I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Giovedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Agosto sono scambiati a 65,64 dollari americani per barile, valore che sale di 0,11% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 63,59 dollari e la resistenza a 66,36 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,15% per essere scambiato a 94,92 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Agosto, é salito di 0,31% per essere scambiato a 74,51 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 8,87 dollari per barile.

La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano mercoledì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1577, giù di 0,10% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1530, il piú basso di martedì, e resistenza a 1,1853, la piú alta di giovedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,13% per toccare 0,8785 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,16% per toccare 127,77.

I futures del Greggio in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Agosto sono scambiati a 65,57 dollari americani per barile, valore che sale di 1,03% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 63,59 dollari e la resistenza a 67,09 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,12% per essere scambiato a 94,76 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Agosto, é sceso di 0,85% per essere scambiato a 74,44 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 8,87 dollari per barile.

I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.271,30 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,57% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.269,90 dollari e la resistenza a 1.297,40 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,10% per essere scambiato a 94,74 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Luglio, é sceso di 0,23% per essere scambiato a 16,285 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Luglio, é salito di 0,16% per essere scambiato a 3,042 dollari per libbra.

I futures del Gas Naturale in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Luglio sono scambiati a 2,960 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che sale di 2,07% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,887 dollari e la resistenza a 3,053 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,06% per essere scambiato a 94,71 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Agosto, é salito di 1,65% per essere scambiato a 65,97 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Luglio, é sceso di 0,37% per essere scambiato a 2,1139 dollari per gallone.

Bancari risalgono su linea più morbida della Bce su Npl. Bpm a +2%

Investing.com - Giornata positiva per le borse mondiali con i principali indici che ritracciano dopo le pesanti perdite dei giorni scorsi dovuti alla “guerra dei dazi” tra Usa e Cina. L’indice Ftse Mib guadagna lo 0,73% a metà seduta dopo aver toccato un +1%.

In forte recupero i titoli bancari, con il FTSE Italia All Share Banks che sovraperforma il principale indice di Milano con una crescita superiore al 2%.

Secondo quanto scrive la Reuters, la vigilanza della Banca centrale europea starebbe cercando una strategia più accomodante per spingere gli istituti della zona euro ad affrontare la questione degli Npl, affrontando così le forti critiche e opposizioni della soluzione precedente.

“Devono trovare un equilibrio tra un approccio basato sul calendario e un approccio caso per caso”, spiegano le fonti dell’agenzia, aggiungendo che “una decisione è probabile quest’estate”.

La conferma di novità nel corso del 2018 è arrivata dalla responsabile della supervisione della Bce, Daniele Nouy, nel corso di un dibattito al Parlamento Europeo. “Per ciò che riguarda la gestione dello stock di Npl stiamo ancora sviluppando la nostra politica ma prevedo di essere in grado di parlarne con voi più in dettaglio quest’anno”, ha affermato Nouy.

Nel frattempo, sono stati diffusi dall’Abi i dati sui crediti in sofferenza delle banche italiane che hanno registrato il dato più basso dall’aprile 2012. Il ribasso mensile degli Npl è arrivato al 41% negli ultimi 16 mesi, afferma il rapporto dell’Associazione Bancaria Italiana.

Secondo il Vice Dg dell’Abi Gianfranco Torriero c’è stato un “riassorbimento dello stock di sofferenze nette non solo nei numeri assoluti ma anche in termini di incidenza sugli impieghi”, con il prosieguo della “positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere”.

A Piazza Affari, intanto, tra i migliori troviamo doBank (MI:DOB) con una crescita del 7,16%, dopo il rialzo del rating a "buy" da parte di Banca Akros e la conferma arrivata ieri da parte dell’Ad Andrea Mangoni circa la partecipazione dell’istituto al processo di cessione di Npl avviato da Banco Bpm (MI:BAMI).

Proprio Banco Bpm (MI:BAMI), oggi in crescita del 2,53%, ha deliberato ieri la cessione a Christofferson Robb & Company di una quota fino al 95% dei titoli mezzanine e dei titoli junior emessi nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione di sofferenze (Project Exodus).

L’operazione permetterà all’istituto di procedere con il deconsolidamento delle sofferenze oggetto della cartolarizzazione, pari a 5,1 miliardi di euro nominali alla data di cut-off prima della fine del semestre in corso, a un prezzo complessivo pari al 34,3%. Il valore rappresenta il livello più alto mai realizzato sul mercato italiano per questa tipologia di operazioni.

A seguire restano ben impostate Ubi Banca (MI:UBI), Unicredit (MI:CRDI), Mediobanca (MI:MDBI) e Banca Carige (MI:CRGI), tutte sopra il +2%, mentre seguono Intesa Sanpaolo (MI:ISP) e Bper Banca (MI:EMII) e Finecobank (MI:FBK) in crescita superiore all’1%. Torna positiva Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS) mentre resta debole Creval (MI:PCVI).

Prezzo del greggio in salita in vista dei dati sulle scorte USA

Investing.com - Il prezzo del greggio sale questo mercoledì, gli investitori attendono i nuovi dati settimanali sulle scorte commerciali di greggio statunitensi per valutare la forza della domanda del principale consumatore mondiale di oro nero e quanto velocemente i livelli di produzione continueranno ad aumentare.

La U.S. Energy Information Administration rilascerà il report settimanale ufficiale sulle scorte relativo alla settimana terminata il 15 giugno oggi alle 10:30 ET (14:30 GMT), nelle aspettative di un calo di 2,1 milioni di barili.

Gli analisti prevedono inoltre un aumento di 188.000 barili delle scorte di benzina, mentre le scorte di prodotti raffinati dovrebbero diminuire di 164.000 barili.

