Dollaro al minimo giornaliero contro lo yen, cancella i guadagni

Investing.com - Il dollaro scende al minimo giornaliero contro lo yen questo martedì, cancellando i guadagni precedenti seguiti alle dichiarazioni della Banca del Giappone che ha confermato l’allentamento monetario smentendo le voci circa la possibilità di ridurre lo stimolo.

Il cambio USD/JPY è in calo dello 0,47% a 110,38 alle 08:39 ET (13:39 GMT), non lontano dal minimo di quattro mesi di 110,18 di mercoledì scorso.

Lo yen si è indebolito sulla scia delle parole del Governatore della BoJ Haruhiko Kuroda, secondo cui l’obiettivo del 2% dell’inflazione è ancora lontano e la banca non è ancora arrivata al punto di valutare come chiudere la sua politica monetaria ultra-allentata.

La BoJ ha mantenuto invariata la politica monetaria questa mattina, con i tassi di interesse a -0,1% ed il tetto sul rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni a zero.

La banca ha inoltre confermato le previsioni economiche, aspettandosi un’inflazione dell’1,4% nell’anno che terminerà nel marzo 2019. È la prima volta dal 2014 che la BoJ aggiorna le sue previsioni senza abbassare le prospettive sull’inflazione.

I commenti di Kuroda riducono le speculazioni che la BoJ possa seguire presto l’esempio della Banca Centrale Europea e della Federal Reserve nell’abbandonare la politica monetaria allentata.

Lo yen si è rafforzato quando la BoJ ha modificato il programma di acquisti di bond all’inizio di gennaio, decidendo di acquistare meno bond a lungo termine.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è pressoché invariato sulla giornata a 90,14, vicino al minimo di tre anni di 89,96 di venerdì.

L’euro è stabile contro il dollaro, con la coppia EUR/USD a 1,2262, ancora vicino al massimo di tre anni di mercoledì di 1,2322.

La richiesta della moneta unica continua ad essere incoraggiata in vista del vertice di giovedì della BCE che potrebbe fornire indicazioni sui futuri cambiamenti della politica monetaria.

La sterlina scende, con il cambio GBP/USD giù dello 0,14% a 1,3964, non lontano dal massimo della notte di 1,4002, il massimo da quando il Regno Unito ha votato per uscire dall’Unione Europea nel giugno 2016.

La valuta britannica è stata spinta dalle speranze che il paese possa ottenere un accordo sulla Brexit favorevole.

Il prezzo dell’oro resta supportato dal dollaro debole

Investing.com - Il prezzo dell’oro rimane in salita questo martedì, il sentimento sul dollaro resta vulnerabile nonostante la fine del blocco delle attività amministrative negli Stati Uniti.

Sul Comex, i future dell’oro vanno su dello 0,33% a 1.336,40 dollari l’oncia troy alle 08:30 ET (12:30 GMT).

Il dollaro ha visto una leggera ripresa quando ieri il Congresso ha approvato delle misure per finanziare il governo per circa tre settimane e il Presidente Donald Trump ha firmato la proposta di legge, mettendo fine ai tre giorni di paralisi del governo.

I legislatori stanno cercando di raggiungere un accordo sull’immigrazione, considerata cruciale per rompere lo stallo.

Si tratta del primo blocco delle attività amministrative USA dal 2013. Quell’anno, il governo è rimasto bloccato per 16 giorni.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è stabile a 90,19 restando vicino al minimo di tre anni di venerdì di 89,96.

L’oro risente dell’andamento del dollaro. Un dollaro debole rende l’oro meno costoso per i titolari di altre valute.

Sul Comex, i future dell’argento sono pressoché invariati a 17,00 dollari l’oncia troy.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo martedì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo martedì 23 gennaio:

1. Borse globali a nuovi massimi, termina la paralisi del governo USA

I titoli azionari globali schizzano a nuovi massimi storici, col sentimento incoraggiato dalla notizia di un accordo che ha messo fine al blocco delle attività governative negli Stati Uniti.

Il Congresso ieri ha approvato delle misure a breve termine per finanziare il governo federale fino all’8 febbraio, riducendo l’incertezza sui mercati finanziari.

La maggior parte degli indici in Asia ha chiuso al rialzo, con il nipponico Nikkei al massimo di 26 anni, l’indice Hang Seng ad Hong Kong che ha raggiunto un nuovo massimo storico e l’indice di Singapore che ha toccato il massimo di 10 anni.

In Europa, la maggior parte dei mercati registra dei guadagni negli scambi di metà mattina, con quasi tutti i settori in positivo.

A Wall Street, gli indici Dow e S&P 500 dovrebbero aprire a nuovi massimi storici, mentre gli investitori attendono i report sugli utili che influiranno sull’andamento dei mercati.

Per oggi sono previsti i report di Procter & Gamble (NYSE:PG), Johnson & Johnson (NYSE:JNJ) e Verizon (NYSE:VZ) prima della campanella di apertura, mentre United Continental (NYSE:UAL) e Texas Instruments (NASDAQ:TXN) rilasceranno i risultati dopo la chiusura.

Netflix (NASDAQ:NFLX) si avvia a vivere un’ottima seduta dopo aver superato le attese sugli utili e sui nuovi abbonati negli scambi after-hour di ieri. I risultati hanno spinto la capitalizzazione di mercato del colosso dello streaming a più di 100 miliardi di dollari per la prima volta, mentre il titolo è schizzato del 9% negli scambi pre-market.

Non sono previsti dati economici di rilievo per oggi.

2. Nuovo crollo del Bitcoin e delle criptovalute

Il prezzo delle principali criptovalute è di nuovo colato a picco, con Bitcoin, Ethereum e Ripple che registrano crolli percentuali a due cifre nell’ambito di un forte selloff, mentre continuano a pesare i timori per una stretta da parte dei regolatori.

Il Bitcoin crolla dell’11% a 10.310 dollari. È crollato di quasi il 50% dal massimo storico di circa 20.000 dollari raggiunto a metà dicembre.

L’Ethereum, la seconda principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato, registra un crollo del 12% a 943,60 dollari dopo essere scivolato sotto la soglia psicologica di 1.000 dollari.

Intanto, il token XRP del Ripple si attesta a 1,2400 dollari, con un crollo del 10% sulla giornata.

Il 2018 non è iniziato bene per le criptovalute, in un clima di apprensione per l’aumento dei controlli da parte dei regolatori in Corea del Sud e in altri paesi.

