli analisti della banca d’affari UBS hanno tagliato il prezzo obiettivo del titolo a 3,7 euro rispetto ai precedenti 4, e mantenuto il giudizio buy.

Proseguono in difficoltà anche gli altri titoli bancari con FinecoBank (MI:FBK) che cede l’1,73%, Banca Piccolo Credito Valtellinese (Creval) (MI:PCVI) a -1,43%, UBI (MI:UBI), Mediobanca (MI:MDBI) e Unicredit (MI:CRDI) sotto la parità.

Il settore è influenzato dal rinvio della decisione finale sull’applicazione dell’Addendum da parte della Bce. “Penso che questo processo di analisi ci prenderà un mese o due”, ha dichiarato Danele Nouy, presidente della Vigilanza bancaria europea, ed “è molto probabile che l’attuazione sia ritardata di qualche mese”, aggiungendo che non ci siano ragioni per non rinviarla fino al 2019.

Bitcoin, partiti i future al Cboe: inizio in crescita del 24,4%

Investing.com - Partiti questa notte i Bitcoin Futures al Chicago Board Options Exchange quando in Italia era mezzanotte.

L’esordio è stato subito un successo, con un guadagno del 24,4%.

La nuova era ha spinto il Bitcoin sopra quota 16 mila dollari sul mercato Bitfinex, proseguendo così il suo rally.

I contratti future scambiati sulla cripotvaluta sono stati circa 2.500 nelle prime ore con scadenza il 17 gennaio.

Tutti contratti hanno chiuso con prezzi al rialzo toccando i 18.500 dollari per gennaio.

Lunedì prossimo sarà la volta del mercato del Cme mentre si diffondono le voci di un possibile sbarco sul Nasdaq.

Borse europee al rialzo trainate dai titoli bancari

Investing.com - Positiva l’apertura dei mercati azionari europei questo lunedì, sulla scia dei rialzi delle borse asiatiche nella notte dopo la chiusura record a Wall Street di venerdì.

L’EURO STOXX 50 sale dello 0,05% alle 04:22 ET (09:22 GMT), il francese CAC 40 va su dello 0,10%, mentre il tedesco DAX 30 segna +0,09%.

A Francoforte, il titolo di Steinhoff schizza dell’11% interrompendo tre sedute consecutive di crolli sulla scia della scoperta di irregolarità contabili.

Bayer (DE:BAYGN) sale dello 0,94%: gli investitori sembrano non tenere conto della notizia secondo cui i regolatori antitrust UE dovrebbero avvertire il gruppo nelle prossime settimane del fatto che la prevista acquisizione del produttore di sementi USA Monsanto (NYSE:MON) potrebbe danneggiare la concorrenza.

I titoli del comparto bancario restano supportati in vista del vertice di questa settimana della Federal Reserve, in occasione del quale è previsto un aumento dei tassi di interesse.

HSBC segna la performance migliore, con un balzo dell’1,85%, mentre la francese BNP Paribas (PA:BNPP) sale dello 0,28% e la tedesca Deutsche Bank (DE:DBKGn) recupera le perdite e segna -0,06%.

Questa settimana sono previsti anche i vertici della Banca d’Inghilterra e della Banca Centrale Europea, che dovrebbero lasciare invariati i tassi.

A Londra, il FTSE 100 sale dello 0,57% al massimo di oltre due settimane, spinto dalla sterlina debole.

Il cambio GBP/USD scende dello 0,21% a 1,3365, ben al di sotto del massimo di venerdì di 1,3519, mentre la coppia EUR/GBP è in salita dello 0,25% a 0,8815.

La sterlina è andata sotto forte pressione alla vendita nei timori per le trattative sulla Brexit nonostante l’apparente svolta della scorsa settimana.

I mercati in Asia sono saliti nella notte, con il nipponico Nikkei su dello 0,6% al massimo di 26 anni dopo i dati positivi sull’occupazione USA ed i dati commerciali cinesi migliori del previsto rilasciati venerdì.