I dati forniranno inoltre nuove indicazioni su quanto velocemente continueranno a salire i livelli della produzione della nazione. La produzione USA (grazie all’estrazione da scisto) si attesta al massimo storico di 10,9 milioni di barili al giorno.

Alla chiusura dei mercati ieri, l’American Petroleum Institute ha dichiarato che le scorte di greggio statunitensi sono scese di 3,0 milioni di barili la scorsa settimana.

Dal report API è emerso inoltre un aumento di 2,1 milioni di barili delle scorte di benzina, mentre le scorte di prodotti raffinati sono salite di 750.000 barili.

Ci sono spesso grosse differenze tra le stime API ed i dati ufficiali dell’EIA.

Il greggio USA di riferimento, il West Texas Intermediate, con consegna ad agosto, sale di 51 centesimi, o dello 0,8%, a 65,41 dollari al barile sul New York Mercantile Exchange alle 4:15 ET (08:15 GMT).

Intanto, il greggio Brent con consegna ad agosto, il riferimento globale, è in salita di 51 centesimi, o dello 0,7%, a 75,59 dollari al barile sull’ICE Futures Europe Exchange.

I trader del greggio continuano a valutare i possibili esiti del vertice dei principali produttori di questa settimana.

I ministri del petrolio dell’OPEC, della Russia e di altri principali paesi produttori si incontreranno a Vienna giovedì e venerdì per rivedere l’attuale accordo sulla produzione che ha visto l’eliminazione di 1,8 milioni di barili al giorno dal mercato negli ultimi 18 mesi.

La Russia sta insistendo per riportare un milione di barili al giorno sul mercato piuttosto velocemente. Tuttavia, l’Arabia Saudita vorrebbe provare con una quantità inferiore, per impedire al prezzo di scendere troppo, secondo gli esperti.

Ma non tutti i membri dell’OPEC sono d’accordo. Iran, Venezuela ed Iraq hanno reso noto che secondo loro l’attuale accordo sulla produzione dovrebbe restare invariato.

Dollaro in salita, tregua nelle tensioni commerciali

Investing.com - Il dollaro sale contro il paniere delle valute negli scambi sottotono di questo mercoledì, mentre sembra esserci una tregua nel conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,13% a 94,78 alle 02:47 (06:47 GMT), restando al di sotto del massimo di undici mesi di venerdì di 95,13.

I timori per le tensioni commerciali sono aumentati ieri quando Pechino ha avvertito che risponderà a tono alla minaccia del Presidente USA Donald Trump di imporre dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

Le mosse hanno ingigantito le preoccupazioni degli investitori che le due principali economie mondiali possano scatenare una vera e propria guerra commerciale.

A tenere gli investitori col fiato sospeso anche l’incertezza per il futuro dell’Accordo nordamericano sul libero scambio ed i timori per i dazi che il governo Trump ha imposto ai partner commerciali europei.

Il dollaro sale contro lo yen, con la coppia USD/JPY in salita a 110,12, allontanandosi dal minimo di oltre una settimana di ieri di 109,54.

La valuta nipponica viene spesso scelta come valuta rifugio dagli investitori nei periodi di turbolenza sui mercati e di tensioni geopolitiche.

Il franco svizzero, altra tradizionale valuta rifugio, è in lieve calo contro la moneta statunitense, con la coppia USD/CHF in salita a 0,9956.

L’euro segna una leggera flessione, con il cambio EUR/USD giù dello 0,11% a 1,1578 dopo che ieri il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha ribadito che la politica monetaria rimarrà costante, prudente e paziente sulla scia della posizione cauta della banca in merito ai tassi di interesse la scorsa settimana.

Intanto, il dollaro australiano legato al rischio è in ripresa, con il cambio AUD/USD su dello 0,27% a 0,7399 dopo aver raggiunto il minimo di 13 mesi di 0,7369 nella notte.

I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Mercoledì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Agosto sono scambiati a 65,08 dollari americani per barile, valore che sale di 0,93% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 63,59 dollari e la resistenza a 67,09 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,07% per essere scambiato a 94,72 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Agosto, é salito di 0,29% per essere scambiato a 75,30 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 10,22 dollari per barile.

I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Martedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.277,80 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,18% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.272,60 dollari e la resistenza a 1.307,70 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,32% per essere scambiato a 94,71 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Luglio, é sceso di 0,70% per essere scambiato a 16,325 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Luglio, é sceso di 1,95% per essere scambiato a 3,046 dollari per libbra.

I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Martedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Luglio sono scambiati a 2,897 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 1,83% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,888 dollari e la resistenza a 3,053 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,30% per essere scambiato a 94,69 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Agosto, é sceso di 1,63% per essere scambiato a 64,62 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Luglio, é sceso di 0,40% per essere scambiato a 2,1230 dollari per gallone.

Cripto in salita, UBS elogia le blockchain

Investing.com - Le criptovalute rimbalzano questo martedì, con il Bitcoin che sale al massimo di una settimana, mentre il capo di UBS Sergio Ermotti elogia la tecnologia blockchain.

Il Bitcoin si attesta a 6.738 dollari, con un’impennata del 4,48% alle 8:22 ET (12:22 GMT) sul Bitfinex.

Ermotti, Amministratore Delegato della banca elvetica ieri ha riferito alla CNBC che le blockchain potrebbero contribuire a tagliare i costi delle aziende e che dovrebbero essere adottate.

“La gratuità delle risorse per diventare più efficienti si raggiungerà tramite la tecnologia e la blockchain è un modo grandioso per consentirci di … ridurre i costi”, ha dichiarato.

Sebbene l’azienda stia lavorando con IBM (NYSE:IBM) per testare una piattaforma finanziaria di scambi globali utilizzando la tecnologia blockchain, la banca rimane scettica a proposito del Bitcoin e delle altre valute alternative, che si basano sulla stessa tecnologia.