3. Yen in ripresa dopo essere sceso sulla scia della decisione della BoJ

Lo yen sale contro il dollaro dopo che la Banca del Giappone (BoJ) ha mantenuto invariata la politica monetaria, sembrando più ottimista sulle aspettative per l’inflazione.

Tuttavia, nella conferenza stampa post-vertice, il Governatore della BoJ Haruhiko Kuroda ha tentato di minimizzare la possibilità di un cambiamento della politica economica, affermando che l’economia non è in una situazione tale da consentire alla banca centrale di fare un passo indietro rispetto alla politica monetaria ultra-allentata.

Il cambio USD/JPY ha raggiunto il massimo di 111,16 dopo i commenti, prima di attestarsi a 110,65, in calo dello 0,2%.

Il dollaro continua ad oscillare vicino al minimo di tre anni, con l’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, a 90,25, non lontano dal minimo di tre anni della scorsa settimana di 89,96.

Intanto, la sterlina tocca il massimo dal referendum sulla Brexit di 1,4005 contro il dollaro, incoraggiata dall’ottimismo che il Regno Unito riesca a raggiungere un accordo favorevole sul divorzio dall’Unione Europea.

4. Prezzo del greggio ancora su nelle speranze di un altro calo delle scorte USA

Il prezzo del greggio è in salita, mentre gli investitori attendono i dati settimanali sulle scorte statunitensi di greggio e prodotti raffinati per valutare la forza della domanda da parte del principale consumatore mondiale di greggio.

L’American Petroleum Institute, un gruppo del settore, rilascerà il report settimanale alle 16:30 ET (21:30 GMT). I dati ufficiali della Energy Information Administration saranno rilasciati domani e si prevede un calo di 1,3 milioni di barili, il decimo consecutivo.

I future del greggio West Texas Intermediate (WTI) salgono di 30 centesimi, o dello 0,5%, a 63,87 dollari al barile, mentre i future del Brent vanno su di 25 centesimi a 69,28 dollari al barile.

5. Al via il forum economico mondiale a Davos

Gli investitori seguiranno da vicino i commenti dei leader finanziari che si incontreranno a Davos, in Svizzera, per il forum economico mondiale al via questo martedì.

Tra gli eventi principali di quest’oggi, gli interventi del Primo Ministro indiano Narendra Modi e del Primo Ministro canadese Justin Trudeau.

Evitato il blocco delle attività amministrative, anche il Presidente Trump parteciperà all’evento e il suo discorso è in agenda per venerdì. Vi prenderanno parte, inoltre, la Cancelliera tedesca Angela Merkel, il Presidente francese Emmanuel Macron e il Primo Ministro britannico Theresa May.

Il dollaro mantiene i guadagni contro i rivali

Investing.com - Il dollaro mantiene i guadagni contro le altre principali valute questo martedì, supportato dalla notizia di un accordo che ha portato ad una conclusione temporanea del blocco delle attività amministrative negli Stati Uniti.

Ieri il Congresso ha approvato delle misure per finanziare il governo per circa tre settimane e il Presidente Donald Trump ha firmato la proposta di legge, mettendo fine ai tre giorni di paralisi del governo.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,09% a 90,23 alle 05:15 ET (09:15 GMT), restando vicino al minimo di tre anni di venerdì di 89,96.

L’euro e la sterlina sono in calo, con la coppia EUR/USD giù dello 0,10% a 1,2250, mentre il cambio GBP/USD scende dello 0,24% a 1,3951.

Lo yen sale, con il cambio USD/JPY giù dello 0,22% a 110,67 e la coppia USD/CHF è stabile a 0,9622.

Stamane il Governatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda ha affermato che l’obiettivo di inflazione della banca del 2% è ancora lontano e che non si sta discutendo della tempistica di una chiusura del programma di allentamento monetario.

Il dollaro australiano è debole, con la coppia AUD/USD in calo dello 0,55% a 0,7972, mentre il cambio NZD/USD è pressoché invariato a 0,7329.

Intanto, il cambio USD/CAD sale dello 0,27% a 1,2479.

L’indice tedesco ZEW schizza a gennaio; condizioni attuali ai massimi storici

Investing.com - Il sentimento economico tedesco è salito più del previsto a gennaio, mentre l’indice sulle condizioni attuali ha segnato il massimo storico, alimentando l’ottimismo per la forza del motore dell’economia della zona euro, secondo i dati di settore di questo martedì.

Nel report del Centro di Ricerca Economica ZEW si legge che l’indice sul sentimento economico tedesco è salito a 20,4 questo mese da 17,4 di dicembre. Gli analisti avevano previsto un aumento a 17,8 a gennaio.

Un livello superiore a 0,0 indica ottimismo, mentre inferiore è indice di pessimismo.

L’indice sulle condizioni attuali, invece, è salito a 95,2 questo mese da 89,3 di dicembre. Era previsto un aumento minore, a 89,8, e si tratta del massimo dall’inizio delle rilevazioni, nel dicembre 1991.

Intanto, l’indice sul sentimento economico della zona euro è salito a 31,8 a gennaio da 29,0 del mese prima. Era stato previsto un aumento a 29,7.

Subito dopo il report, il cambio EUR/USD si attesta a 1,2248 da circa 1,2240 segnato prima dei dati, la coppia EUR/GBP sale a 0,8779 da 0,8777 precedente, mentre la coppia EUR/JPY è scambiata a 135,57 da 135,50 segnato in precedenza.

Intanto, le borse europee sono al rialzo. L’Euro Stoxx 50 sale dello 0,40%, il tedesco DAX segna +0,83%, il francese CAC 40 va su dello 0,14%, mentre il londinese FTSE 100 è in salita dello 0,29%.

Bitcoin e criptovalute di nuovo sotto forte pressione alla vendita

Investing.com - Il prezzo del Bitcoin, la valuta digitale, e delle altre criptovalute è di nuovo sotto forte pressione alla vendita questo lunedì, poiché continuano a pesare i timori per la stretta normativa.

Il Bitcoin si attesta a 10.514,00 dollari alle 08:55 ET (13:55 GMT) sul Bitfinex, staccandosi dal massimo precedente di 11.886 dollari.

L’Ethereum, la seconda principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato, crolla di quasi il 13%.

Intanto, il token XRP del Ripple si attesta a 1,21 dollari sul Poloniex, con un crollo del 14% sulla giornata.

Il prezzo delle valute virtuali è colato a picco nella seduta precedente dopo che molte delle principali banche indiane hanno sospeso i conti di scambio di criptovalute nell’ambito della stretta sugli scambi di valute virtuali.