Negli Stati Uniti, i future puntano ad un’apertura al rialzo. I future Dow Jones Industrial Average salgono dello 0,16%, i future S&P 500 sono in salita dello 0,08%, mentre i future Nasdaq 100 segnano +0,018%.

Dollaro stabile, il Bitcoin schizza con il lancio dei future

Investing.com - Il dollaro è stabile contro il paniere delle altre principali valute questo lunedì, ma resta supportato dalle aspettative di un aumento dei tassi di interesse, mentre il prezzo del Bitcoin vede un’impennata con l’inizio degli scambi dei future della valuta digitale.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 93,83 alle 03:30 ET (08:30 GMT), invariato sulla giornata.

La richiesta di dollaro continua ad essere supportata dal report migliore del previsto sull’occupazione statunitense di venerdì, che ha alimentato le aspettative di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve in occasione dell’imminente vertice.

L’economia USA ha aggiunto 228.000 nuovi posti di lavoro a novembre, più del previsto, secondo il Dipartimento per il Lavoro, ma dal report è emerso anche che la crescita dei compensi è rimasta debole.

La Fed dovrebbe alzare i tassi di interesse in occasione dei due giorni di vertice sulla politica monetaria che termineranno mercoledì, ma i dati deludenti sui compensi potrebbero pesare sul ritmo degli aumenti dei tassi in programma il prossimo anno.

Questa settimana sono previsti anche i vertici della Banca d’Inghilterra e della Banca Centrale Europea, che dovrebbero lasciare invariati i tassi.

Il dollaro scende contro lo yen, con la coppia USD/JPY in calo dello 0,08% a 113,38.

L’euro sale contro il dollaro, con il cambio EUR/USD su dello 0,16% a 1,1794, staccandosi dal minimo di tre settimane di venerdì di 1,1729.

La sterlina è debole, con la coppia GBP/USD in calo dello 0,21% a 1,3365, allontanandosi dal massimo di 1,3519 toccato venerdì dopo una svolta nelle trattative sulla Brexit.

Intanto, il prezzo del Bitcoin, la valuta digitale, schizza del 10% in seguito al lancio dei primi future di Bitcoin USA avvenuto ieri.

Sulla piazza statunitense Bitfinex, il Bitcoin si attesta a 16.520,00 dollari.

Lo scambio dei future della criptovaluta è iniziato alle 18:00 ET ieri su una piazza gestita da Cboe Global Markets, meno di 10 giorni dopo aver ricevuto l’approvazione da parte della Commodity Futures Trading Commission.

CME Group (NASDAQ:CME), una piazza più grande, inizierà l’offerta dei contratti di future del Bitcoin il 18 dicembre.

L’impennata del Bitcoin è circondata da nuovi avvertimenti circa il fatto che possa trattarsi di una bolla speculativa.

La coppia USD/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese lunedì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 113,52, su di 0,04% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 112,00, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 113,69, la piú alta di oggi.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,08% per toccare 1,1784 e la coppia GBP/USD che sale di 0,01% per toccare 1,3394.

La coppia NZD/USD su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Neozelandese é stato più alto rispetto al Dollaro Americano lunedì.

La coppia NZD/USD é scambiata a 0,6856, su di 0,26% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,6823, il piú basso di venerdì, e resistenza a 0,6918, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Neozelandese é stato su rispetto al Dollaro Australiano e all'Euro, con la coppia AUD/NZD che perde 0,12% per toccare 1,0957 e la coppia EUR/NZD che scende di 0,16% per toccare 1,7172.

La coppia USD/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese domenica.

La coppia USD/JPY é scambiata a 113,59, su di 0,10% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 112,00, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 113,63, la piú alta di oggi.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato su rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,03% per toccare 1,1771 e la coppia GBP/USD che scende di 0,02% per toccare 1,3390.

La coppia USD/JPY su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 113,48, su di 0,34% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 112,00, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 113,59, la piú alta di oggi.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e su rispetto alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,01% per toccare 1,1774 e la coppia GBP/USD che scende di 0,60% per toccare 1,3393.