In un documento dello scorso anno, la compagnia ha fatto una distinzione tra monete digitali e tecnologia blockchain, definendo le criptovalute una bolla speculativa.

Wall Street è divisa in merito all’adozione delle monete alternative: alcune aziende hanno colto al balzo l’opportunità di scambiare future Bitcoin e di altre cripto, mentre altri leader finanziari ne criticano l’aumento della popolarità.

In generale tutte le criptovalute sono al rialzo, con la capitalizzazione di mercato schizzata a 291 miliardi di dollari al momento della scrittura dai 275 miliardi di ieri.

L’Ethereum segna un’impennata dell’8,39% a 538,26 dollari sul Bitfinex. Il Ripple, la terza principale valuta virtuale, schizza del 6,93% a 0,55008 dollari, mentre il Litecoin si attesta a 99,441 dollari, con un balzo del 5,81%.

Le monete digitali sono in difficoltà nelle ultime settimane, tra le accuse di manipolazione dei prezzi e il report della Banca dei Regolamenti Internazionali secondo cui le valute alternative non sono scalabili.

Le nuove costruzioni USA salgono a maggio

Investing.com - Le nuove costruzioni negli Stati Uniti sono aumentate a maggio, secondo i dati pubblicati questo martedì.

Le nuove costruzioni sono salite del 5,0% al dato annuo destagionalizzato di 1,350 milioni di unità il mese scorso, secondo il Dipartimento per il Commercio.

Gli economisti avevano previsto un incremento a 1,310 milioni di unità per il mese scorso.

Le concessioni edilizie sono scese del 4,6% al tasso di 1,301 milioni di unità a maggio.

Era stata prevista una riduzione a 1,350 milioni di unità per il mese scorso.

Apple, Intel, Amazon e Tesla giù nei pre-market, impennata di NeuroMetrix

Investing.com - Titoli azionari sotto i riflettori negli scambi pre-market di questo martedì:

Apple (AAPL) crolla dell’1,2% alle 8:26 ET (12:26 GMT) nell’ambito di un selloff generale scatenato dai timori per l’aumento delle tensioni commerciali, malgrado la notizia del New York Times secondo cui il Presidente USA Donald Trump avrebbe riferito all’amministratore delegato Tim Cook che non applicherà dazi sugli iPhone costruiti in Cina. Intanto, si dice che Apple avrebbe intenzione di scegliere schermi LCD più economici per la sua nuova linea di iPhone che sarà lanciata a settembre.

Il titolo di Intel (INTC) registra un tonfo dell’1,45% sebbene gli analisti abbiano riferito a Reuters che il principale produttore mondiale per utili di chip potrebbe evitare i dazi di Trump spostando la produzione nelle varie strutture.

Amazon.com (AMZN) segna un crollo dell’1,0% dopo che Forbes ha riportato che il fondatore nonché Amministratore Delegato Jess Bezos è la persona più ricca del mondo, con un record di 141 miliardi di dollari.

Tesla (TSLA) crolla dell’1,16%: secondo la CNBC, l’Amministratore Delegato Elon Musk avrebbe inviato una email allo staff circa “il vasto e dannoso sabotaggio” da parte degli impiegati della compagnia.

Il titolo di Red Hat (RHT) vede un crollo dell’1,6% con Raymond James che ha abbassato il rating da “outperform” a “market perform”.

Colgate-Palmolive (CL) scende dello 0,4% nonostante l’azienda abbia autorizzato il riacquisto di 5 miliardi di dollari di azioni, rimpiazzando il programma di riacquisto del 2015 per la stessa cifra.

Alcoa (AA) segna un tonfo dell’1,7% dopo aver annunciato che effettuerà un pagamento di 62,4 milioni di dollari in base ad un accordo per la fornitura elettrica per la fonderia di Wenatchee, Washington, e che chiuderà permanentemente una delle quattro potline della struttura ridimensionata. La compagnia ha dichiarato che registrerà una stima di 73 milioni di dollari (al lordo e al netto delle tasse), o di 0,39 dollari ad azione, nel secondo trimestre del 2018.

Tellurian (TELL) cola a picco con -11,76% dopo aver annunciato di aver pianificato un’offerta pubblica di 12 milioni di azioni ordinarie e che utilizzerà i proventi “per scopi generali dell’azienda, compresi lo sviluppo di oleodotti e capitale lavorativo”.

NeuroMetrix (NURO) va alle stelle con ben +44,6% dopo aver annunciato di aver ricevuto un pagamento di 3,8 milioni di dollari per aver raggiunto la prima pietra miliare nello sviluppo grazie alla collaborazione strategica con GSK Consumer Healthcare.

Giù il prezzo del greggio, riflettori su OPEC e attriti commerciali USA-Cina

Investing.com - Il prezzo del greggio scende questo martedì, gli investitori del settore energetico valutano i potenziali esiti del vertice dei principali produttori petroliferi di questa settimana, tenendo d’occhio gli ultimi sviluppi del conflitto commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina.

Il greggio Brent con consegna ad agosto, il riferimento globale, scende di 59 centesimi, o dello 0,8%, a 74,75 dollari al barile sull’ICE Futures Europe Exchange alle 4:10 ET (08:10 GMT).

Intanto, il riferimento USA, il greggio West Texas Intermediate con consegna ad agosto, va giù di 53 centesimi, o dello 0,8%, a 65,16 dollari al barile sul New York Mercantile Exchange.

Il prezzo del greggio ha chiuso al rialzo ieri, recuperando le perdite registrate sulla scia della notizia che l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC) e la Russia starebbero discutendo di un aumento minore del previsto della produzione.

Secondo fonti informate dei fatti, l’OPEC proporrà un aumento della produzione di greggio compreso tra i 300.000 e i 600.000 barili al giorno in occasione del vertice di questa settimana, nel tentativo di trovare un compromesso tra la richiesta della Russia di alzare la produzione e l’insistenza dell’Iran di lasciarla invariata.