State Bank of India, Axis Bank, HDFC Bank, ICICI Bank e Yes Bank avrebbero chiuso o limitato l’attività dei conti legati agli scambi di Bitcoin.

Intanto, ieri, l’agenzia di stampa sudcoreana Yohnap ha riportato che il governo ha intenzione di chiedere alle piazze di criptovalute di condividere i dati delle transazioni degli utenti con le banche, inasprendo i controlli sugli scambi di valute virtuali.

Le banche dovrebbero introdurre questo sistema, che sarà una “misura di adempimento fiscale”, alla fine di questo mese o all’inizio del prossimo, secondo la notizia, che cita come fonte un funzionario anonimo dell’autorità finanziaria.

Secondo un’altra notizia di Yohnap di questa mattina, il governo imporrà una tassa fino al 24,2% come tasse aziendali e di profitto alle piazze di criptovalute quest’anno.

Il mese scorso, il governo ha vietato l’apertura di nuovi conti virtuali agli investitori di criptovalute ed ha richiesto ai trader di valute digitali di modificare i loro account virtuali utilizzando nomi reali.

Il governo della Corea del Sud sta prendendo in considerazione varie opzioni per inasprire i controlli sugli scambi di criptovalute, tra cui il blocco delle piazze di criptovalute e la chiusura di quelle che operano in modo illegale.

Gli scambi di criptovalute in Corea del Sud sono altamente speculativi e le valute digitali sono molto richieste ed hanno un prezzo molto più alto sulle piazze del paese rispetto alle altre piazze del mondo.

Il paese è uno dei principali mercati per le criptovalute più famose come il Bitcoin e l’Ethereum.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo lunedì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo lunedì 22 gennaio:

1. Governo USA bloccato per il terzo giorno consecutivo

Il blocco delle attività amministrative USA prosegue per il terzo giorno consecutivo dopo che Democratici e Repubblicani non sono riusciti a raggiungere un accordo ieri notte sui finanziamenti del governo tra le discussioni sull’immigrazione e la sicurezza dei confini.

Il leader della Maggioranza al Senato Mitch McConnell ha reso noto che il voto della notte su una misura per finanziare il governo fino all’8 febbraio è stato annullato e si svolgerà invece oggi alle 12:00 ET (17:00 GMT), ma resta l’incertezza sul fatto che ci siano voti sufficienti per l’approvazione.

I finanziamenti per le agenzie federali sono ufficialmente terminati alla mezzanotte di venerdì. Si tratta del primo blocco delle attività amministrative USA dal 2013. Quell’anno, il governo è rimasto bloccato per 16 giorni.

La paralisi potrebbe pesare su numerosi impiegati federali e appaltatori governativi, nonché sui dati sulla crescita trimestrale.

2. Borse globali imperterrite nonostante l’impasse negli Stati Uniti

I mercati azionari globali sono invariati, con gli investitori che hanno preso con relativa calma la notizia del parziale blocco delle attività amministrative USA.

I principali indici in Asia hanno chiuso misti, con le borse in Corea del Sud e Australia in calo, mentre gli altri mercati della regione hanno visto dei rialzi.

In Europa, la maggior parte delle borse oscilla tra lievi rialzi e ribassi, con i riflettori puntati su una serie di notizie su acquisizioni e fusioni e sulla pubblicazione di nuovi utili delle compagnie.

A Wall Street, i future USA puntano ad un’apertura in lieve ribasso, con gli investitori che tengono d’occhio gli sviluppi politici negli Stati Uniti in merito al blocco amministrativo.

Per quanto riguarda gli utili, per oggi sono previsti i risultati di Halliburton (NYSE:HAL) e Wynn Resorts (NASDAQ:WYNN) prima della campanella di apertura, mentre il colosso tech Netflix (NASDAQ:NFLX) li pubblicherà dopo la chiusura.

3. Il dollaro oscilla vicino al minimo di 3 anni; Bond a 10 anni al 2,67%

Il dollaro è stato spinto vicino al minimo di tre anni dalla notizia del blocco delle attività amministrative negli USA che ha incoraggiato gli investitori ad essere ribassisti sul biglietto verde.

L’indice del dollaro, che replica l’andamento della valuta statunitense contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,3% a 90,24, non lontano dal minimo di tre anni di giovedì scorso di 89,96.

Il prezzo dei Buoni del Tesoro USA scende, portando il rendimento dei buoni a 10 anni al massimo del 2,672%, il massimo in 3 anni e mezzo.

4. Euro in salita, procedono le trattative sulla coalizione in Germania

L’euro vede un inizio di settimana positivo, incoraggiato dagli sviluppi politici in Germania, dove sono stati compiuti progressi nella formazione del prossimo governo di coalizione.

Ieri la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha accolto la notizia che il rivale partito Socialdemocratico ha votato per iniziare le trattative formali per la coalizione con i suoi Cristiano-Democratici dopo mesi di stallo, allentando l’impasse della principale economia della zona euro.

Merkel, il leader dei Socialdemocratici Martin Schulz e il leader dell’Unione Cristiano-Sociale in Baviera alleati di Merkel, si incontreranno nel corso della giornata e le trattative potrebbero iniziare già domani.

L’euro sale dello 0,3% contro il dollaro a 1,2253, restando vicino al massimo di tre anni di 1,2323 di mercoledì scorso.

5. Greggio supportato dai commenti sauditi sull’accordo OPEC

Il prezzo del greggio è in salita, spinto dai commenti del ministro per l’energia saudita Khalid al-Falih secondo cui i produttori OPEC e non-OPEC hanno deciso di collaborare ancora sulla produzione anche dopo la fine del 2018, quando scadrà il loro accordo sui tagli alla produzione.

Falih ha aggiunto che ciò potrebbe implicare un nuovo tipo di accordo piuttosto che una prosecuzione degli stessi tagli alla produzione che negli ultimi mesi hanno spinto i prezzi.

Il ministro è intervenuto ad una conferenza stampa dopo un vertice della commissione ministeriale congiunta che supervisiona l’implementazione dei tagli.

I future del Brent salgono di 10 centesimi a 68,71 dollari al barile, mentre i future del greggio West Texas Intermediate sono in salita di 11 centesimi a 63,42 dollari al barile.

Mediaset, apertura a +5% su rinvio udienza al Tar per Vivendi

Investing.com - Sprint in apertura per Mediaset , tra i migliori di un Ftse Mib in crescita ad inizio settimana.

Il titolo Mediaset (MI:MS) tocca un +5% ad inizio seduta con le azioni quotate a 3,36 euro.