La coppia GBP/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore della Sterlina Inglese é stato più basso rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia GBP/USD é scambiata a 1,3393, giù di 0,60% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,3319, il piú basso di giovedì, e resistenza a 1,3539, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore della Sterlina Inglese é stato giù rispetto all'Euro e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,63% per toccare 0,8792 e la coppia GBP/JPY che scende di 0,26% per toccare 151,99.

Dollaro al massimo di 2 settimane e mezzo, atteso report sull’occupazione

Investing.com - Il dollaro oscilla vicino al massimo di due settimane e mezzo contro le altre principali valute questo venerdì, nell’ottimismo per la riforma fiscale USA, mentre gli investitori attendono gli importanti dati sull’occupazione statunitense nel corso della giornata.

Il biglietto verde è stato incoraggiato dalla notizia che ieri il Congresso USA ha approvato la legge per finanziare temporaneamente il governo fino al 22 dicembre prima della scadenza di oggi a mezzanotte, alimentando le speranze che anche l’attesissima riforma fiscale USA possa essere approvata prima della fine dell’anno.

I Repubblicani al Senato USA hanno deciso di trattare con la Camera dei Rappresentanti sulla riforma fiscale mercoledì, segnale che i legislatori potrebbero trovare un accordo sulla legge finale prima della scadenza da loro fissata il 22 dicembre.

Il dollaro è stato spinto anche dai dati di ieri secondo cui le richieste di disoccupazione USA sono scese per la terza settimana consecutiva la scorsa settimana.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,20% a 93,94 alle 02:15 ET (06:15 GMT), il massimo dal 21 novembre.

L’euro scende, con il cambio EUR/USD giù dello 0,20% a 1,1749, il minimo dal 23 novembre, mentre la coppia GBP/USD è stabile a 1,3474.

La sterlina resta supportata dopo che il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker stamane ha reso noto che sono stati compiuti “sufficienti progressi” nella prima fase delle trattative sulla Brexit e che le discussioni possono ora passare agli aspetti commerciali.

Lo yen e il franco svizzero sono in calo, con la coppia USD/JPY su dello 0,34% a 113,47 e il cambio USD/CHF in salita dello 0,17% a 0,9961.

Questa mattina, dai dati ufficiali è emerso che il prodotto interno lordo nipponico è cresciuto dello 0,6% nel terzo trimestre, più dello 0,4% previsto. Su base annua, l’economia del Giappone ha visto una crescita del 2,5% lo scorso trimestre, molto più dell’1,5% previsto.

Stabile il dollaro australiano, con la coppia AUD/USD a 0,7511, mentre il cambio NZD/USD sale dello 0,16% a 0,6842.

L’aussie è stato supportato dai dati di questa mattina secondo cui le importazioni cinesi sono salite più del previsto al tasso annuo del 17,7% a novembre, mentre le esportazioni sono aumentate del 12,3%. La Cina è il principale partner per le esportazioni dell’Australia.

In un secondo report si legge che i mutui immobiliari in Australia sono scesi solo dello 0,6% ad ottobre, molto meno rispetto al calo dell’1,8% previsto.

Intanto, la coppia USD/CAD è pressoché invariata a 1,2854.

La coppia EUR/USD giù durante la sessione Asiatica

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1763, giù di 0,08% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1761, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1890, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,37% per toccare 0,8705 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,18% per toccare 133,37.

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Venerdì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.250,60 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,20% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.245,90 dollari e la resistenza a 1.280,50 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,06% per essere scambiato a 93,81 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é salito di 0,17% per essere scambiato a 15,775 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 0,67% per essere scambiato a 2,984 dollari per libbra.

La coppia USD/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 113,17, su di 0,07% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 112,00, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 113,21, la piú alta di oggi.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato su rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,01% per toccare 1,1772 e la coppia GBP/USD che scende di 0,05% per toccare 1,3467.

La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano giovedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1772, giù di 0,20% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1772, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1890, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,78% per toccare 0,8738 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,54% per toccare 133,14.

La coppia EUR/USD giù verso la fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano giovedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1778, giù di 0,14% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1773, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1890, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,82% per toccare 0,8735 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,57% per toccare 133,17.