Il mese scorso, si diceva che l’OPEC e la Russia avrebbero alzato la produzione di un milione di barili al giorno a giugno.

I ministri del petrolio dell’OPEC, della Russia e di altri principali paesi produttori si incontreranno a Vienna giovedì e venerdì per rivedere l’attuale accordo sulla produzione che ha visto l’eliminazione di 1,8 milioni di barili al giorno dal mercato negli ultimi 18 mesi.

Nel frattempo, il Presidente USA Donald Trump ha minacciato di applicare dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di beni cinesi e la risposta di Pechino non si è fatta attendere, mentre il conflitto commerciale tra le due potenze mondiali sta rapidamente peggiorando.

La notizia ha pesato sui mercati azionari globali e sulla richiesta di asset legati al rischio.

Dollaro al minimo di una settimana contro lo yen, timori per il commercio

Investing.com - Il dollaro scende al minimo di una settimana contro lo yen, tradizionale valuta rifugio, questo martedì, mentre le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina pesano sul sentimento dei mercati.

Il cambio USD/JPY scende dello 0,86% a 109,60 alle 03:06 ET (07:06 GMT), il minimo dall’11 giugno.

Lo yen si è rafforzato quando la Cina ha annunciato la propria risposta alla decisione del Presidente USA Donald Trump di applicare dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

Le mosse hanno ingigantito le preoccupazioni degli investitori che le due principali economie mondiali possano scatenare una vera e propria guerra commerciale. La valuta nipponica viene spesso scelta dagli investitori nei periodi di turbolenza sui mercati e di tensioni geopolitiche.

A tenere gli investitori col fiato sospeso anche l’incertezza per il futuro dell’Accordo nordamericano sul libero scambio ed i timori per i dazi che il governo Trump ha imposto ai partner commerciali europei.

L’euro scende al minimo di tre settimane contro uno yen più forte, con la coppia EUR/JPY che crolla dell’1,06% a 127,12.

La moneta unica è in calo anche contro il dollaro, con il cambio EUR/USD giù dello 0,38% a 1,1578, mentre l’attenzione degli investitori si sposta sui tre giorni del forum bancario della Banca Centrale Europea a Sintra, in Portogallo.

Il Presidente della BCE Mario Draghi, il Capo Economista Peter Praet ed altri parleranno al forum nel corso della giornata.

La sterlina scende contro il dollaro, con il cambio GBP/USD giù dello 0,32% a 1,3203.

Intanto, il dollaro australiano e quello canadese crollano ai minimi di un anno nelle tensioni commerciali. Il cambio AUD/USD scende dello 0,77% a 0,7365, mentre la coppia USD/CAD sale dello 0,32% a 1,3243.

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Martedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.286,10 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,47% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.274,00 dollari e la resistenza a 1.307,70 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,20% per essere scambiato a 94,22 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Luglio, é salito di 0,49% per essere scambiato a 16,520 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Luglio, é sceso di 0,64% per essere scambiato a 3,106 dollari per libbra.

La coppia EUR/USD su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano lunedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1623, su di 0,11% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1543, il piú basso di venerdì, e resistenza a 1,1853, la piú alta di giovedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,39% per toccare 0,8774 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,05% per toccare 128,50.

I futures del Greggio in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Lunedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Agosto sono scambiati a 65,66 dollari americani per barile, valore che sale di 1,25% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 63,41 dollari e la resistenza a 67,16 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,08% per essere scambiato a 94,52 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Agosto, é salito di 2,55% per essere scambiato a 75,31 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 9,65 dollari per barile.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo lunedì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo lunedì 18 giugno:

1. Tensioni USA-Cina al centro della scena

L’inasprimento degli attriti commerciali terrà gli investitori sulle spine, dopo che sia gli Stati Uniti che la Cina hanno annunciato dei dazi la scorsa settimana, alimentando le tensioni tra le due principali economie mondiali.

Il governo Trump venerdì ha annunciato che applicherà dazi del 25% su una lista di 818 articoli di beni cinesi per un valore pari a circa 34 miliardi di dollari a partire dal 6 luglio. Le misure relative ad altri 284 articoli per un valore di 16 miliardi di dollari saranno soggette a revisione prima di entrare in vigore.

In risposta, la Cina ha deciso di applicare dazi del 25% su prodotti USA, come soia, greggio e veicoli elettrici, per un valore di 34 miliardi di dollari a partire dal 6 luglio. Un altro elenco di importazioni USA per un valore di 16 miliardi di dollari verrà revisionato prima di essere applicato.

Washington e Pechino sembrano sempre più vicini ad un aperto conflitto commerciale dopo diversi tentativi di negoziati che non sono riusciti a risolvere le lamentele USA sulle politiche industriali cinesi, la mancanza di accesso in Cina e 375 miliardi di dollari di deficit commerciale negli USA.

2. I future Dow scendono di oltre 100 punti

I future dei titoli azionari USA puntano a pesanti perdite in apertura, con i timori per una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina che tengono gli investitori col fiato sospeso.

Alle 5:45 ET (10:45 GMT), i future Dow blue-chip scendono di 145 punti, o dello 0,6%, avviandosi a segnare la quinta seduta in calo consecutiva.

Anche i future S&P 500 ed i future Nasdaq 100 indicano flessioni simili per i rispettivi indici in apertura.

Non sono previsti utili o dati economici di rilievo nel corso della giornata.

In Europa, nel frattempo, la maggior parte delle borse è al ribasso negli scambi di metà mattina, con molti settori in rosso.

I mercati asiatici hanno chiuso in calo, mentre le borse cinesi sono chiuse per festa.