A far schizzare il titolo è la notizia del rinvio dell’udienza da parte del Tar del Lazio per il ricorso di Vivendi (PA:VIV).

Vivendi era ricorsa al Tar contro la delibera Agcom che imponeva la partecipazione francese in Telecom Italia (MI:TLIT).

Il ricorso di Vivendi era dovuto al blocco delle trattative con Mediaset per l’affare Premium.

Inoltre, Goldman Sachs ha promosso il titolo Mediaset a buy e aumentato il target price a 4,50 euro.

Il greggio inizia la settimana al rialzo con i commenti sauditi sull’accordo OPEC

Investing.com - Il prezzo del greggio inizia la settimana in territorio positivo questo lunedì, spinto dai commenti dell’Arabia Saudita secondo cui la cooperazione tra i produttori di greggio che stanno riducendo le scorte nel tentativo di supportare il mercato probabilmente continuerà anche dopo il 2018.

I future del greggio Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, si attestano a 68,86 dollari al barile alle 3:40 ET (08:40 GMT), su di 25 centesimi, o dello 0,4%, rispetto all’ultima chiusura.

Intanto, i future del greggio West Texas Intermediate (WTI) vanno su di 21 centesimi a 63,52 dollari al barile.

I produttori OPEC e non-OPEC hanno deciso di continuare a collaborare sulla produzione dopo la fine del 2018, quando scadrà l’attuale accordo sui tagli alla produzione, secondo quanto reso noto ieri dal ministro per l’energia saudita Khalid al-Falih.

Falih aggiunge che ciò potrebbe implicare un nuovo tipo di accordo piuttosto che una prosecuzione degli stessi tagli alla produzione che negli ultimi mesi hanno spinto i prezzi.

Il ministro è intervenuto ad una conferenza stampa dopo un vertice della commissione ministeriale congiunta che supervisiona l’implementazione dei tagli.

Il prezzo del greggio è schizzato di quasi il 10% da inizio dicembre, grazie agli sforzi per tagliare la produzione organizzati dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio e dalla Russia. I produttori a dicembre hanno deciso di estendere i tagli alla produzione petrolifera fino alla fine del 2018.

L’accordo per tagliare la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno è stato siglato lo scorso inverno dall’OPEC, dalla Russia e da altri nove produttori. Il patto sarebbe dovuto scadere nel marzo 2018 ed era già stato prorogato.

Il prezzo del greggio ha registrato il primo calo settimanale in cinque settimane la settimana scorsa, con i trader preoccupati per la forte ripresa della produzione USA.

L’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), nel report mensile pubblicato venerdì, ha avvertito che il rapido aumento della produzione negli Stati Uniti potrebbe far passare in secondo piano una serie di fattori positivi che supportano i prezzi del greggio, tra cui i tagli alla produzione OPEC.

L’AIE prevede che i livelli di produzione USA supereranno presto i 10 milioni di barili al giorno, spodestando il colosso OPEC, l’Arabia Saudita, e rivaleggiando con la Russia. La produzione di greggio USA ammonta a 9,75 milioni di barili al giorno al 12 gennaio, secondo i dati della Energy Information Administration.

Analisti e trader avvertono che la recente impennata potrebbe incoraggiare i produttori di petrolio da scisto USA ad aumentare la produzione nelle prossime settimane nel tentativo di trarre vantaggio dai prezzi più alti, vanificando gli sforzi dell’OPEC di ridurre le scorte in eccesso.

Intanto, i future della benzina salgono dello 0,2%, a 1,872 dollari al gallone, mentre il combustibile da riscaldamento è pressoché invariato a 2,058 dollari al gallone.

I future del gas naturale schizzano di 6,3 centesimi, o del 2%, a 3,248 dollari per milione di BTU.

La coppia USD/JPY su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese lunedì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 110,81, su di 0,10% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 110,19, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 111,50, la piú alta di giovedì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,04% per toccare 1,2228 e la coppia GBP/USD che sale di 0,04% per toccare 1,3864.

La coppia NZD/USD su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Neozelandese é stato più alto rispetto al Dollaro Americano lunedì.

La coppia NZD/USD é scambiata a 0,7278, su di 0,08% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,7235, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 0,7333, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Neozelandese é stato su rispetto al Dollaro Australiano e giù rispetto all'Euro, con la coppia AUD/NZD che perde 0,08% per toccare 1,0976 e la coppia EUR/NZD che sale di 0,20% per toccare 1,6823.

La Corea del Sud intende coivolgere le banche nelle transazioni di criptovalute

Investing.com - Secondo quanto comunicato quest’oggi dall’agenzia di stampa coreana Yohnap, il governo della Corea del Sud starebbe pianificando di condividere i dati bancari nelle transazioni di criptovalute, nell’ambito della stretta che il governo sta attuando per controllare il mercato.

Le banche dovrebbero entrare nel sistema e gli scambi dovrebbero implicare la condivisione dei dati bancari degli utenti già a partire da fine mese o dall’inizio del mese prossimo, secondo una fonte vicina all’autorità di regolamentazione finanziaria del paese.

Le banche sarebbero obbligate a controllare se lo scambio di criptovalute rispetta o meno i requisiti.

Attualmente le banche non possono offrire conti virtuali in valute digitali agli utenti, questo per evitare la speculazione nel mercato delle criptovalute sudcoreano.

L’apertura di conti anonimi in criptovalute è proibila finché le banche non installeranno un sistema che permette lo scambio di criptovalute solo ai conti che corrispondono a conti bancari con intestazioni reali.

Inoltre, il governo avrà accesso ai dati relativi alle transazioni degli utenti tramite le banche, in vista di una possibile tassazione.

Gli scambi di criptovalute in Corea del Sud sono altamente speculativi e spesso avvengono a prezzi decisamente più elevati rispetto al resto del mondo.

La Corea del Sud è uno dei mercati principali per le principali criptovalute come Bitcoin ed Ethereum.

Il governo sudcoreano sta esaminando diverse opzioni per stringere e controllare il mercato delle criptovalute, tra cui un blocco totale degli scambi o il blocco degli scambi illegali.

L’11 gennaio la polizia ha bloccato Coinone and Bithumb, due tra le principali piazze di scambi del paese, per sospetta evasione fiscale.

A settembre il paese ha vietato le offerte iniziali.

Il Bitcoin è scambiato a 11.695 sul Bitfinex, alle 04:13 AM ET (09:13 AM GMT), in calo dell’8,76% rispetto alla chiusura precedente.

L’Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato, è scambiato a 1.051,40 dollari sul Bitfinex.