I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Giovedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.248,20 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 1,41% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.247,70 dollari e la resistenza a 1.280,50 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,22% per essere scambiato a 93,74 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 1,50% per essere scambiato a 15,715 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 0,12% per essere scambiato a 2,965 dollari per libbra.

Oro al minimo di 5 mesi per il dollaro forte

Investing.com - Il prezzo dell’oro continua a scendere e tocca il minimo di cinque mesi questo giovedì, la pubblicazione dei dati positivi sulla richieste di sussidio di disoccupazione USA e le speranze che la riforma fiscale USA venga approvata prima di Natale supportano il biglietto verde.

Sul Comex, i future dell’oro scendono di 9,90 dollari, o dello 0,77%, a 1.256,20 dollari l’oncia troy alle 08:45 ET (12:45 GMT), il minimo da luglio.

Il dollaro è stato spinto dai dati di quest’oggi secondo cui le richieste di disoccupazione USA sono scese per la terza settimana consecutiva la scorsa settimana.

Il biglietto verde era già stato incoraggiato dalla notizia che i Repubblicani al Senato USA hanno deciso di trattare con la Camera dei Rappresentanti sulla riforma fiscale ieri, segnale che i legislatori potrebbero trovare un accordo sulla legge finale prima della scadenza da loro fissata il 22 dicembre.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,17% al massimo di due settimane di 93,68.

Gli investitori sembrano aver fatto passare in secondo piano le tensioni geopolitiche scatenatesi dopo che il Presidente Donald Trump ha deciso di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di spostare lì l’ambasciata USA.

Sul Comex, i future dell’argento scendono dello 0,72% a 15,84 dollari l’oncia troy.

Richieste di disoccupazione USA giù di 2.000 unità la scorsa settimana

Investing.com - Il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti è inaspettatamente sceso la scorsa settimana, restando ad un livello che indica una stabilizzazione del mercato del lavoro statunitense, secondo i dati ufficiali di questo giovedì.

Secondo il Dipartimento per il Lavoro, il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana terminata il 1° dicembre è sceso di 2.000 unità ad un dato destagionalizzato di 236.000 unità dal totale rivisto della settimana precedente di 238.000 unità.

Gli analisti avevano previsto un aumento a 240.000 unità per la scorsa settimana.

La media mobile su quattro settimane è di 241.500 unità, giù di 750 unità dalla settimana prima. La media mensile è un indicatore più accurato dell’andamento del lavoro poiché riduce la volatilità dei dati settimanali.

Le richieste di disoccupazione continua sono scese a 1,908 milioni dagli 1,960 milioni di unità della settimana prima, in linea con le previsioni.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo giovedì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo giovedì 7 dicembre:

1. Borse globali su, migliora il sentimento

Positivi i mercati azionari globali, in ripresa dopo due giorni in calo, la propensione al rischio è migliorata nell’ottimismo che gli Stati Uniti riescano a far approvare la riforma fiscale.

La maggior parte delle borse nell’Asia Pacifica ha chiuso in salita, con la ripresa di alcuni titoli tech nella regione. In particolare, l’indice nipponico Nikkei è schizzato dell’1,5%, recuperando in parte il crollo del 2% del giorno prima, il crollo maggiore da fine marzo.

In Europa, la maggior parte dei titoli azionari sono positivi negli scambi di metà mattina, dopo due giorni di cali, con i titoli tech in ripresa sulla scia dell’andamento in Asia e a Wall Street.

A Wall Street, i future dei titoli azionari USA puntano ad un’apertura al rialzo, con i future Nasdaq legati al settore tech in salita dello 0,4%. I titoli azionari statunitensi hanno chiuso misti ieri, con l’indice Nasdaq trainato dal rialzo dei titoli tech.

2. Dollaro al massimo di 2 settimane nell’ottimismo per la riforma fiscale

Il dollaro è salito al massimo di due settimane nell’ottimismo che i legislatori statunitensi compiano dei progressi sulla riforma fiscale, mentre i timori per la possibilità di un blocco amministrativo si ridimensionano.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 93,65, il massimo dal 22 novembre.