3. Dollaro vicino al massimo di 11 mesi

Il dollaro rimane vicino al massimo di 11 mesi contro il paniere delle valute, supportato dalle diverse politiche monetarie negli Stati Uniti e in Europa, anche se i timori per una guerra commerciale tra USA e Cina limitano i guadagni.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale a 94,50, vicino al massimo di 11 mesi di venerdì di 95,13.

Il biglietto verde la scorsa settimana ha registrato la performance settimanale migliore di sette settimane, dopo che una Federal Reserve interventista ha indicato la possibilità di un inasprimento monetario più rapido quest’anno, mentre la Banca Centrale Europea è stata più cauta.

Sul mercato dei bond, il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni USA si attesta al 2,91%.

4. L’OPEC dovrebbe discutere di aumenti della produzione minori del previsto

I mercati del greggio valutano i possibili esiti del vertice dei principali produttori petroliferi che si riuniranno a Vienna questa settimana.

Secondo le ultime notizie, l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC) e la Russia discuteranno di un aumento della produzione petrolifera compreso tra i 300.000 e i 600.000 barili al giorno, un compromesso per superare la contrarietà dell’Iran.

Il mese scorso, si diceva che l’OPEC e la Russia avrebbero alzato la produzione di un milione di barili al giorno a giugno.

Il prezzo è salito dopo questa notizia. Il greggio Brent, il riferimento globale, sale di 62 centesimi, o dello 0,8%, a 74,05 dollari al barile, dopo aver toccato il minimo della seduta di 72,46 dollari, il minimo dal 2 maggio.

Intanto, il greggio USA West Texas Intermediate scende di 29 centesimi, o dello 0,5% a 64,56 dollari, in ripresa dal minimo intraday di 63,41 dollari, un livello che non si registrava dal 10 aprile.

5. Al via il forum delle banche centrali della BCE in Portogallo

Il quinto “Forum on Central Banking” annuale della Banca Centrale Europea (BCE) si terrà a Sintra, in Portogallo, da questo lunedì a mercoledì.

Il forum sarà centrato su prezzo e salari nelle economie sviluppate.

Nei tre giorni di discussioni circa 150 tra governatori di banche centrali, accademici, giornalisti finanziari e rappresentati dei mercati finanziari si scambieranno opinioni sulle attuali problematiche e tratteranno l’argomento chiave con una prospettiva a lungo termine.

I riflettori saranno accesi sugli interventi di mercoledì del Presidente della BCE Mario Draghi, del Presidente della Federal Reserve Jerome Powell e del Governatore della Banca del Giappone (BoJ) Haruhiko Kuroda.

Greggio al minimo di 2 mesi, i trader aspettano il summit dell’OPEC

Investing.com - Il prezzo del greggio crolla questo lunedì, a causa delle aspettative che l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC) e i suoi alleati possano decidere di aumentare la produzione durante il vertice di questa settimana.

Sui prezzi pesa anche la notizia che la Cina ha minacciato di applicare dazi sulle importazioni di greggio americano, mentre si inaspriscono gli attriti commerciali con Washington.

Il greggio Brent con consegna ad agosto, il riferimento globale, scende di 44 centesimi, o dello 0,6%, a 73,00 dollari al barile sull’ICE Futures Europe Exchange alle 3:50 ET (07:50 GMT), attestandosi al minimo dal 2 maggio.

Intanto, il riferimento USA, il greggio West Texas Intermediate con consegna ad agosto, crolla di 1,04 dollari, o dell’1,6%, a 63,83 dollari al barile sul New York Mercantile Exchange, vicino a livelli registrati l’ultima volta il 10 aprile.

I prezzi del greggio hanno chiuso al ribasso la scorsa settimana, con i trader che si preparano ad un aumento delle scorte globali.

I ministri del petrolio dell’OPEC, della Russia e di altri principali paesi produttori si incontreranno a Vienna giovedì e venerdì per rivedere l’attuale accordo sulla produzione che ha visto l’eliminazione di 1,8 milioni di barili al giorno dal mercato negli ultimi 18 mesi.

La Russia sta insistendo per riportare un milione di barili al giorno sul mercato piuttosto velocemente. Tuttavia, l’Arabia Saudita vorrebbe provare con una quantità inferiore, per impedire al prezzo di scendere troppo, secondo gli esperti.

Tuttavia, non tutti i membri dell’OPEC sono d’accordo. Iran, Venezuela ed Iraq hanno reso noto che secondo loro l’attuale accordo sulla produzione dovrebbe restare invariato.

Intanto, venerdì la Cina ha annunciato che introdurrà dei dazi sui prodotti di esportazione americani, compreso il greggio, in risposta alle misure adottate dagli Stati Uniti.

E questo significa che il principale importatore mondiale di greggio potrebbe non scegliere i prodotti statunitensi proprio quando le esportazioni di greggio in Asia stanno aumentando.

Dollaro in salita, i timori commerciali supportano lo yen

Investing.com - Il dollaro sale contro il paniere delle valute questo lunedì, spinto dalle diverse politiche monetarie adottate da Stati Uniti ed Europa, mentre lo yen rimane supportato con la richiesta di valuta rifugio incoraggiata dalle tensioni commerciali.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,26% a 94,69 alle 03:30 (07:30 GMT), restando al di sotto del massimo di undici mesi di venerdì di 95,13.

L’indice è rimbalzato dell’1,33% la scorsa settimana, la performance settimanale migliore di sette settimane, dopo che una Federal Reserve interventista ha indicato la possibilità di un inasprimento monetario più rapido quest’anno, mentre la Banca Centrale Europea è stata più cauta.

L’euro scende contro il dollaro, con la coppia EUR/USD giù dello 0,37% a 1,1567 dopo il crollo dell’1,34% della settimana scorsa, seguito alla decisione della BCE di lasciare i tassi di interesse invariati almeno fino alla metà del prossimo anno.