Intanto, il Il token Ripple XRP è scambiato a 1,36 dollari sul Poloinex Exchange.

La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2223, giù di 0,12% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2165, il piú basso di giovedì, e resistenza a 1,2324, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e giù rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,25% per toccare 0,8827 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,36% per toccare 135,45.

Criptovalute in ripresa dopo il bagno di sangue nei timori della stretta normativa

Investing.com - Le criptovalute hanno visto una difficile ripresa questo venerdì dopo il bagno di sangue di questa settimana che ha comportato crolli a doppia cifra tra le più famose.

Gli asset digitali hanno vissuto un inizio anno volatile dopo la straordinaria impennata dello scorso anno, nei timori per l’aumento dei controlli da parte dei regolatori.

I policymaker in Corea del Sud hanno ribadito ancora una volta ieri che stanno pensando di chiudere le piazze nazionali di criptovalute. Il paese è uno dei principali mercati per le criptovalute più famose come il Bitcoin e l’Ethereum.

I regolatori cinesi sono intervenuti per limitare i rischi finanziari associati agli scambi di valute virtuali e agli schemi piramidali.

Il ministero per la pubblica sicurezza cinese stamane ha dichiarati che la seconda economia mondiale darà un giro di vite sugli schemi piramidali online, compresa la speculazione mascherata da criptovalute e giochi online. La preoccupazione per la protezione degli investitori aumenta in tutto il mondo.

La Securities & Exchange Commission USA ieri ha lanciato l’allarme sulla sicurezza degli investimenti legati al Bitcoin, dicendo ai finanziatori di voler placare la loro apprensione prima di approvare più di una dozzina di prodotti proposti basati sulle criptovalute.

La divisione gestione investimenti della SEC ha chiesto risposte per almeno 31 domande dettagliate riguardo alle modalità di conservazione, salvaguardia e prezzo dei fondi comuni di investimento o degli ETF basati su Bitcoin.

“Ci sono una serie di questioni significative sulla protezione degli investitori che devono essere esaminate prima che gli sponsor comincino ad offrire questi prodotti agli investitori”, secondo quanto si legge in una lettera della direttrice della divisione gestioni investimenti della SEC Dalia Blass che ha svelato una serie di proposte per fondi di Bitcoin o asset collegati.

Il Fondo Monetario Internazionale sta chiedendo una coordinazione globale sulle criptovalute, mettendo in guardia dal rischio dell’aumento dei prezzi.

“Una maggiore discussione internazionale e la cooperazione tra i regolatori, sì, sarebbe utile”, ha riferito ai giornalisti il portavoce del FMI Gerry Rice ieri a Washington.

I governi di tutto il mondo sono alle prese con le modalità di regolamentazione degli scambi di criptovalute e i policymaker dovrebbero discutere della questione durante il summit del G20 in Argentina a marzo.

Alle 9:19 ET (14:19 GMT), la maggior parte delle principali criptovalute, note per la loro estrema volatilità, registra dei rialzi dopo le forti perdite di questa settimana.

In particolare, il Bitcoin, la principale per capitalizzazione di mercato, schizza del 19% a 11.703,00 dollari ma si avvia comunque a segnare un crollo settimanale di più del 14%.

La valuta virtuale numero due, l’Ethereum, rimbalza del 3,8% a 1.073,90 dollari, con un crollo settimanale di circa il 13%.

Il rivale più “conveniente”, il Ripple, vede un’impennata del 5,5% a 1,61745 dollari, riducendo il crollo settimanale al 18%.

Intanto, il discendente del Bitcoin, il Bitcoin Cash sale dello 0,4% a 1.803,10 dollari, ma registra comunque un crollo del 28% sulla settimana.

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Europea

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Europea di Venerdì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.336,00 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,66% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.324,40 dollari e la resistenza a 1.345,00 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,29% per essere scambiato a 90,05 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é salito di 0,89% per essere scambiato a 17,105 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 0,66% per essere scambiato a 3,220 dollari per libbra.

Il dollaro si riavvicina al minimo di 3 anni contro i rivali

Investing.com - Il dollaro si riavvicina al recente minimo di tre anni contro le altre principali valute questo venerdì nei timori per la possibilità di un blocco delle attività amministrative previsto per domani, mentre il rendimento dei Buoni del Tesoro USA continua a salire.

Il sentimento sul biglietto verde resta vulnerabile dopo che i legislatori USA ieri non sono riusciti a trovare un accordo sul bilancio federale, scatenando i timori per un eventuale blocco delle attività amministrative questo fine settimana.

Sul dollaro pesa anche il fatto che il rendimento dei Buoni del Tesoro USA a 10 anni abbia segnato il massimo dal 2014.

La valuta statunitense negli ultimi giorni è andata sotto pressione tra i timori che la ripresa economica globale possa lasciare indietro la crescita statunitense e spingere le altre principali banche centrali, a partire dalla Banca Centrale Europea, a cominciare a ridimensionare la politica monetaria allentata ad un ritmo più veloce del previsto.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,28% a 90,06 alle 05:15 ET (09:15 GMT), riavvicinandosi al minimo di tre anni di mercoledì di 89,97.

L’euro e la sterlina sono in salita, con la coppia EUR/USD su dello 0,35% a 1,2281, mentre il cambio GBP/USD sale dello 0,11% a 1,3912.

La sterlina si stacca dal massimo della seduta sulla scia dei dati di questa mattina secondo cui le vendite al dettaglio britanniche sono scese molto più del previsto a dicembre.

Lo yen e il franco svizzero salgono, con la coppia USD/JPY giù dello 0,44% a 110,61 e il cambio USD/CHF in calo dello 0,30% a 0,9559.

Sale anche il dollaro australiano, con la coppia AUD/USD su dello 0,26% a 0,8020, mentre il cambio NZD/USD è pressoché invariato a 0,7301.

Intanto, la coppia USD/CAD resta stabile a 1,2414.

Saipem tra i peggiori del Ftse Mib sulla scia del calo del greggio

Investing.com - Apertura negativa per Saipem mentre il Ftse Mib inizia la seduta stabile proseguendo così il suo momento positivo.

Il titolo Saipem (MI:SPMI) cede intorno all’1% con le azioni appena sopra i 4 euro, sulla scia della sua settimana negativa.

Ieri gli analisti di Kepler Cheuvreux avevano alzato il target price Saipem a 4 euro e mantenuto il rating hold.

Prezzo obiettivo che resta a 4 euro anche per Barclays (LON:BARC) con un rating underweight su Saipem.