Ieri i Repubblicani al Senato hanno votato per avere una commissione di conferenza con la Camera e negoziare un piano per riformare il sistema fiscale, tra le indicazioni che i legislatori possano appianare le divergenze e trovarsi d’accordo su una proposta di legge finale prima della scadenza da loro fissata il 22 dicembre.

Intanto, i timori per un possibile blocco delle attività amministrative USA si sono ridotti dopo la proposta di legge approvata alla Camera dei Rappresentanti ieri sera per estendere gli attuali fondi federali fino al 22 dicembre, con la Camera che dovrebbe accettare la proposta quest’oggi.

Il Congresso si trova davanti alla scadenza di domani a mezzanotte per approvare una nuova legge sulle spese. Se non si dovesse raggiungere un accordo sui termini, parti del governo federale potrebbero essere chiuse.

3. Il Bitcoin schizza sopra i 15.000 dollari

Il Bitcoin schizza alle stelle, con il prezzo che supera il livello di 15.000 dollari solo 10 ore dopo aver superato i 14.000, nonostante i timori per una pericolosa bolla e i dubbi sul reale valore della criptovaluta.

La criptovaluta, scambiata 24 ore al giorno e sette giorni alla settimana, ha visto un’impennata al massimo di 15.245 dollari sulla piazza statunitense GDAX, il massimo dei suoi nove anni di storia. Si è poi attestato a 15.200 dollari, con un balzo del 7,8% sulla giornata.

Ci sono spesso differenze significative di prezzo sulle varie piazze di Bitcoin, ma la maggior parte mostrano la valuta al di sopra dei 14.000 dollari.

Il prezzo è stato spinto dalla notizia che CBOE Global lancerà il trading dei future della criptovaluta a partire dal 10 dicembre dopo aver ottenuto l’approvazione della Commodity Futures Trading Commission. CME Group (NASDAQ:CME) inizierà l’offerta dei contratti di future del Bitcoin il 18 dicembre.

Il Bitcoin, che ha iniziato il 2017 a circa 1.000 dollari è schizzato di quasi il 1.500% finora quest’anno.

4. Greggio su ma vicino al minimo di 3 settimane

Il prezzo del greggio sale, ma resta vicino al minimo di tre settimane della seduta precedente dopo l’impennata delle scorte di carburante USA che indica che la domanda potrebbe rallentare, mentre la produzione di greggio USA ha toccato un nuovo record settimanale.

I future del greggio West Texas Intermediate sono scambiati a 56,20 dollari al barile, su dello 0,4%, dopo il crollo del 2,9% della seduta precedente. Il prezzo ha toccato il minimo intraday di 55,82 dollari, il minimo dal 20 novembre.

Intanto, i future del Brent salgono dello 0,6% a 61,63 dollari al barile, dopo essere scesi a 61,13 dollari ieri, il minimo da metà novembre.

5. Prezzo dell’oro al minimo da metà agosto

Il prezzo dell’oro crolla al minimo di quattro mesi, gli investitori si allontanano dai beni rifugio nell’ottimismo per la riforma fiscale USA.

Sul Comex, i future dell’oro si attestano a 1.257,50 dollari l’oncia troy, in calo di 8,70 dollari, o dello 0,7%, rispetto alla chiusura di ieri. Precedentemente il prezzo ha toccato il minimo dall’8 agosto di 1.256,80 dollari.

Alcuni investitori ritengono inoltre che la spinta all’economia possa convincere la Federal Reserve ad alzare i tassi di interesse più velocemente.

Il metallo prezioso risente dell’andamento dei tassi di interesse USA, il cui aumento fa salire il costo degli investimenti senza rendimento come i lingotti.

Carige, apertura a +3% dopo conclusione aumento capitale

Investing.com - Inizia in forte crescita Banca Carige mentre il Ftse Mib apre in verde dopo le perdite di ieri.

Il titolo Banca Carige (MI:CRGI) guadagna oltre il 3% tentando il recupero dopo alcune sedute negative.