Il biglietto verde è in lieve calo contro lo yen, con il cambio USD/JPY a 110,57, non lontano dal massimo di tre settimane di venerdì di 110,90.

I timori per le tensioni commerciali si sono riaccesi quando il Presidente USA Donald Trump ha annunciato dazi per 50 miliardi di dollari di importazioni cinesi venerdì, spingendo Pechino a rispondere a tono ed alimentando le preoccupazione per le prospettive della crescita globale.

Lo yen è stato spinto inoltre dalla notizia di un terremoto che ha colpito la città nipponica di Osaka.

Lo yen, tradizionale valuta rifugio, viene spesso scelto dagli investitori nei periodi di turbolenza sui mercati e di tensioni geopolitiche.

Intanto, le valute legate all’oro nero sono sotto pressione per via del calo del prezzo del greggio.

Il dollaro canadese è scambiato vicino al minimo di un anno di venerdì, con la coppia USD/CAD a 1,3186.

Stabile il dollaro australiano, con il cambio AUD/USD a 0,7439 dopo aver segnato il minimo di cinque settimane di 0,7426 nella notte, mentre il dollaro neozelandese scende, con la coppia NZD/USD in calo dello 0,13% a 0,6938.

La coppia EUR/JPY giù durante la sessione Asiatica

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto allo Yen Giapponese lunedì.

La coppia EUR/JPY é scambiata a 128,01, giù di 0,33% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 127,69, il piú basso di venerdì, e resistenza a 130,38, la piú alta di giovedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto al Dollaro Americano e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,22% per toccare 1,1584 e la coppia EUR/GBP che scende di 0,10% per toccare 0,8731.

La coppia USD/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese domenica.

La coppia USD/JPY é scambiata a 110,66, su di 0,001% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 109,90, il piú basso di giovedì, e resistenza a 110,92, la piú alta di venerdì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato su rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,13% per toccare 1,1595 e la coppia GBP/USD che scende di 0,02% per toccare 1,3275.

Le cinque cose da seguire sul calendario economico questa settimana

Investing.com - Questa settimana gli operatori dei mercati si concentreranno sugli aggiornamenti riguardanti le tensioni commerciali internazionali, dopo l’annuncio da parte dell’amministrazione Trump di nuovi dazi per 50 miliardi di dollari sulle importazioni cinesi, e la risposta di Pechino che minaccia di rispondere a dovere.

I mercati finanziari attenderanno anche il "Forum on Central Banking" della BCE che si terrà in Portogallo questa settimana, durante in quale interverranno i vertici delle banche centrali di Europa, Stati Uniti e Giappone.

Sempre restando in tema di banche centrali, si attende la decisione del tasso della Banca d’Inghilterra, che si prevede manterrà la politica invariata ma che potrebbe fornire indicazioni sul vertice di agosto, durante il quale i mercato danno al 50% la possibilità di un aumento dei tassi.

Gli operatori dei mercati si concentreranno anche sui dati preliminari riguardanti l’inflazione della zona euro, alla ricerca di indicazioni sulla riduzione dei programmi di acquisti in corso.

I mercati energetici si concentreranno sul vertice OPEC per capire se i principali produttori intendono aumentare la produzione.

In vista della prossima settimana, Investing.com ha compilato una lista dei cinque principali eventi che potrebbero influenzare i mercati.

1. Tensioni commerciali tra USA e Cina

Gli investitori restano con il fiato sospeso dopo l’annuncio di venerdì di Trump sull’applicazione di nuovi dazi per 50 miliardi di dollari sulle importazioni cinesi, che ha spinto Pechino a minacciare di applicare provvedimenti simili.

Trump ha elencato circa 800 bene importati dalla Cina ai quali saranno applicati dazi per il 25% a partire dal 6 luglio, automobili incluse: l’ultima mossa di un Presidente USA che oramai combatte con i suoi stessi alleati.

Il ministro per il Commercio cinese ha risposto che Pechino risponderà con dazi “della stessa entità” e che ogni accordo commerciale precedentemente stabilito con Trump sarà “annullato”. L’agenzia di stampa ufficiale cinese ha dichiarato che la Cina applicherà dazi del 25% su 659 prodotti statunitensi, tra cui a titolo di esempio, soia, auto e frutti di mare.

Trump ha dichiarato che gli USA applicheranno ulteriori dazi se la Cina dovesse reagire così.

Washington e Pechino sembrano sempre più vicini ad un aperto conflitto commerciale dopo diversi tentativi di negoziati che non sono riusciti a risolvere le lamentele USA sulle politiche industriali cinesi, la mancanza di accesso in Cina e 375 miliardi di dollari di deficit commerciale negli USA.

2. Forum delle banche centrali della BCE


Il quinto “Forum on Central Banking” della BCE si terrà questa settimana a Sintra, in Portogallo, da lunedì a mercoledì.

Il forum sarà centrato su prezzo e salari nelle economie sviluppate.

Nei tre giorni di discussioni circa 150 tra governatori di banche centrali, accademici, giornalisti finanziari e rappresentati dei mercati finanziari si scambieranno opinioni sulle attuali problematiche e tratteranno l’argomento chiave con una prospettiva a lungo termine.

I riflettori saranno accesi sugli interventi di mercoledì del Presidente della BCE Mario Draghi, del Presidente della Federal Reserve Jerome Powell e del Governatore della Banca del Giappone (BoJ) Haruhiko Kuroda.

Venerdì scorso la BoJ ha lasciato la politica invariata ed ha offerto una visione più debole dell’inflazione rispetto ad aprile, indicando che la banca non ha fretta di ritirare il massiccio programma di stimolo.

La BCE giovedì ha indicato che non alzerà i tassi prima dell’estate 2019. Le dichiarazioni inaspettatamente caute hanno raffreddato l’entusiasmo per il previsto ritiro del programma di stimolo entro la fine dell’anno.