Deboli anche i titoli Eni (MI:ENI) e Tenaris (MI:TENR), anche loro influenzati dal prezzo del petrolio.

Il greggio oggi cede intorno all’1% dopo che ieri i dati dell’EIA hanno evidenziato un aumento delle scorte.

Borse europee da stabili a positive, riflettori sugli utili

Investing.com - Al rialzo i mercati azionari europei all’apertura di questo venerdì, con gli investitori focalizzati su una nuova serie di report sugli utili delle compagnie e sulla possibilità di un blocco delle attività amministrative negli Stati Uniti nel fine settimana.

L’indice EURO STOXX 50 sale dello 0,23%, il francese CAC 40 è in salita dello 0,09% ed il tedesco DAX 30 va su dello 0,41% alle 03:40 ET (07:40 GMT).

I mercati sono in fermento poiché i legislatori USA ieri non sono riusciti a trovare un accordo sul bilancio federale, scatenando i timori per un eventuale blocco delle attività amministrative a partire da domani.

I titoli del settore finanziario sono misti: in Francia, BNP Paribas (PA:BNPP) scende dello 0,12% e Societe Generale (PA:SOGN) sale dello 0,60%, mentre in Germania Deutsche Bank (DE:DBKGn) e Commerzbank (DE:CBKG) vanno su rispettivamente dello 0,33% e dell’1,55%.

Tra le banche periferiche, in Italia Intesa Sanpaolo (MI:ISP) ed Unicredit (MI:CRDI) scendono rispettivamente dello 0,26% e dello 0,29%, mentre in Spagna Banco Santander (MC:SAN) e BBVA (MC:BBVA) segnano -0,14% e -0,27%.

Thyssenkrupp (DE:TKAG) sale dello 0,99% in vista del vertice annuale generale dell’acciaieria in programma nel corso della giornata.

All’inizio della settimana, gli azionisti hanno chiesto nuovamente un cambio strutturale della compagnia, facendo ulteriori pressioni sull’amministratore delegato Heinrich Hiesinger.

Positiva anche BASF SE NA O.N. (DE:BASFN), con un balzo dell’1,07%, dopo che il gruppo chimico e farmaceutico tedesco ha previsto un’impennata del 50% degli utili netti del 2017, grazie alla forte domanda e alle imposte minori negli Stati Uniti.

A Londra, l’indice FTSE 100 va giù dello 0,04% trascinato da Provident Financial (LON:PFG), che crolla del 2,78% dopo che la compagnia questa settimana ha avvertito che le perdite del 2017 nella divisione mutui immobiliari risulteranno in linea con le previsioni peggiori.

Il gruppo ha reso noto inoltre di essere in trattativa con la Financial Conduct Authority “nel tentativo di arrivare ad una risoluzione delle indagini dell’ente regolatore".

Al ribasso anche i titoli del comparto finanziario, con Barclays (LON:BARC) giù dello 0,22% e Lloyds Banking (LON:LLOY) in calo dello 0,40%, mentre Royal Bank of Scotland (LON:RBS) e HSBC Holdings (LON:HSBA) scendono rispettivamente dello 0,60% e dello 0,77%.

Al rialzo i titoli minerari sull’indice legato alle materie prime. Glencore (LON:GLEN) sale dello 0,68% e Rio Tinto (LON:RIO) schizza dell’1,21%, mentre la rivale BHP Billiton (LON:BLT) segna un’impennata dell’1,23%.

Burberry Group (LON:BRBY) registra una delle migliori performance sull’indice, con un balzo dell’1,28%, recuperando le perdite segnate a inizio settimana quando l’azienda ha reso noto un crollo del 2% degli utili delle vendite del terzo trimestre.

Tra le altre notizie, il Presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che, se il Regno Unito vuole l’accesso al mercato unico, dovrà contribuire al bilancio dell’Unione Europea e seguire la giurisdizione europea.

I commenti di Macron sono seguiti ad un incontro con il Primo Ministro britannico Theresa May tenutosi ieri.

Negli Stati Uniti, i mercati azionari passano da stabili a positivi. I future Dow Jones Industrial Average salgono dello 0,11%, i future S&P 500 vanno su dello 0,05%, mentre i future Nasdaq 100 sono in salita dello 0,14%.

Dollaro in calo nei timori di un blocco amministrativo

Investing.com - Il dollaro scende contro le altre principali valute questo venerdì nei timori per la possibilità di un blocco delle attività amministrative previsto per domani.

Il sentimento sul biglietto verde resta vulnerabile, con i legislatori in difficoltà nel trovare un accordo sul bilancio federale ieri.

Il dollaro è andato sotto pressione negli ultimi giorni nei timori che la ripresa economica globale possa lasciare indietro la crescita statunitense e spingere le altre principali banche centrali, a partire dalla Banca Centrale Europea, a cominciare a ridimensionare la politica monetaria allentata ad un ritmo più veloce del previsto.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,13% a 90,19 alle 02:00 ET (06:00 GMT), riavvicinandosi al recente minimo di tre anni di 89,97.

L’euro è in salita, con la coppia EUR/USD su dello 0,15% a 1,2256, mentre il cambio GBP/USD è stabile a 1,3900.

Lo yen e il franco svizzero salgono, con la coppia USD/JPY giù dello 0,25% a 110,82 e il cambio USD/CHF in calo dello 0,18% a 0, 9570.

Sale anche il dollaro australiano, con la coppia AUD/USD su dello 0,23% a 0,8017, mentre il cambio NZD/USD è pressoché invariato a 0,7297.

Intanto, la coppia USD/CAD resta stabile a 1,2416.

I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Venerdì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.331,50 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,32% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.324,40 dollari e la resistenza a 1.345,00 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,12% per essere scambiato a 90,20 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é salito di 0,45% per essere scambiato a 17,030 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 0,28% per essere scambiato a 3,209 dollari per libbra.

I futures del Greggio in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Febbraio sono scambiati a 63,02 dollari americani per barile, valore che scende di 1,45% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 62,84 dollari e la resistenza a 64,89 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,03% per essere scambiato a 90,28 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Marzo, é sceso di 1,21% per essere scambiato a 68,47 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 5,45 dollari per barile.

La coppia USD/JPY giù durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più basso rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 110,87, giù di 0,21% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 110,19, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 111,48, la piú alta di giovedì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,13% per toccare 1,2254 e la coppia GBP/USD che sale di 0,05% per toccare 1,3904.

La coppia EUR/USD su verso la fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano giovedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2233, su di 0,39% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2174, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,2324, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,03% per toccare 0,8810 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,21% per toccare 135,90.