Si è concluso ieri l’aumento di capitale dell’istituto per il valore complessivo di 377 milioni di euro.

Carige ha anche ceduto un portafoglio di crediti ipotecari a Credito Fondiario per un totale di circa 1,2 miliardi di euro.

Inoltre, Carige ha ceduto l’80% di Creditis a Chenavari Investment Managers per una cifra intorno agli 80 milioni di euro.

Greggio su ma vicino al minimo di 3 settimane, timori per aumento produzione USA

Investing.com - Il prezzo del greggio sale negli scambi di questo giovedì, ma resta vicino al minimo di tre settimane della seduta precedente nei timori per l’aumento della produzione statunitense.

I future del greggio West Texas Intermediate (WTI) salgono di 17 centesimi, o dello 0,3%, a 56,13 dollari al barile alle 3:50 ET (08:50 GMT), dopo il crollo del 2,9% di ieri, l’aumento giornaliero maggiore di oltre due mesi. Il prezzo ha toccato il minimo intraday di 55,82 dollari, il minimo dal 20 novembre.

Intanto, i future del greggio Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, si attestano a 61,50 dollari al barile, su di 28 centesimi, o dello 0,5%, rispetto all’ultima chiusura. Il contratto ha visto un crollo del 2,6% nella seduta precedente dopo aver toccato il minimo dal 17 novembre.

Il prezzo del greggio ha registrato un crollo ieri dopo i dati della U.S. Energy Information Administration che hanno rivelato un’impennata delle scorte di carburante statunitensi mentre la produzione nazionale ha toccato un nuovo record settimanale.

Gli ultimi dati settimanali dell’EIA hanno mostrato che le scorte di benzina USA sono aumentate di 6,8 milioni di barili, molto più del previsto.

La produzione petrolifera USA è salita di 25.000 barili al giorno la scorsa settimana a 9,71 milioni di barili al giorno, avvicinandosi ai livelli dei principali produttori, Russia ed Arabia Saudita.

Nel report si legge inoltre che le scorte di greggio USA sono scese di 5,6 milioni di barili a 448,1 milioni, portando le scorte al di sotto dei livelli stagionali del 2015 e del 2016.

I timori che l’aumento della produzione statunitense possa minare gli sforzi compiuti dall’OPEC per ridurre le scorte in eccesso pesano sul sentimento, secondo i trader.

Il gruppo di produttori, insieme ad altri produttori non-OPEC guidati dalla Russia, la scorsa settimana ha infatti deciso di estendere gli attuali tagli alla produzione per altri nove mesi fino alla fine del 2018. L’accordo per tagliare la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno è stato siglato lo scorso inverno dall’OPEC, dalla Russia e da altri nove produttori. Il patto sarebbe dovuto scadere nel marzo 2018 ed era già stato prorogato.

Intanto, i future della benzina salgono di 0,3 centesimi, o dello 0,2%, a 1,670 dollari al gallone, mentre il combustibile da riscaldamento è in salita di 0,7 centesimi a 1,868 dollari al gallone.

I future del gas naturale crollano di 5,3 centesimi, o dell’1,8%, a 2,869 dollari per milione di BTU, con i trader in attesa dei dati settimanali sulle scorte previsti nel corso della giornata.

Dollaro al massimo di 2 settimane, sale la propensione al rischio

Investing.com - Il dollaro sale al massimo di due settimane contro il paniere delle altre principali valute questo giovedì, la propensione al rischio è migliorata nell’ottimismo per la riforma fiscale USA e tra i segnali di un rafforzamento del mercato del lavoro.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,12% a 93,63 alle 03:40 ET (08:40 GMT), il massimo dal 22 novembre.

Il dollaro guadagna terreno contro lo yen, con la coppia USD/JPY su dello 0,29% a 112,59, staccandosi dal minimo del giorno precedente di 112,37.

Il dollaro scende contro lo yen, tradizionale valuta rifugio, ieri quando il Presidente USA Donald Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, nonostante gli avvertimenti che potrebbe infiammare le tensioni in Medio Oriente.