Mercoledì, la Fed ha invece aumentato i tassi di interesse per la seconda volta nel corso dell’anno, ed ha indicato ben due ulteriori aumenti prima della fine dell’anno, contro le previsioni di un solo ulteriore aumento.

3. Decisione della Banca d’Inghilterra

La Banca d’Inghilterra rilascerà la decisione del tasso e secondo gran parte degli analisti, la banca lascerà la politica invariata; l’attenzione è rivolta sulle eventuali indicazioni per i futuri aumenti nel 2018.

È attesa una decisione alle 1200GMT (8:00AM ET) di giovedì, ma non ci saranno conferenza stampa; tuttavia, il Governatore della BoE Mark Carney terrà un discorso la stessa sera durante la cena annuale tra i banchieri di Mansion House a Londra.

Un sondaggio Reuters condotto questo mese tra gli economisti ha mostrato che si prevede un aumento dei tassi ad agosto, tuttavia si attendono segnali di conferma di ripresa dell’economia dopo il rallentamento registrato a inizio anno.

La BoE vuole essere certa che l’economia sia uscita dalla fase di quasi stagnazione registrata all’inizio dell’anno, prima di andare avanti con il secondo aumento dei tassi applicato dopo la crisi finanziaria globale.

I mercati finanziari danno al 50% la possibilità di un aumento dei tassi ad agosto, insieme al rilascio delle previsioni riviste.

4. Indice PMI flash per la zona euro

La zona euro pubblicherà i dati preliminari sull’attività manifatturiera e su quella del settore dei servizi alle 09:00GMT (4:00AM ET) di mercoledì, nelle aspettative di un modesto calo a 53,9, la lettura peggiore degli ultimi due anni.

Prima dei dati PMI della zona euro, Francia e Germania rilasceranno i loro report rispettivamente alle 07:00GMT e 07:30GMT.

5. Vertice OPEC

L’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC) si incontrerà presso la sede di Vienna insieme al paese non membro dell’OPEC, la Russia, questo giovedì e venerdì per discutere della politica di produzione.

Secondo gran parte degli analisti, il cartello petrolifero potrebbe decidere di intervenire sull’accordo che ha portato un calo della produzione di circa 1,8 milioni di barili al giorno negli ultimi 18 mesi.

La Russia starebbe spingendo per portare i tagli a un milione di barili al giorno. Tuttavia, l’Arabia Saudita preferirebbe effettuare un riduzione minore per evitare che i prezzi scendano troppo.

In ogni caso, non tutti i produttori OPEC sono d’accordo. Iran, Venezuela e Iraq hanno dichiarato che la situazione dei tagli dovrebbe rimanere inalterata.

I prezzi del petrolio sono crollati del 4% venerdì, in vista di un aumento della produzione globale.

Resta aggiornato su tutti gli eventi economici di questa settimana consultando il nostro calendario: http://it.investing.com/economic-calendar/

La coppia EUR/USD su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1610, su di 0,36% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1543, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1853, la piú alta di giovedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,19% per toccare 0,8740 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,35% per toccare 128,43.

Time Warner e NXP su nei pre-market, Ford, McDonald’s e Adobe al ribasso

Investing.com - Titoli azionari sotto i riflettori negli scambi pre-market di questo venerdì:

Il titolo di Time Warner (TWX) rimbalza dell’1,7% alle 8:04 ET (12:04 GMT) con AT&T (T) che ha chiuso l’acquisizione poco dopo che il Dipartimento per la Giustizia USA ha reso noto che non avrebbe chiesto una sospensione della sentenza del giudice permettendo all’accordo di procedere.

Ford (F) scende dello 0,1%: l’azienda ha reso noto che le vendite di veicoli in Cina sono crollate del 29% a maggio nonostante le misure adottate dalla casa automobilistica USA come la nomina di un nuovo direttore vendite e la disponibilità al lancio di nuovi prodotti.

McDonald’s (MCD) è in calo dello 0,5%: la compagnia è sotto i riflettori dopo aver annunciato che sostituirà le cannucce di plastica con cannucce di carta in tutti i ristoranti nel Regno Unito e in Irlanda a partire da settembre. Secondo la catena di fast-food, la decisione è stata presa in risposta al piano del governo britannico di vietare la plastica e sulla scia delle opinioni dei clienti.

Il titolo di Adobe Systems (ADBE) crolla del 2,6%, con i margini operativi del secondo trimestre fiscale che hanno deluso le aspettative nonostante i profitti più alti.

Jabil Circuit (JBL) rimbalza dell’1,6%, dopo aver riportato risultati del terzo trimestre fiscale migliori di tutte le previsioni.

Il titolo di NXP Semiconductors (NXP) schizza del 2,2% in seguito alla notizia del South China Morning Post secondo cui i regolatori cinesi avrebbero approvato l’acquisizione da parte di Incorporated Qualcomm (QCOM) per 44 miliardi di dollari.
Tuttavia, fonti di Reuters hanno smentito la notizia, affermando che non è ancora affare fatto.

Allegheny Technologies (ATI) registra un tonfo del 4,2% dopo che JP Morgan ha abbassato il rating a “underweight” da “neutral”.

Fitbit (FIT)) crolla del 2,3% dopo che sei ex ed attuali impiegati sono stati iscritti nel registro degli indagati per possesso di segreti commerciali rubati alla rivale Jawbone.

Banco Bpm e Ubi a -3% col settore bancario ancora in sofferenza

Investing.com - Tornano a soffrire i titoli bancari a Piazza Affari con l’indice di settore FTSE Italia All Share Banks che cede il 2,47% a metà mattinata, trascinando con così il Ftse Mib in calo dell’1%. Male anche l’indice finanziario europeo, lo STOXX Banks EUR Price, in calo del 2,35%. In calo lo spread che torna a quota 220 punti.