I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Giovedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Febbraio sono scambiati a 3,167 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 2,01% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 3,039 dollari e la resistenza a 3,288 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,30% per essere scambiato a 90,38 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Febbraio, é sceso di 0,02% per essere scambiato a 63,98 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Febbraio, é sceso di 0,50% per essere scambiato a 2,0587 dollari per gallone.

Il dollaro resta debole, l’euro riprende lo slancio

Investing.com - Il dollaro resta in calo contro il paniere delle altre principali valute questo giovedì, con l’euro che guadagna terreno dopo essersi staccato dal massimo di tre anni nella seduta precedente.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,33% a 90,35 alle 08:55 ET (13:55 GMT), allontanandosi dal massimo della notte di 90,77.

L’euro sale di circa mezzo centesimo, con il cambio EUR/USD su dello 0,49% a 1,2246. La moneta unica si è staccato dal massimo di tre anni di 1,2323 ieri dopo i commenti dei funzionari della Banca Centrale Europea che hanno dato voce alle preoccupazioni circa il recente rafforzamento della valuta.

L’euro si è rafforzato sulla scia dei verbali della scorsa settimana del vertice di dicembre della BCE che hanno alimentato le aspettative che i policymaker si stiano preparando a chiudere il programma di acquisti di stimolo.

Il dollaro è andato sotto pressione tra i timori che la ripresa economica globale possa lasciare indietro la crescita statunitense e spingere le altre principali banche centrali, a partire dalla BCE, a cominciare a ridimensionare la politica monetaria allentata ad un ritmo più veloce del previsto.

Il biglietto verde scende contro lo yen, con la coppia USD/JPY giù dello 0,11% a 111,17 dopo aver chiuso la seduta precedente con un aumento dello 0,81% quando si è staccata dal minimo di quattro mesi di 110,18.

Anche la sterlina sale contro il dollaro, con il cambio GBP/USD su dello 0,22% a 1,3860, restando al di sotto del massimo di 1,3941 di ieri, il massimo da quando il Regno Unito ha votato per uscire dall’Unione Europea nel giugno 2016.

La valuta britannica si è indebolita con gli investitori che hanno bloccato i profitti in attesa di nuovi sviluppi sulla Brexit.

Il dollaro canadese scende contro il cugino statunitense, con il cambio USD/CAD in salita dello 0,18% a 1,2464; ieri, la Banca del Canada ha alzato i tassi di interesse ma ha avvertito che l’incertezza per l’Accordo nordamericano di libero commercio (NAFTA) pesa sulle prospettive economiche.

Il biglietto verde sembra non tenere conto dei dati che hanno mostrato che le nuove richieste di sussidio di disoccupazione statunitensi sono scese al minimo di 45 anni la scorsa settimana. Il Dipartimento per il Lavoro ha reso noto che i dati di molti stati sono una stima per via delle feste e del clima troppo freddo.

Allo stesso tempo, un secondo report ha rivelato che le nuove costruzioni USA sono nettamente diminuite a dicembre e che anche le concessioni edili sono scese.

Secondo un altro report, l’attivià manifatturiera nella regione di Philadelphia a gennaio è rallentata al minimo di cinque mesi.

Bitcoin recupera dopo correzione scatenata da timori per il giro di vite

Investing.com - Il prezzo delle principali criptovalute è in forte ripresa, con il Bitcoin, l’Ethereum e il Ripple che schizzano dopo aver subito il peggiore selloff di due giorni in oltre un anno.

Il Bitcoin rimbalza del 17% a 11.628 dollari in seguito al crollo a due cifre di ieri che lo ha portato al minimo dalla fine di novembre di 9.231 dollari, scatenando le voci di una bolla in esplosione.

Tra le altre valute digitali, l’Ethereum, la seconda principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato, schizza del 23% a 1.051,30 dollari.

Intanto, il token XRP del Ripple si attesta a 1,5612 dollari, con un’impennata del 50% sulla giornata.

Il 2018 non è iniziato bene per le criptovalute e questa settimana è stata la terza consecutiva in calo. Il mercato delle valute virtuali è stato spaventato dai timori per l’aumento dei controlli normativi in Asia, in particolare in Corea del Sud e in Cina nonché in altri paesi.

Per vedere le altre vignette settimanali di Investing.com, visita la pagina: https://it.investing.com/analysis/comics

Il prezzo dell’oro resta in calo dopo i dati USA misti

Investing.com - Il prezzo dell’oro resta al ribasso questo giovedì, in seguito ai dati statunitensi da cui è emerso un quadro misto della forza dell’economia, ma le perdite dovrebbero restare limitate con il sentimento sul biglietto verde in generale negativo.

Sul Comex, i future dell’oro scendono dello 0,80% a 1.328,40 dollari l’oncia troy alle 08:40 ET (12:40 GMT).

Il Dipartimento per il Lavoro USA ha dichiarato che le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono scese di 31.000 unità a 220.000 la scorsa settimana dalle 261.000 precedenti. Gli analisti avevano previsto un calo a 250.000 unità.

Da un secondo report è emerso che il numero delle nuove costruzioni negli Stati Uniti è diminuito più del previsto a dicembre, mentre le concessioni edili hanno superato le attese.

I dati hanno rivelato inoltre che l’attività manifatturiera nella regione di Philadelphia è peggiorata a gennaio toccando il minimo di cinque mesi.

Ultimamente, il dollaro è andato sotto pressione nei timori che la ripresa economica globale possa lasciare indietro la crescita statunitense e spingere le altre principali banche centrali, a partire dalla Banca Centrale Europea, a cominciare a ridimensionare la politica monetaria allentata ad un ritmo più veloce del previsto.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,30% a 90,38, staccandosi dal nuovo minimo di tre anni della seduta precedente di 89,97.

L’oro risente dell’andamento del dollaro. Un dollaro debole rende l’oro meno costoso per i titolari di altre valute.

Sempre sul Comex, i future dell’argento vanno giù dello 0,53% a 17,03 dollari l’oncia troy.

Le richieste di disoccupazione USA scendono di 41.000 unità

Investing.com - Il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana è sceso più del previsto, secondo i dati ufficiali di questo giovedì.

Secondo il Dipartimento per il Lavoro, il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana terminata il 13 gennaio è sceso di 41.000 unità ad un dato destagionalizzato di 220.000 unità dal totale della settimana precedente di 261.000 unità.

Gli analisti avevano previsto un calo a 250.000 unità per la scorsa settimana.