Il dollaro resta supportato nelle speranze che il Congresso USA possa presto approvare la legge sulla riforma delle tasse che darà all’economia una spinta fiscale.

I Repubblicani al Senato hanno accettato di trattare con la Camera dei Rappresentanti per conciliare le due versioni sulla legge ieri, alimentando le speranze che i legislatori possano trovare un accordo sulla proposta di legge finale prima della scadenza da loro fissata del 22 dicembre.

I dati positivi di ieri sull’occupazione nel settore privato USA hanno contribuito a supportare il biglietto verde.

L’euro è stabile, con la coppia EUR/USD a 1,1795, poco più del minimo di due settimane di 1,1779 toccato nella notte.

La sterlina è vicina al minimo di una settimana, con il cambio GBP/USD giù dello 0,13% a 1,3379 nei timori che l’accordo sulla Brexit possa non venire raggiunto prima del summit dell’Unione Europea della prossima settimana.

Il dollaro australiano è debole, con il cambio AUD/USD giù dello 0,5% a 0,7524.

Il dollaro neozelandese segue al ribasso il cugino australiano, con la coppia NZD/USD in calo dello 0,61% a 0,6840 nonostante i dati nella notte che hanno mostrato che i prezzi delle case nazionali sono schizzati del 6,4% a novembre.

Borse europee al rialzo, riflettori sulla riforma fiscale USA

Investing.com - Apertura positiva dei mercati azionari europei questo giovedì, gli investitori continuano a tenere d’occhio gli sviluppi sulla riforma fiscale USA.

L’indice EURO STOXX 50 sale dello 0,28%, il francese CAC 40 è in salita dello 0,21% ed il tedesco DAX 30 va su dello 0,27% alle 03:30 ET (07:30 GMT).

Il sentimento è migliorato quando i Repubblicani al Senato USA hanno deciso di trattare con la Camera dei Rappresentanti sulla riforma fiscale ieri, segnale che i legislatori potrebbero trovare un accordo sulla legge finale prima della scadenza da loro fissata il 22 dicembre.

Tuttavia, gli investitori sono ancora cauti in un clima di tensioni geopolitiche dopo che il Presidente Donald Trump ha deciso di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di spostare lì l’ambasciata USA.

I titoli del settore finanziario sono al rialzo, con le francesi Societe Generale (PA:SOGN) e BNP Paribas (PA:BNPP) su dello 0,27% e dell’1,10%, mentre in Germania Deutsche Bank (DE:DBKGn) e Commerzbank (DE:CBKG) salgono dello 0,35% e dello 0,99%.

Tra le banche periferiche, in Italia Intesa Sanpaolo (MI:ISP) ed Unicredit (MI:CRDI) salgono dello 0,22% e dello 0,71%, mentre in Spagna BBVA (MC:BBVA) va su dello 0,20%.

Intanto, Bayerische Motoren Werke AG (DE:BMWG) scende dello 0,17% dopo che la casa automobilistica tedesca è stata censurata dal comitato di controllo pubblicitario britannico per aver pubblicizzato una macchina elettrica con un motore a benzina “pulito” e a “zero emissioni”.

Al ribasso anche Carrefour (PA:CARR), con un crollo del 2,72%. Il nuovo amministratore delegato del distributore francese Alexandre Bompard ha rivelato a inizio settimana di essersi alleato con il suo ex datore di lavoro Fnac Darty per una partnership di acquisti.

A Londra, il FTSE 100 sale dello 0,12%, grazie a Sky Plc (LON:SKYB), che schizza del 2,35% dopo che il garante per la concorrenza britannico ha rinviato di un mese la sua decisione provvisoria sul proposto accordo da 11,7 miliardi di sterline della 21st Century Fox per avere il controllo totale della compagnia britannica.

Al ribasso i titoli del comparto finanziario, con Royal Bank of Scotland (LON:RBS) giù dello 0,31% e Lloyds Banking (LON:LLOY) in calo dello 0,43%, mentre Barclays (LON:BARC) sale dello 0,03% e HSBC Holdings (LON:HSBA) va su dello 0,28%.