Le decisioni prese dalla Banca centrale europea avevano portato ad un recupero nella seduta di ieri, ma oggi sono tornate le vendite, sostenute anche dai dati sull’inflazione nell’eurozona, confermata all’1,9% dai dati diffusi stamattina da Eurostat.

L’inflazione, infatti, è uno dei criteri valutati dalla Bce nelle sue scelte monetarie e un proseguimento della crescita potrebbe accelerare la decisione di rialzo dei tassi di interessi, per ora ventilata non prima dell’estate 2019.

Tra i peggiori a Milano troviamo Ubi Banca (MI:UBI) e Banco Bpm (MI:BAMI) che perdono rispettivamente il 3,79% e il 3,86% a cui si aggiunge Banca Popolare di Sondrio (MI:BPSI) intorno al -3%.

Banco Bpm starebbe lavorando alla vendita dei crediti in sofferenza tramite il progetto Ace, comprensivo di 3,5 miliardi di euro in collaborazione con Deutsche Bank (DE:DBKGn) quale advisor finanziario. L’ad Giuseppe Castagna e tutto il board starebbero valutando se cedere portafogli di NPL o l’intera piattaforma di gestione sulla scia di quanto fatto da Intesa con Intrum Iustitia.

Ieri Ubi Banca aveva visto la riduzione sul titolo da parte dell’istituto Banca Imi che aveva ridotto ad add la sua posizione rispetto al precedente “buy”. Confermato il prezzo obiettivo a 3,9 euro. “Ubi presenta una valutazione bassa”, spiegano da Banca Imi, i cui analisti sottolineano la necessità di tempi abbastanza lunghi per vedere il titolo avvicinare il prezzo obiettivo indicato viste anche le incertezze sulla politica italiana.

I due istituti erano stati al centro dell’attenzione del report pubblicato da Bank of America-Merrill Lynch intitolato “Bye Bye euro? Downgrading the banks”, diffuso nei giorni scorsi. La banca americana aveva ridotto da neutral e underperform il titolo Banco Bpm e ridotto sensibilmente il prezzo obiettivo a 2,2 euro rispetto ai precedenti 3,5. Stesso trattamento per Ubi Banca che ha visto la riduzione del target price a 2,9 (dai 4,5) e passata a underperform la valutazione sul titolo.

Tra gli altri bancari, Mediobanca (MI:MDBI), Unicredit (MI:CRDI), Intesa Sanpaolo (MI:ISP), Creval (MI:PCVI) e Unipol (MI:UNPI) scendono del 2%, mentre in flessione intorno all’1% restano FinecoBank, Banca Mediolanum (MI:BMED), doBank (MI:DOB), Unipol, Banca Generali (MI:GASI) e Carige. Positiva, invece, Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS).

Rimbalzo dell’euro, dollaro in calo nei timori commerciali

Investing.com - L’euro tenta un’impennata per riprendersi dalla settimana peggiore in 19 mesi, con il dollaro in calo in un clima di apprensione per il commercio.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,19% a 94,75 alle 5:53 ET (9:53 GMT).

Il Presidente USA Donald Trump ha annunciato che applicherà dazi su 50 miliardi di dollari di prodotti cinesi, che saranno rivelati nel corso della giornata. Non è ancora chiaro quali saranno i beni interessati e quando entreranno in vigore i dazi.

Le due principali economie al mondo sono impegnate in un botta e risposta sui dazi commerciali globali da alcuni mesi, nel tentativo di riconciliare le differenze sulla questione.

L’euro sale ma resta sotto pressione dopo che la Banca Centrale Europea ieri ha reso noto che i tassi di interesse resteranno invariati almeno per tutta l’estate del 2019. La BCE ha inoltre annunciato che il programma di acquisti di bond sarà chiuso a dicembre.

Il cambio EUR/USD sale dello 0,32% a 1,1605 sulla scia della lettura finale sull’inflazione della zona euro risultata in linea con le previsioni. Ma si avvia comunque a registrare la peggiore settimana degli ultimi 19 mesi.

Il dollaro scende contro lo yen, tradizionale valuta rifugio, con la coppia USD/JPY giù dello 0,36% a 109,30.Nei periodi di incertezza, gli investitori tendono a investire sullo yen giapponese, considerato una valuta rifugio quando c’è bassa propensione al rischio.

Lo yen viene supportato inoltre dalla decisione della Banca del Giappone di lasciare invariati i tassi di interesse, anche se la Federal Reserve li ha alzati mercoledì.

Anche la sterlina sale, con il cambio GBP/USD su dello 0,11% a 1,3276.

Il dollaro australiano è debole, con la coppia AUD/USD in calo dello 0,11% a 0,7469, mentre il cambio NZD/USD va giù dello 0,39% a 0,6950. Il dollaro canadese, cosiddetto loonie, scende, con la coppia USD/CAD in salita dello 0,31% a 1,3142.

L’inflazione annua della zona euro sale dell’1,9% a maggio

Investing.com - I prezzi al consumo della zona euro sono saliti a maggio, secondo la stima finale rilasciata questo venerdì.

L’agenzia di statistiche del blocco della moneta unica, l’Eurostat, ha reso noto infatti che l’indice sui prezzi al consumo è salito all’1,9% a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

I prezzi sono saliti dello 0,5% rispetto al mese prima.

Gli economisti avevano previsto che l’inflazione annua rimanesse stabile all’1,9% e che quella mensile salisse dello 0,5%.

L’inflazione core, che esclude i costi di energetici, alimentari, alcol e tabacco, è salita al tasso annuo dell’1,1%.

Il dato core è aumentato dello 0,3% rispetto al mese prima.

La Banca Centrale Europea punta ad un tasso di inflazione di poco meno del 2%.

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