La media mobile su quattro settimane è scesa di 6.250 unità a 244.500 la scorsa settimana. La media mensile è un indicatore più accurato dell’andamento del lavoro poiché riduce la volatilità dei dati settimanali.

Le richieste di disoccupazione continua, che misurano il numero di persone che ricevono sussidi dopo una settimana iniziale di aiuti, ammontano a 1,95 milioni.

Le cinque cose da seguire sui mercati questo giovedì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo giovedì 18 gennaio:

1. Il Bitcoin torna sopra i 10.000 dollari dopo il selloff

Il prezzo delle principali criptovalute schizza, con il Bitcoin, l’Ethereum e il Ripple che segnano forti rimbalzo dopo aver subito il peggiore selloff di due giorni in oltre un anno.

Il Bitcoin segna un’impennata dell’11% a 11.155 dollari in seguito al crollo a due cifre di ieri che lo ha portato al minimo dalla fine di novembre di 9.231 dollari, scatenando le voci di una bolla in esplosione.

Tra le altre valute digitali, l’Ethereum, la seconda principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato, schizza del 12% a 991,90 dollari.

Intanto, il token XRP del Ripple si attesta a 1,4150 dollari, con un’impennata del 33% sulla giornata.

Il selloff di questa settimana è stato dovuto soprattutto ai timori per l’aumento dei controlli normativi in Corea del Sud ed altri paesi.

2. L’impennata delle borse globali non mostra segni di cedimento

L’impennata dei mercati azionari globali non sembra voler riprendere fiato, tra l’ottimismo per il persistere della forte crescita mondiale e il miglioramento degli utili delle compagnie che supportano la propensione al rischio.

La maggior parte degli indici in Asia ha chiuso al rialzo, grazie alla forza delle compagnie tech nella regione. In particolare, l’indice nipponico Nikkei ha toccato il massimo dalla fine del 1991 prima di chiudere in calo dello 0,5%.

In Europa, molte delle borse hanno aperto con il piede giusto, mentre gli investitori sono focalizzati sulla pubblicazione di altri report sugli utili.

A Wall Street, i future USA puntano ad un’apertura invariata, con l’attenzione dei trader rivolta alla pubblicazione degli utili di compagnie del calibro di Morgan Stanley (NYSE:MS), IBM (NYSE:IBM) e American Express (NYSE:AXP).

I titoli azionari statunitensi sono rimbalzati ieri e l’indice Dow ha chiuso sopra i 26.000 per la prima volta, grazie alle aspettative degli investitori di utili alti che hanno spinto i titoli.

3. Dollaro ancora sulla difensiva, bond a 10 anni al 2,6%

Il dollaro non riesce a staccarsi di molto dai recenti minimi, con gli investitori che tengono d’occhio i dati USA per valutare se la principale economia mondiale sia abbastanza forte da sopportare altri aumenti dei tassi nel 2018.

Il Dipartimento per il Commercio pubblicherà il report sulle concessioni edilizie e le nuove costruzioni relativo al mese di dicembre alle 8:30 ET (13:30 GMT).

Oltre ai dati sul settore immobiliare, per oggi sono previsti anche i dati sulle condizioni del settore manifatturiero nella regione di Philadelphia ed i dati sulle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione.

L’indice del dollaro, che replica l’andamento della valuta statunitense contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,2% a 90,45, non lontano dal minimo di tre anni di martedì di 89,98.

Intanto, il rendimento dei Buoni del Tesoro USA a 10 anni supera il 2,6% per la prima volta da marzo, segnando il massimo della notte del 2,615%.

La maggior parte degli economisti ritiene che la Fed alzerà i tassi a marzo per poi intervenire nuovamente a giugno, mentre un terzo aumento è previsto per dicembre, secondo lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com.

4. Prezzo del greggio USA invariato in attesa del report EIA sulle scorte

Il prezzo del greggio resta invariato, mentre gli investitori attendono i dati settimanali sulle scorte statunitensi di greggio e prodotti raffinati.

La U.S. Energy Information Administration rilascerà il report settimanale ufficiale sulle scorte oggi alle 11:00 ET (16:00 GMT), e si prevede un calo di 3,5 milioni di barili.

Le scorte di benzina dovrebbero essere aumentate di 3,4 milioni di barili, mentre le scorte di prodotti raffinati che comprendono il combustibile da riscaldamento e il gasolio, dovrebbero essere salite di 8.600 barili.

Il report viene pubblicato con un giorno di ritardo per via della festa di Martin Luther King, celebrata lunedì negli Stati Uniti.

I future del greggio West Texas Intermediate si attestano a 63,98 dollari al barile, mentre i future del Brent sono scambiati a 69,36 dollari al barile.

5. Il PIL cinese supera le aspettative

I dati della principale economia asiatica incoraggiano la crescita globale dopo il report che ha mostrato che il PIL cinese è cresciuto più del previsto nel quarto trimestre, grazie alla ripresa del settore industriale, al mercato immobiliare resiliente e la forte crescita delle esportazioni.

Nel periodo che va da ottobre a dicembre, l’economia è salita del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica cinese, una lettura invariata rispetto al terzo trimestre e al di sopra del 6,7% previsto dagli analisti. La crescita per l’intero 2017 è salita al 6,9% su base annua, il primo aumento annuo dell’economia dal 2010.

Mps, non basta cessione dei 26 miliardi di NPL secondo Mediobanca

Investing.com - Prosegue negativa la sessione odierna per Banca Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS) che a metà mattinata cede l'1,26%, restando sotto i 4 euro per azione.

Ieri il presidente del Supervisory Board della Banca centrale europea, Danièle Nouy, aveva chiesto alle banche italiane il “massimo sforzo” in tema di crediti deteriorati, dopo che lo stesso istituto centrale aveva imposto la copertura integrale dei NPL entro due anni per i non garantiti e sette anni per i garantiti.

Tra gli istituti italiani che soffronto in misura maggiore il tema dei crediti deteriorati c’è Mps che ha iniziato un percorso per lo smaltimento delle sofferenze per un totale di 26 miliardi. Tale cessione appena conclusa, però, potrebbe non bastasere secondo Mediobanca (MI:MDBI) Securities, i cui analisti affermano che a Siena dovrebbero “mettere mano al portafoglio” per ulteriori 11 miliardi.

Secondo gli analisi di Mediobanca, Mps dovrebbe cedere 6 miliardi di Npl e cinque di “Unlikely to pay” per un totale corrispondente al 20% del loro valore con 65 punti di copertura aggiuntiva di Cet 1 ratio.

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