Al ribasso i titoli minerari sull’indice legato alle materie prime. Anglo American (LON:AAL) scende dello 0,63% e Glencore (LON:GLEN) in calo dello 0,70%, mentre Rio Tinto (LON:RIO) crolla dell’1,59%.

Negativa anche Glaxosmithkline (LON:GSK), che crolla dell’1,01%. Il garante dei consumatori australiano all’inizio della settimana ha reso noto che farà causa alle filiali australiane di GlaxoSmithKline e Novartis per presunta falsa o ingannevole pubblicità dei loro gel antidolorifici.

Negli Stati Uniti, i mercati azionari passano da stabili a positivi. I future Dow Jones Industrial Average salgono dello 0,02%, i future S&P 500 sono in salita dello 0,10%, mentre i future Nasdaq 100 vanno su dello 0,23%.

Oro al minimo di 4 mesi, ottimismo per la riforma fiscale USA

Investing.com - Il prezzo dell’oro scende al minimo di quattro mesi negli scambi di questo giovedì mattina, l’ottimismo per i progressi compiuti dai legislatori USA sulla legge fiscale continua ad aumentare mentre si ridimensionano i timori per la possibilità di un blocco delle attività amministrative.

Sul Comex, i future dell’oro si attestano a 1.260,80 dollari l’oncia troy alle 3:05 ET (08:05 GMT), in calo di 5,50 dollari, o dello 0,4%, rispetto alla chiusura di ieri. Precedentemente il prezzo ha toccato il minimo dall’8 agosto di 1.258,10 dollari.

Il metallo prezioso ha segnato un lieve rialzo dello 0,1% ieri con gli investitori che continuano a monitorare i progressi dei legislatori statunitensi per l’approvazione della proposta di legge sulla riforma del sistema fiscale americano.

Ieri il Senato USA ha votato per avere una commissione di conferenza con la Camera e negoziare un piano per riformare il sistema fiscale, tra le indicazioni che i legislatori possano appianare le divergenze e trovarsi d’accordo su una proposta di legge finale prima della scadenza da loro fissata il 22 dicembre.

Alcuni investitori ritengono inoltre che la spinta all’economia possa convincere la Federal Reserve ad alzare i tassi di interesse più velocemente.

Intanto, i timori per un possibile blocco delle attività amministrative USA si sono ridotti dopo la proposta di legge approvata alla Camera dei Rappresentanti ieri sera per estendere gli attuali fondi federali fino al 22 dicembre, con la Camera che dovrebbe accettare la proposta quest’oggi.

Il Congresso si trova davanti alla scadenza di domani a mezzanotte per approvare una nuova legge sulle spese. Se non si dovesse raggiungere un accordo sui termini, parti del governo federale potrebbero essere chiuse.

Il dollaro è stabile con gli investitori che assimilano le notizie da Capitol Hill. L’indice del dollaro, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale al massimo di oltre due settimane.

Oltre che sulla politica, l’attenzione degli investitori è rivolta ai dati economici statunitensi previsti nel corso della seduta per avere maggiori indicazioni sull’andamento della politica monetaria nei prossimi mesi.

I riflettori quest’oggi saranno puntati sul report settimanale sulle richieste di sussidio di disoccupazione alle 8:30 ET (13:30 GMT).

Gli investitori seguiranno inoltre con attenzione il report sull’occupazione non agricola USA di domani, che sarà l’ultimo prima del vertice di politica monetaria della Federal Reserve, in agenda la settimana prossima.

La banca centrale dovrebbe alzare i tassi di interesse dopo il vertice del 13 dicembre. Tuttavia, i mercati sembrano dubitare della capacità della banca centrale di alzare i tassi quanto vorrebbe il prossimo anno, per via dei timori per le prospettive deboli sull’inflazione.

Intanto, i future dell’argento scendono di 4,5 centesimi, o dello 0,3%, a 15,91 dollari l’oncia troy, il minimo da metà luglio.

Intanto, i future del rame restano vicini al minimo di oltre due mesi toccato a inizio settimana, nei timori per la domanda da parte della Cina, il principale consumatore.

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